Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Perché i fratelli devono soffrire così tanto, prima di potersi incontrare?” Domanda di Annamaria, riscontro di Cristiano

Beh, anche io prima di tutto rispondo dicendo che non è detto che due fratelli è sicuro che si incontrino. È un processo anche attivo che può avvenire come no e può dipendere da tanti fattori.

Per quanto riguarda la mia esperienza ancora non incontro mio fratello e se per tanto l’ho desiderato, oggi mi sono sufficientemente messo l’anima in pace che questo possa anche non accadere e che tutto ciò che potrà accadere sarà un “in più” e non qualcosa che oggi mi “toglie”. Ma mi voglio soffermare anche rispetto al “tipo” di incontro che cerchiamo, che ho cercato perché anche questo è importante.

Diciamo che nella mia famiglia io e mio fratello abbiamo costituito i due pesi sui due piatti della bilancia: lui ha sempre rappresentato l’arco meiotico, colui che scollava, rompeva, andava contro le regole mentre io l’arco simbolico ovvero colui che doveva rimettere sempre insieme tutti i pezzi, i cocci per il terrore che la famiglia si potesse sfaldare.

Oggi mi rendo conto, però, che non è questo il vero punto di partenza ma questa è solo una mera conseguenza dei nostri singoli vissuti.

Parto dicendo che tra me e mio fratello (più grande), intercorrono 6 anni di differenza, un gap tale che di sicuro posso dire che almeno i primi 6 anni della sua vita (ma direi anche 10) io non ho potuto conoscerli perché non ero in vita. Quindi mi rendo conto che prima di esprimere ogni forma di giudizio negativo su di lui (come giustamente ho fatto negli ultimi 12 anni) sarebbe opportuno ed interessante anche conoscere quei 6-10 anni di vita che ci hanno separato, i suoi vissuti, le sue emozioni, le “battaglie” che da solo ha dovuto compiere in una famiglia allargata e dismatura. Io fino ad ora ho ragionato e conosciuto la realtà del nostro rapporto sempre dal mio punto di vista ma adesso voglio compiere lo sforzo di distinguermi e provare a mettermi al posto suo per cercare di guardare la realtà che ha vissuto, con i suoi occhi. È un esercizio che mi risulta molto difficile perché mi rendo conto di quanto io ancora non conosca mio fratello, questa è la prima verità. Io in realtà, fin da piccolo, non ho mai avuto il desiderio di conoscerlo alla pari (come penso dovrebbe essere una relazione tra fratelli) perché in me premeva molto più forte la necessità di avere un riferimento maschile adulto che fosse un esempio concreto, che mi accompagnasse per mano a crescere, essendo mio padre una figura praticamente assente-eterea. In mio fratello ho proiettato tanto e sono anche rimasto deluso tanto, soprattutto quando nella sua fase adolescenziale non mi voleva avere tra i piedi. Da quel poco che conosco, la sua crescita non dev’essere stata per niente facile. Primo figlio, in una coppia di genitori non voglio dire quasi per caso ma che sicuramente non erano legati tra di loro in un progetto comune di vita. Ognuno alla ricerca disperata dei propri riconoscimenti e della propria realizzazione soprattutto attraverso il lavoro. E poi l’aiuto della nonna e dello zio a cui eravamo affidati. Nel mio “viaggio” attraverso i suoi occhi avverto una fortissima solitudine fin dai suoi primi anni di vita, in una famiglia “inesperta” che non ha saputo bene cogliere la sua sensibilità e i suoi bisogni, impegnati a “vedere come dovevano fare” per le loro vite stesse. Ha dovuto farsi da sé, senza riferimenti esterni e ricordo forte anche le sensazioni di rabbia, morte e contrizione che lo attanagliavano, che rimuginava e viveva al suo interno e che poi in adolescenza si sono espresse e ancora si esprimono con la rabbia. Penso abbia fatto un difficile viaggio, in solitudine, in cui si è dovuto anche difendere parecchio dalle invasioni che calpestavano la sua sensibilità.

Quando sono nato io non so come mi ha percepito, forse si aspettava un alleato per la sua battaglia personale, non so… Di sicuro ricordo che giocavamo molto e litigavamo anche tantissimo usando l’analogico. Ci picchiavamo e litigavamo così forte che a volte l’inquilina del piano inferiore ha dovuto chiamare preoccupata mia madre al lavoro perché da sotto si sentiva un gran casino.

A parte questo, anche io cercavo una collocazione ed una visibilità all’interno della famiglia che era un po’ evanescente anche perché il tempo trascorso tutti insieme era sempre decisamente risicato (si e no il sabato e la domenica). Questo ha portato me e mio fratello a farci un po’ la guerra dei pezzenti, lui a lottare e a farsi vedere nel “negativo”, io a mettere insieme i pezzi e a farmi vedere al “positivo”. Questo ovviamente non ci ha mai portati ad allearci, a sentirci “fratelli”, a sostenerci, piuttosto a spartirci un misero piatto di lenticchie. Lui si è chiuso nel suo guscio, deluso del fatto di non essere stato compreso nella sua profonda sensibilità ed io che gli ho sempre proiettato il desiderio di sentire un fratello-padre “maggiore” da cui prendere solo e da cui desideravo essere protetto e supportato, quindi due strade parallele che non si incontrano mai.

Ascoltando un bilancio di Giovanna che è stata a casa dei miei una settimana fa, mi si è un po’ accesa la lampadina rispetto ai nostri vissuti di fratelli. Ora, essendo migliorata di molto la relazione con mio padre, ed avendo anche recuperato alcune parti del mio maschile, riesco a vedere di più la sofferenza di mio fratello su cui desidero sempre di meno proiettare la figura del mio “salvatore”, come probabilmente ci ha sperato anche lui (perdendo poi ogni speranza) quando sono venuto al mondo io. Questo mi fa ricontattare di più il desiderio di conoscerlo come se non fosse mio fratello pur rimanendo una persona significativa della mia vita. Mi rendo conto di come ancora io lo conosca veramente poco e sono curioso di poterci ritrovare su un piano che può essere extra-familiare.

È ancora una membrana ma ho il desiderio, ci proverò per come saprò e vorrò fare, con il piacere e senza eccessive forzature, con la serena consapevolezza che potremo anche non incontrarci.

Cristiano

 

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