Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Quale evento (forse qualche FUK?) spinge ognuno di noi…” Domanda di Cindy, riscontro di Daniela

Quale evento (forse qualche FUK?) spinge ognuno di noi ad essere più attratto e/o più portato per una determinata espressione artistica? Perché invece con qualche altra arte facciamo più fatica?

Come definizione di una mia arte specifica sento che non me ne appartiene una che posso definire proprio arte, più mi chiamerei artigiana.
Un po’ mi facilita sentirmi più concreta meno astratta, un po’ mi fa sentire meno inadeguata a sostenere i criteri che un artista richiede.
In questo ci stanno anche i fuk della casa pellucida che non hanno favorito nessuna espressione artistica che sicuramente mi apparteneva (come sento che possono stare in molti di noi quando siamo bambini).
I semini di tanta roba che si chiama successivamente arte risiedono dentro ogni bambina/o.
A scuola me lo riconoscevano un talento che però non è potuto crescere con le mie sole competenze.
A casa non veniva dato valore ed io non ne ho sentito più il bisogno.
Sento che all’essermi tirata indietro dell’espressione artistica mia ha contribuito molto l’angolo alfa di mio padre che dava peso alla concretezza.
Così ho ritenuto che essere artigiana fosse più adeguato.
L’incontro con Gino e la sua bella espressione artistica mi ha fatto fare un ulteriore passo indietro, con lui non era neanche ipotizzabile per me competere.
Ho provato a chiedere a lui di essere mio maestro, ma la relazione nostra di coppia non ci ha fatto incontrare molto neanche su questo aspetto.
Forse a Gino sarebbe piaciuto una condivisione maggiore che lo facesse sentire che era il numero uno!
Io so che ho tante piccole/grandi competenze e che riesco a stare in molte cose che sono vicine all’arte e questo mi piace e mi fa stare anche bene, come quando ho partecipato al progetto del mosaichaos e a quello del muro dell’utero psi, ma dire che ho una mia espressione artistica che è solo mia ancora non riesco a dargli un nome.
Ringrazio Cindy e anche Benedetta perché mi hanno fatto sentire coinvolta in questa riflessione sull’arte.

Daniela

 

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