Un accompagnamento globale da Spirito sull’Appennino reggiano, Debora e Daniele.

CRE.DE.DA   22.12.20 -26.12.20

L’avevo fortemente desiderato e voluto e così, anche se non nei giorni stabiliti, sono riuscita a condurre quel portentoso eroe che è mio fratello, nella nostra casa in montagna presso Corchia di Berceto, sull’appennino parmense. L’angolo alfa era già ben definito dall’esterno e dalla cooperativa Nazareno ove si trova ospite Daniele; partenza prevista la mattina per poi far ritorno dai miei genitori il 24 mattina.

La sensazione è stata quella di riempire tutte le ore a disposizione, come se i tempi fossero ampiamente dilatati ed ogni emozione fosse densa di significato.
Inizialmente, ho sentito la mattina del 22, l’entusiasmo e il forte desiderio di esprimersi di Daniele, come fosse stato da tempo compresso e volesse fare tante cose insieme; ma essendo che il Covid aveva limitato molto gli spostamenti, e pure molti esercizi commerciali risultavano chiusi, avevo deciso di rispettare l’Angolo alfa di partenza che prevedeva un minimo di spazio aperto e subito dopo, di recarci nella casa in montagna. Così accompagnai Dany presso l’amica di letto, tanto a lungo desiderata, cui nelle settimane precedenti aveva a lungo pensato (d’altronde non poter esprimere compiutamente i propri bisogni sessuali per settimane non deve essere certo semplice).
Lui era sereno e tranquillo dopo, molto più che prima di iniziare, quando pensava a quante e quali bibite energetiche avevamo acquistato 1 h prima o quali caramelle avevamo messo in carniere.
Una parte, che ho ritenuto essere preparatoria ad una fase “sostanziale”, è stato il viaggio: ho guidato e accompagnato Dani a osservare fiumi, pietre e montagne fuori dal finestrino come fosse la prima volta, volevo infatti che la forza degli Antenati dessero una potenza calma e amorevole al nostro procedere.

È stato molto bello allora indossare l’abito dello Spirito e creare un buon angolo Beta per ascoltare e poi selezionare i bisogni di Dani: avevamo voglia e bisogno di spazi aperti all’inizio, così ho deciso di guadare il fiume dell’incertezza e proporre una piccola, intima trattoria fuori porta in cui eravamo già stati anche con papà e mamma. Dany ha subito gradito per la semplicità dei piatti e per il fatto che già aveva conosciuto il gestore: ogni tanto passava qualche avventore e D. salutava facendo gli auguri con un sorriso. Questo m’ha fatto pensare che D. possa avere fame e bisogno di riconoscimento e quanto gli possa far bene avere soggetti solidali attorno a sé.
La conferma l’ho avuta nel pomeriggio quando è venuto a trovarci E., un amico-collega di lavoro venuto in montagna per una escursione e che si è ritrovato ad ascoltare ed accompagnare un lungo racconto ad episodi di Dani sulla sua vita, la sua capacità in cucina, la danza, i vari talenti ma anche a dire di alcuni scomodi dettagli, come quando da piccolo, ovvero adolescente veniva preso in giro per la sua particolare sensibilità. Anch’io come sorella mi sono sentita particolarmente apprezzata per aver favorito la discesa di un amico in un borgo di 400 anime ove a farla da padrone sono alberi e case in pietra. Questo a mio avviso, andava a sfatare il mito psichiatrico che voleva da 9 anni mio fratello affetto da problematiche relazionali con l’esterno; Dani ha riso, si è lasciato coinvolgere, ha lasciato spazio all’ascolto anche dell’altro, mostrandosi partecipe.

Tuttavia, è stato il giorno successivo ovvero il 23, a mostrarmi che il cammino intrapreso era stato efficace sino a quel momento; avevamo in programma un’escursione per la mattinata lungo il sentiero delle miniere, che s’avventura sui monti vicini, ma l’Indico riservava altre sorprese: mi alzai alle 9.40, feci qualche esercizio, cercai di svegliare Dani ma … tutto inutile. Così lo avvisai che sarei scesa in paese a comprare panini e che potevamo partire anche alle 13.00, lui fece cenno di sì sotto le coperte. Ascoltai il mio stato quiete ben proteso verso l’infinito e le sue scoperte, così dopo il viaggetto accesi il camino, perlustrai un po’ il territorio circostante in cerca di erbe e ne trovai una che mi colpì particolarmente, così rosso vermiglio da parer finta: la raccolsi quasi che fosse un segnale per me.
Mi parve buono poi rincasare al crepuscolo, Dani ancora sonnecchiava… poi, mentre il fuoco che aveva ormai riscaldato tutta la casa rendendola accogliente e profumata di arance e carbone, Dani si alzò andando in bagno e subito dopo, si riscaldò con alcuni esercizi funambolici dei suoi. Fu proprio lì che si accese il motore dall’analogico al Biorganico: cominciò un intenso racconto in cui con fare corrucciato ma molto vero, disse del suo sentirsi in colpa verso i nonni perlopiù paterni poi verso un amico-collega al quale dopo una lite, ruppe un dito. Allora Dani era molto giovane, 17 anni, e per non aver conseguenze, la mia famiglia pagò un avvocato per accordi economici ed evitare una causa legale. Ma fu proprio in quel periodo, nell’anno 2003 che iniziarono le drammatiche vicissitudini di mio fratello ed è proprio da quel momento che i suoi ricordi divennero nitidi, forti, fino a farlo sprofondare. Fu un attimo dunque: guardai la piantina rossa tra le mani, la sollevai come sospinta da una forza superiore e cominciai a recitare parole di salvezza e guarigione, ovvero chiesi ai nostri Antenati di liberare Dany da tutti i sensi di colpa che lo attanagliavano per poter proseguire il suo cammino. In particolare, la formula fu: “Chiedo ora a tutti i nostri antenati, per te Daniele, la liberazione dal gravoso senso di colpa che ti condiziona per affrontare ogni singolo giorno con fiducia e determinazione. Verso la gioia e la vitalità per te, Rito radicale”

E subito dopo, fui dopo tanto tempo travolta da un potente, vivido abbraccio suo, che sciolse entrambi in un tempo sospeso.
Il giorno successivo era la vigilia di Natale ed era tempo di ripreparare le valigie, non prima però di aver affrontato un particolare nient’affatto trascurabile: mio padre avrebbe desiderato che D. dormisse fuori casa per i gg. 24-25-26 poiché già in passato s’era verificata una difficile convivenza tra lui e i genitori (a volte ho utilizzato il termine suoi perché mi è utile per potermi distaccare da dinamiche molto infantili di cui non voglio interessarmi, nonostante voglia loro bene). Tornando alla mattinata: gli comunicai che avevamo trovato un amico fidato di mia conoscenza che poteva ospitare Dani per la serata, subito ci pensò poi si oppose anche perché capì presto che non era una mia idea ma di nostro padre; questa storia provocò in lui rabbia e dispiacere ma, essendo che la sera prima, in lui s’era aperto il varco dell’emozione viva e vibrante non fu così difficile per me seguire il sentiero del lasciar fluire: non volle accettare e, sebbene io chiedessi in modo vigoroso e chiaro, che sarebbe stato meglio accondiscendere all’angolo alfa paterno,
la sua volontà era ferma: chiamò nostro padre e disse in modo deciso che lui dall’amico mio, non ci sarebbe andato.
Ciò che avevo potuto percepire era il forte dolce attaccamento verso nostra madre e la voglia di donarle i suoi visibili miglioramenti: era dimagrito, si era fortificato, più in equilibrio nel suo Graal e nella dimensione del presente, ciò che desiderava era regalarle ogni giorno il suo ballo più emozionante, tra una piroetta e l’altra.
I giorni seguenti, ovvero Natale e Santo Stefano furono per Dani la ricerca del suo “speciale valore” e i film da scaricare a pc soltanto una pura valvola di sfogo nel momento in cui le sue attese non erano pienamente soddisfatte. La notte tra il 25 e il 26 credo non se la dimentichi facilmente poiché convinse la madre a dormire con lui; così a lungo che il 27 giorno della prevista partenza per il Villaggio rimase a letto. Che fosse questo il motivo che lo costrinse a dormire il sonno profondo di coloro che nell’Ontologico sanno sostare per permettere a coloro che ancora non hanno trovato la porta di raggiungerli?
Ti ringrazio Capitano della nostra nave per avermi permesso di vivere e di inoltrarmi con Angelica di nuovo lungo i terreni dell’emozione e dell’albero della vita.

 

 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie