Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Come faccio ad accorgermi… Domanda di Moris, riscontro di Cindy

Grazie al percorso nella fondazione lavoriamo per mettere in relazione la nostra parte maschile a servizio di quella femminile. Ma come faccio ad accorgermi se sono diventate parti in competizione e quindi come posso rielaborare per procedere in armonia?

Cari Tutti,

stasera non voglio andare al letto prima di aver risposto al quesito della rubrica pasqualina.

Grazie al percorso nella Fondazione lavoriamo per mettere in relazione la nostra parte maschile a servizio di quella femminile. Ma come faccio ad accorgermi se sono diventate parti in competizione e quindi come posso rielaborare per procedere e rimetterle in armonia?

Nella domanda che pone Moris, emerge la difficoltà di mettere insieme-armonizzare le due parti del Graal, quelle che il Maestrepolo Gi.Ma.Ci.Ne. ha teorizzato nella teoria dei Graal parziali, ovvero quello maschile (codice simbolico-razionale e codice analogico) e quello femminile (codici bio-organico e ontologico) …

Non nascondo tuttavia che non mi è chiaro il “come faccio ad accorgermi”, perché credo che se mi pongo questa domanda, sotto sotto, già mi sono accorto che all’interno del mio Graal delle cose non “circolinfano” tra le mie parti. Credo che all’interno del percorso, quando si arriva a questo punto, si rischia di rimanere a mezzadria e questa sensazione è proprio brutta! La riconosco perché mi rimanda ad un mio vissuto di sette anni fa, periodo nel quale più di oggi facevo proprio fatica a mettere insieme le due parti del mio Graal. In quel periodo, all’interno del mio percorso, sento di aver rischiato un clamoroso aborto-drop out, perché in me mancava l’umiltà di chiedere alla Rete: “Aiutatemi! Non ce la faccio! Sto male!” (Questo, fino al mese di aprile del 2013, in cui chiesi una Supervisione all’Associazione alla Salute ONLUS Marche…) La verità, almeno la mia, è che in quel momento il mio Graal era prevalentemente simbolico e facevo fatica andare a visitare le mie profondità perché mi bloccavano i miei giacimenti di rabbia che era ancora tanti! Ma voglio essere ancora più onesta, il 3 dicembre 2019, Mariano mi disse che i miei residui di rabbia erano come la sabbia: non mi permettevano di incollare le mie parti. La rabbia è subdola ed è inutile che ci nascondiamo: ne siamo pieni! Nei mesi successivi e quindi da gennaio a giugno 2020, sento di aver inquadrato quella sabbia: si chiama “desideri”! Oggi sento di aver molto meno rabbia, perché sono tornata a desiderare, a sognare, a volere e anche un po’ a volare. Certo è una parte, ma sento che la voglio vivere perché ho aspettato tanto per ritornare a casa: nel mio bio-organico e nel mio ontologico. Non sono approdata da nessuna parte, ma sento che sto in viaggio e soprattutto sono più me stessa, a prescindere da tutti i condizionamenti storici che ho avuto.

Voglio concludere con questa precisazione: tutto questo materiale, ce l’avevo dentro prima del percorso ed è grazie al percorso che è potuto emergere tutto piano piano, un po’ alla volta, grazie alla Rrrete e al tanto amore, alle tante opportunità che mi sono state date. Quindi non posso che ringraziare le tante persone che mi sono state vicine in tutti questi anni e hanno saputo incoraggiarmi, aspettare che decidessi di aprirmi (sono partita chiusa come un’ostrica), darmi tante opportunità in primis tu, Maestrepolo Gi.Ma.Ci.Ne.

Un forte abbraccio, in viaggio verso la scuola “De Amicis-Pio XII” di Foggia,

Cindy Mater Me.Me. G.I.N.S

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