Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Perché i fratelli devono soffrire così tanto, prima di potersi incontrare?” Domanda di Annamaria, riscontro di Serena

Quando penso a mia sorella si smuovono tante emozioni.
Tra noi ci sono solo due anni e mezzo di differenza d’età, quindi io per due anni e mezzo sono stata l’unica, la più importante…o forse sono stata solo l’unica cosa che facesse provare emozioni nuove in quel momento.
Poi è nata lei, Adry!
Non ricordo cosa provai all’inizio ma so che subito iniziai a sentire tanta rabbia e gelosia.
Forse è lì che ho iniziato a voler essere efficiente per essere vista dagli adulti, o meglio da mia madre.
A soli 2 anni e mezzo tolsi dalla culletta mia sorella prendendola dalla tutina perché aveva fatto un lieve gemito ed io volevo portarla a mamma per farle vedere che ero brava e sapevo di cosa c’era bisogno. A parole mamma fù brava perché mi tolse lentamente Adriana dalle mani senza urlare o sgridarmi. Forse l’ha salvata perché per lo spavento l’avrei lasciata cadere.
Però sento che ho iniziato a sentirmi sbagliata e che tutto quello che facevo per essere brava non andava bene.
Ho iniziato ad odiare mia sorella e a toglierle tutto quello che lei aveva tra le mani. Per anni ha subito finché non ha iniziato a difendersi e quindi abbiamo iniziato a litigare, a picchiarci..forte. Il problema è che non c’è stato nessun adulto che si è messo nella nostra relazione per accompagnarci a sciogliere il negativo, anzi…..mamma interveniva incazzandosi ancora di più, ci menava e ci puniva… cosa che già stavamo facendo tra di noi. Nessuna dinamica per transitare. Rabbia su rabbia! Ovviamente nostro padre non esisteva! E così si sono create lapidi su lapidi.
Tra noi si è creato un muro e non siamo state più in grado di vedere che oltre quel muro c’era invece la persona che più ci amava al mondo. Io sento che mia sorella sia la persona che più mi ama.
Nonostante l’odio siamo sempre rimaste insieme, non lo so perché, ma la nostra relazione era molto superficiale e per lo più negativa.
Abbiamo fatto tante cose insieme, dalla scuola agli amici, ecc. Però sempre mantenendo quella distanza di emozioni. Siamo arrivate a farci anche tanto male durante l’adolescenza, dopo la separazione dei nostri genitori, e anche qui nessuno ci ha aiutate a sciogliere il negativo. Ci abbiamo provato da sole ma senza molti risultati. Anzi è iniziata una “guerra fredda”, una relazione fatta di negativo e sensi di colpa….quindi nessuna delle due riusciva più ad esprimere il proprio negativo nei confronti dell’altra per non farle male e figuriamoci se riuscivamo ad esprimere il desiderio di relazione! Dentro covavamo solo rabbia. Una merda! Anni brutti in cui eravamo vicine nello spazio ma lontanissime nelle emozioni. Credo sia stata la cosa più brutta stare vicino ad una persona per cui provi rabbia e desiderio nello stesso momento ma non riesci a fare niente. Per fortuna nel 2015 abbiamo fatto insieme una settimana intensiva.
Ci hanno aiutate a mettere fuori gran parte del negativo che non riuscivamo a darci per paura di farci troppo male.
È stato forte!
In quel momento è scomparsa la stanza, le persone ed eravamo solo io e lei in uno spazio bianco, vuoto, riempito solo dal dolore che avevamo vissuto. Una cosa surreale.
Poi, piano piano, ci hanno accompagnate ad esprimere invece i desideri che l’una aveva dell’altra. È stato così semplice! Spurgato il negativo sono emerse tutte le emozioni positive che provavamo l’una per l’altra.
È stato molto bello!
Oggi ancora continuiamo a lavorare sulla nostra relazione, soprattutto a regalarci il negativo per arrivare ai desideri.
Non è per niente facile ma ci proviamo!

Nella relazione tra fratelli c’è qualcosa di unico, specifico, che non c’è in nessun altra relazione. Forse è il fatto di aver fatto quel viaggio metastorico nello stesso utero, non lo so!
Comunque, come in tutte le relazioni forti, se non c’è una rrrrete, qualcuno di esterno che aiuta e accompagna con amore a sciogliere i nodi, è difficile procedere.

Ti ringrazio Annamaria per la domanda e ti auguro di ritrovare tuo fratello, partendo dal negativo accumulato per arrivare ai desideri più semplici. E ti auguro di non farlo più da sola.

Serena

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