Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Quale evento (forse qualche FUK?) spinge ognuno di noi…” Domanda di Cindy, riscontro di Yusuf

Quale evento (forse qualche FUK?) spinge ognuno di noi ad essere più attratto e/o più portato per una determinata espressione artistica? Perché invece con qualche altra arte facciamo più fatica?

Allora cara, probabilmente la domanda che hai posto, sento che nasce dal bisogno di conoscenza che è insito in tutti noi. Secondo me bisogna partire da ciò che ora noi vediamo, da quello che è stato il nostro vissuto nel tempo spazio, da quando siamo nati è venuti all’esistenza fino a quando ti sei posta questa domanda. Vabbè, per me non è semplice formulare un pensiero scritto, voglio provare, e scusate gli errori di ortografia. Da quando ero piccolo, non sempre ho avuto il desiderio di conoscere ciò che dicevo, però quello che dicevo era solo una conseguenza di quello che gli altri volevano sentirsi dire. Mi sono sempre sentito solo in questa cosa, perché forse, mi sono sempre sentito solo nell’esprimere realmente quello che io provavo nel vedere ciò che mi accadeva. Ho bisogno più volte di rileggere quello che hai scritto per dare una un’identità, o meglio ciò che ti possa dare un ritorno. Per me è articolare un pensiero scritto.
Per me scrivere, é anche un atto creativo, Forse mi vergogno perché non ho dimestichezza nel farlo. Però qualcosa mi ricordo! I miei fuk, sono dati da una confusione nata tra il rapporto di una cultura diciamo più aperta allo scambio analogico e quello simbolico, io da quando ero piccolo avevo bisogno di mettere le mani, utilizzarle per poi poter comunicare, cioè manifestare il fatto che mi sono sempre sentito vivo. Infatti quando ero bambino nel creare scene che mi riportassero più a ciò che ero io già. Vedevo che attorno a me c’era un mondo fatto solo di lavoro e pochi momenti di gioia. L’essere cresciuto con mia mamma psichiatrizzata è stato un momento di forte impatto con l’esistenza che mi ha fatto muovere nel trovare un altro canale per potermi esprimermi per quello che io già sono. All’inizio mi sono avvicinato, con sforzo al pensiero popolare, però ne ho subito visto un limite, perché era solo obbligo dovere, sentivo che ero bravo ad esprimermi per… vabbè
Questo comporta incessantemente confronto con la vita e la morte, ti porta un senso di Che devi fa… Quindi, già che chiedi che cosa devi fare, secondo me già è una bella domanda. Tutte le notti e tutti i tempi negli anni passati, diciamo in una Time House, non possono spiegare che significano, c’è sempre quella voglia però di andare avanti e non fermarsi mai, ma vedi che anche ciò che assimiliamo va trasformato non so …
Vabbè trasformare, che significa guardare, osservare e contemplare, Io ho fatto degli studi un po’ all’accademia Napoli, ho avuto a che fare un po’ con delle persone si sono immersi nel sapere, diciamo popolare, quindi anche un po’ medico, analogico e Alchemico… ma mi sento sempre univoco nel determinare un pensiero. Beh, mi sento pure un po’ massonico perché comunque questa parte qua l’ho vissuta. Perché qui comunque dentro gli anfratti profondi di questa cultura nostra ancora mantenute forte, centro la voglia di esprimere col pensiero di forza interiore, nel senso di vedi che siamo vive è un miliardo a senso che siamo vivi. Ecco Questo sta a far vedere Che cos’è un fuck. Essenza di ciò che Potrebbe esprimere. Bisogna solo amare per poter capire la vita in ogni sua espressione. Un bacio, ciao

Yusuf

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