Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Se l’esistenza è un viaggio perché preferiamo attardarci nella staticità? Domanda di Grazia, riscontro di Debora

Sarebbe molto semplice rispondere a questa domanda con la motivazione della comodità ovvero perché’ ogni cosa appare più banale, fissa, immobile. Invece poi, come fanno i bambini io direi perché’ abbiamo paura, sì un’immensa paura di osare e di scoprire che saremmo anche più potenti di tutti i nostri Fuk combinati assieme e accumulati negli anni. E potremmo anche scoprire che essendo vulnerabili perché’ tali ci renderebbe il viaggio nella vita se ci immergessimo davvero, sapremmo di star percorrendo quel viaggio in precario equilibrio su una fune, ma scopriremmo di sentirci veri.
E anche molto meno imbambolati nelle solide e perché’ no- stolide comodità dei nostri valori, dei nostri beneAmatiOdiati genitori, potendo spiccare il volo.
La scoperta di avere ali spaventa. Nessuno ci ha insegnato ad usarle; e se qualcuno ce lo ha mostrato ed era un viandante Maestro sul nostro cammino, ma noi non eravamo sufficientemente pronti nel poterlo riconoscere ci arrogavamo il diritto di impartire noi lezioni a lui o lei.
Spesso la Vita ci dimostra quanto infinitesimali siamo.
A volte nel sincronico rintracciamo scintille di campi Quantici universali ove ci possiamo anche riconoscere a due a due, creazioni di piccola vera fusionalita’ che producono vividi innamoramenti ma che poi difficilmente, sapremo nutrire con Amore a partire dal Biorganico.
La verità è che se non abbiamo fiducia nella nostra scintilla diventeremo onnipotenti impedendo alla vita di cambiarci e noi di mutar pelle con lei. È quella Paura a voler esser rivestita d’ Amore: da noi stessi e con gli altri, coi gruppi dipende solo dal nostro affidarci e saperci stare.
E chi resta imbrigliato nei rapporti genitori- figli sia con l’accusa reciproca, sia con l’evitamento sia con le paure in mano concede alla sua Stasi nel rafforzarsi. Ma quando sceglie e decide, allora l’Analogico può finalmente smembrarsi e far spazio al Biorganico e alla Vita.
Se guardo indietro anch’ io m’ attardai a voler bene ai miei, ma volendo salvar loro, persi anche un po’ me stessa. In quel momento credevo di essere libera, ma ero solo asservita al gioco degli specchi: nel movimento si, ma profondo a metà.
Poi però mi perdono e vedo che l’incarico a me affidatomi era immenso e importante.
E nel momento in cui ho scoperto la dinamica della Vita mi si sono aperti squarci di Infinito e moltitudine di intrecci che piano e lentamente, liberavano la Tana di tutti.
– mi auguro che qui sia una risposta a questa domanda profonda-

DeboRadice

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