Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. “Perché i fratelli devono soffrire così tanto, prima di potersi incontrare?” Domanda di Annamaria, riscontro di Adalberto

Sto leggendo attentamente tutti i contributi a questo argomento per farmi accompagnare nel mio desiderio di sporcare la zona pellucida fra me e mia sorella (di 3 anni più piccola). Fino ad oggi i miei FUK sul piano analogico del territorio hanno lasciato tanto spazio alle ambivalenze fra me e mia sorella, fra cui su tutte il matrimonio insieme. Infatti quando nel 2012 le avevo comunicato che io ed Elisa ci saremmo sposati, dopo qualche giorno mi è venuta a chiedere se poteva sposarsi anche lei con Armando (poi si sono separati dopo nemmeno 1 anno) insieme a noi e io non sono stato capace di dire di no, di difendere il mio territorio. Poi avevo avuto l’idea di valorizzare il capannone agricolo di mio padre realizzando camere per un B&B, ma lei si è messa di traverso dicendo che si sarebbe fatto solo se poteva starci anche lei nel “business”. Poi c’erano le “invasioni dal terrazzo” che nell’ex appartamento, essendo in comune, lasciava spazio a bussate alle finestre a sorpresa. Fino a pochi giorni fa io sono stato zitto in tutte le dinamiche di questo tipo e ho capito solo martedì scorso (10/11/20) il perché. Quando infatti mia sorella Tea mi ha chiesto di poter venire con me a prendere la zia Pia per andare al funerale di mio zio, sono partito da me, le ho detto di no e che sarei andato da solo. Questo è avvenuto pochi giorni dopo ad averle detto che ho lasciato il mio ex appartamento anche perché non mi sentivo libero pure nei suoi confronti, in quanto se non facevo qualcosa che non coinvolgesse anche lei, non ero libero di farlo. Lì ho sporcato una zona pellucida che prima non vedevo nel rapporto con Tea e ho sentito quanto ancora io avessi bisogno del suo riconoscimento, quanto avessi paura di perdere la sua venerazione incondizionata, esprimendomi partendo da me.

Da una parte lei ha sempre fatto quello che le proponevo e mi ha sempre visto. A me forse sembrava di colmare una parte che avrebbe dovuto fare mia madre, ma in realtà lei lo faceva per ricevere altrettanto da me, per colmare a sua volta una mancanza di nostro padre.

Dall’altra sento che questo è un incantesimo che hanno costruito i miei, o meglio non hanno fatto niente perché non si avverasse, ci hanno lasciato gestire sta cosa da soli, basta che non scomodavamo loro. Certo che non avevano strumenti. Certo che partivano dai loro FUK e dai desideri di essere visti da noi per colmare mancanze dei loro genitori. Ma è anche vero che questa è la realtà dei fatti e io non voglio più proteggere nessuno e voglio togliere dal nascondimento queste verità.

Poi c’è anche un altro aspetto, che Zeno e Frida mi hanno aiutato tanto a rivedere e sul quale mi sono anche immerso per cercare di accompagnare loro. Il fatto che, per essere visto dai miei amici, trattavo male Tea davanti a loro. In questa dinamica c’è l’esempio di mio padre che ha sempre trattato male (come una stupida) mia madre, ma oggi vedo dell’altro. Tea infatti ha sempre cercato di unirsi alla mia compagnia di amici, un po’ anche per non scomodarsi a crearsi amicizie sue (e su questo l’accompagnamento dei miei è stato nullo, anzi se mia sorella stava con me, io la potevo pure tenere d’occhio) e probabilmente il sentire di respingerla per spingerla alla sua autoreferenzialità, senza ovviamente un accompagnamento teorico, mi portava a trattarla male. Un mix letale di un FUK (bisogno di essere visto) e di un tentativo dismaturo di accompagnamento (respinta dal mio territorio), che hanno creato una frattura fra me e mia sorella, che oggi mi sembra incolmabile.

Quello che però questa occasione di immersione mi permette di prendere, oggi, qui ed ora, è il fatto che sento di chiedere scusa a mia sorella per averla trattata male da piccoli, per averla presa in giro e picchiata tante volte di fronte ai miei amici, ma soprattutto perdono me per questo.

Scusa Tea per il dolore che ti ho arrecato, che probabilmente ha inspessito ulteriormente lapidi tue, ma quelle lapidi non le ho create io.

Oggi che con la teoria faccio luce sugli avvenimenti del passato, mi perdono per ciò che è successo. O meglio inizio a perdonarmi e sento prendere senso la prospettiva di ritornare con Tea su queste dinamiche, per liberarmi definitivamente da sensi di colpa che ormai sento far parte di un senex che desidero lasciare.

Adal Makuru

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