Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Il grano e la zizzania, osservazioni di Gianni Chiariello. Suggerimento/conforto di Debora

Vedrò che cosa fare da domani, mi rimboccherò le maniche e cercherò di fortificare il mio maschile e il mio femminile a servizio dell’Indico e della mia vita, per separare il grano buono dalla zizzania velenosa, per non rischiare di perdere il raccolto.

– Nel procedere del tuo percorso ho avvertito, dal tuo scritto, un pesante fardello che ti ancorava a terra e che ti impediva di alzare lo sguardo e vedere il tanto di positivo che già avevi creato dallo scorso anno prima in terra friulana, poi veneta.
– Il grano seminato e poi cresciuto sotto il sole del verbo profuso e diffuso comunque resta. Invece, la zizzania, così alacremente cresciuta, non potrebbe essere spia-sintomo non solo di un Villaggio- Mondo sempre più atomizzato e attraversato da spinte centrifughe, ma anche di un Nostro-Tuo Graal parziale non più carico di spinta discendente dai piani alti dei codici?
– Nell’ultimo periodo, 6-7 mesi, siamo stati tutti attraversati prima da un lockdown che ha ridotto ogni spostamento e poi da una successiva riorganizzazione non priva di strascichi demotivanti. Nonostante molti di noi, e tu sei senz’altro fra questi, abbiano gli strumenti per ricaricarsi e ricontattarsi in profondità, è possibile che qualche emozione parassita ti abbia impedito di trovare il tuo saldo punto mitotico per ricominciare il giorno e verificare cosa e quanto era meglio fare di giorno in giorno.
– L’Istituzione sanitaria rappresenta oggi, insieme al sistema scuola infatti, una delle maggiori depositarie di un codice simbolico assai statico, che difficilmente si piega ai bisogni dinamici di bimbi e adolescenti se non in rari casi. Dico questo perché seguendo questa linea di pensiero e di sentire quando si è soli risulta arduo compiere un lavoro costante e progressivo di ricerca e approfondimento dei codici analogico e biorganico se non supportati. Credo che non bisogna sottovalutare quanto impegno comporti da parte di un singolo come te liberare energie e donare nuove risorse a ragazzi e poi genitori che presentano forme di disagio più o meno sintomatico. E sul piano della piramide occorre ogni volta avere un buon rapporto con se stessi circolinfante e vitale che dialoghi con un Globale Massimo imperniato sulla tessitura fra la mission come neuropsichiatra e quella più nascosta di conoscitore del Progetto N. Specie.
– La trama di questa tua storia mi fa riflettere ed immaginare una bolla di sommerso che sotto sotto guadagnava terreno facendosi strada tra le maglie del tuo codice ontologico. Va bene infatti, che uno debba radicarsi, ma quando non abbiamo né una molteplicità sul territorio né un sufficiente albero maestro quello che può accadere (ed è un’ipotesi) appare come un annebbiamento del nostro smagliante globcettore.
– Non discuto della creazione di gruppi e sottogruppi all’interno dell’ambiente lavorativo che come sottolinei, hanno seminato zizzania, quanto della possibile vena di entusiasmo che può far perdere il senso delle proporzioni nell’ambiente stesso, ove il corpo non viene contemplato.
– Ora che il negativo è giunto come un fulmine a ciel sereno puoi anche benedirlo: capace com’è stato di farti ritrovare te e il senso del tuo viaggio, di vivere la crisi in un tempo favorevole e probabilmente, ora di poter seminare assieme ad altri Maestrepoli del territorio che sapranno sostenere la tua missione donando un senso ancora più circolare e benefico al tuo intenso viaggio ( e chissà, col tempo e il sostare potrebbero tornare anche gli abbracci fuori o dentro l’ospedale).

– “Se desideri modificare l’esistente, nutri il tuo Albero Maestro e senti il kairos favorevole per incidere un solco nel terreno”

Debora

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie