Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Se è vero che nasciamo liberi e leggeri, perché nel mentre del cammino di nostra vita ci sentiamo chiusi è appesantiti? Domanda di Yusuf, riscontro di Davide

Peglio, mercoledì 27 gennaio 2021

Caro Yusuf mi fa piacere dare il mio contributo alla tua domanda, innanzitutto perché ci tengo a te, alla tua vita e percorso di crescita che sento ti sta portando ad esprimere inedite parti, ed anche perché riguarda aspetti sui quali in questo periodo sto riflettendo.
Beh, innanzitutto vorrei soffermarmi sul significato di “nascere liberi e leggeri”: infatti credo che i nove mesi di gravidanza siano fondamentali e già da prima della nascita possiamo subire dei tagli alla nostra interezza. Ma supponiamo che nasciamo sufficientemente interi (liberi e leggeri). Cosa significa? Significa che ancora siamo in grado di circolinfare, cioè siamo in grado di, partendo dal livello ontologico, selezionare i nostri bisogni più profondi, fare in modo che si manifestino attraverso le emozioni, quindi ascendere ad esprimerci col codice analogico fino al simbolico quando saremo più cresciuti. Infatti i bambini perché ci piacciono, perché sono liberi di circolinfare ancora, e per questo sono leggeri, sanno fare spin velocemente, passare dal litigare (anello catabolico) al ridere (anello anabolico) vivendosi il CEU come un continuo, come una spirale.
Ma l’esterno è veramente cresciuto, per mettersi in ascolto dei nostri bisogni profondi e aiutarci ad esprimerci per ciò che solo noi siamo? Purtroppo così non è, ancora, e non è stato, perché il vecchio punto di vista, quello che ha cresciuto i nostri genitori, prima di loro i nonni e poi noi, era un punto di vista embriogenetico che scindeva il bene dal male, che rifiutava l’anello catabolico, ma ci forzava a stare tutta una vita nell’anello anabolico bloccando così la nostra circolinfa. Ogni volta che un nostro desiderio profondo, non è stato ascoltato, o è stato regimentato da un punto di vista che decideva a priori cosa si potesse o non potesse fare, la circolinfa del nostro CEU veniva bloccata, provocando delusione, poi ancora dolore e infine rabbia perché la nostra vera natura era costretta in una forma che non ci apparteneva, che non rispecchiava il nostro essere infiniti e specifici. Queste continue costrizioni, di un esterno che era troppo forte per noi, hanno fatto sì che poco per volta si formassero dentro di noi delle lapidi, a vari livelli del Graal, a seconda di dove l’esterno interveniva per irregimentarci, causando FUK più o meno profondi che impedivano lo scorrere della nostra circolinfa. Man mano che siamo cresciuti, per sopravvivere, ci siamo dovuti sempre di più adattare ad una forma che non era la nostra, accumulando FUK su vari livelli del nostro Pira-Graal, che ci appesantiscono, come pietre che non permettono alla nostra linfa vitale di circolinfare. Questo ci porta a chiuderci, perché ogni volta che ci esponiamo all’esterno e si ripresenta un evento collegato ad un proprio FUK, come in una ferita aperta, sanguiniamo e disperdiamo fusionalità e questo ci fa poco per volta salire nel Graal rischiando di uscire e cadere nel pozzo di Vermicino, dell’arco disagico. Questo ci porta ad appesantirci attraverso il confronto differenza, perché non essendo più capaci di circolinfare, non riusciamo ad affrontare determinate dinamiche che risvegliano antiche ferite. Quindi ho bisogno di aderire ad una logica di opposti, vita-morte, giusto o sbagliato e di confronto differenza, proiettando all’esterno gli esiti di una nostra incapacità di circolinfare nel nostro CEU, tra gli opposti del nostro anello anabolico e catabolico.
Questo ci fa perdere la spontaneità del bambino e ci rende pesanti e chiusi.
L’unica possibilità è risvegliarci (angolo beta) dal nostro stato cammello (angolo alfa) e grazie alla parte leone (angolo beta gamma) rompere le lapidi, liberarci dai nostri FUK e tornare a circolinfare come fanno i fanciulli (angolo pigreco).
Per fare questo è necessario cambiare punto di vista, sottomettersi al CEU e affidarsi all’anello catabolico, al disagio che ci sta spingendo a vedere i limiti e i pesi del vecchio punto di vista embriogenetico.
Anche oggi a scuola ho avuto la conferma di questo, grazie al carone virus, un negativo che ci vuole spingere in profondità: questa mattina mi sono fermato a parlare con una mia collega che era stata assente perché aveva contratto il virus chiedendole come stava: lei inaspettatamente si è molto aperta, mi ha raccontato del marito che era stato in fin di vita e che ora stava meglio, delle paure che si viveva nei confronti dei figli, io le ho raccontato del mio punto di vista che cerca di includere il negativo lei mi ha ascoltato e alla fine mi ha ringraziato… un’altra collega, in aula insegnanti, si è messa a piangere perché aveva perso il cugino a causa del virus e per la prima volta ho visto colleghe, che mosse da spinte biorganiche, si sono commosse e spinte in un abbraccio… cose che a scuola non esistevano più… sento che delle cose si stanno muovendo, questo grande negativo sta scardinando dei meccanismi e FUK talmente lapidari che solo una circostanza del genere poteva scalfire, sento che la circolinfa sta tornando a erodere questi FUK, si sta facendo strada grazie al carone virus, sono fiducioso che i diecimila esseri ci stanno aiutando.

Davide

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