Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Perché i fratelli devono soffrire così tanto, prima di potersi incontrare?” Domanda di Annamaria, riscontro di Sabrina

Avrei voluto rispondere parlando del rapporto mio e di mia sorella, ma poi, via via ho cambiato idea perché il desiderio di volerla incontrare è solo il mio. La sofferenza è solo mia. La delusione è solo mia. Mi sto vivendo la delusione di questa consapevolezza più in profondità. Da tanto tempo ho smesso di cercare di spingerla ad immergersi in ciò che, nella mia vita, è stato di estrema importanza: la Fondazione e il percorso Nuova Specie.
Il mancato desiderio, da parte sua, di entrare in relazione con me, lo sento più fortemente da quando Cinzia, mia sorella, si è trasferita a Foggia.
Perché quindi non mi vuole? Perché non vuole entrare in relazione con me?
Lei ha espresso la stessa rabbia all’esterno, io su di me.
I meccanismi erano gli stessi perché abbiamo respirato la stessa aria.
Ora, dopo il percorso, io mi sento completamente diversa anche se i rimasugli e alcuni infantilismi ancora rimangono. Uno tra questi è stato quello di voler sperare che le cose sarebbero cambiate.
Lei si è circoscritta in un mondo dove tutti sono esterni estranei nemici; io, faticosamente, mi sto aprendo e sto facendo infiltrare il “nemico” accogliendo le parti “diverse” per ipotizzare possibili crossing over e cambiamenti in me.
Complice il mio sintomo, sono stata costretta a fare tutto questo.
La vita ci ha divise. Le nostre strade sono lontane perché ci stiamo vivendo due opposti, uno di chiusura totale ed io di possibili aperture verso l’inedito che mi viene dal rapporto con i gruppi.
Una possibilità di scambio sarebbe possibile se qualcuno di aiutasse. La vedo come una possibilità molto remota e alquanto difficile in quanto lei ritiene inutile il mio percorso dicendo che, comunque, sono rimasta fragile.
Non vede che adesso cammino? Che esco?
Io non ho mai voluto sopravvivere ma, vivere.
Non ho mai avuto la possibilità di emergere. Né di far ascoltare la mia voce, perché mi guardo spesso indietro per paura ancora di perderla del tutto.
Quando poi mi sveglio vedo che l’ho già persa.
Ora devo diventare adulta su un aspetto: se una cosa non è possibile, non lo è e basta.

Sabrina

 

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