Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Il grano e la zizzania, osservazioni di Gianni Chiariello. Suggerimento/conforto di Amerigo

Vedrò che cosa fare da domani, mi rimboccherò le maniche e cercherò di fortificare il mio maschile e il mio femminile a servizio dell’Indico e della mia vita, per separare il grano buono dalla zizzania velenosa, per non rischiare di perdere il raccolto.

Caro Giovanni,

Provo a rispondere alla tua domanda “concreta” della Rubrica Pasqualina. Sicuramente ti sono vicino per la parte addolorata, perché prima di risposte e possibili suggerimenti, come scrivi anche te nella parte finale della lettera, è importante il conforto, ma penso che il mio conforto possa essere parziale poiché esterno a te. Il conforto è un fortificare e, per quello che penso io, quando nella mia vita ho bisogno di conforto, in realtà sento (anche se con difficoltà) che è un’occasione che l’In.Di.Co. mi dona per “fortificarmi”, rendermi più forte, che vuol dire anche credere di più in quello che faccio proprio perché un esterno che mi limita mi porta a doverci credere di più e a strutturarmi e a collegarmi più in profondità in quello in cui credo e che manifesto nella mia quotidianità. Il mio bisogno di conforto mi spinge ad essere Javhindico.

Prima di vedere l’esterno che non dà valore a quello che facciamo e che ci limita nel nostro Codice Analogico, Codice Analogico nel senso di poterci muovere nel territorio modificando anche la realtà a partire dai nostri codici più profondi, dobbiamo ricordarci che le difficoltà l’In.Di.Co. ce le mette per fortificarci proprio laddove siamo più fragili, carenti e tagliati. Io almeno ho capito questo dalla mia vita e dalle batoste che l’In.Di.Co. mi ha presentato.

Quindi per darti un suggerimento, limitato che sia, ti rispondo con tre domande che possono essere esempio delle domande che io mi potrei porre davanti alle difficoltà e batoste, anche quelle ingiuste, che incontro: “Quali parti l’In.Di.Co. vuole che rafforzi perché ancora non sono un “quantum” ma sono velo-membrana-specchio?”, “Quali parti mie posso lasciare, perché ormai zizzania per la mia vita, per potermi fortificare in quello che solo io sono e in quello in cui credo?”, “Qual è il livello di profondità raggiunto che mi porta a procedere con quello che faccio nella mia quotidianità?”.

Questo per me viene prima di tutto seppur attraversando le tentazioni che mi vogliono far fermare nel mio viaggio da Co-creatore tentandomi nel farmi gettare la spugna poiché fanno presa sulle mie parti infantili che vogliono gridare “all’ingiustizia”, la rampogna bisogna anche tenerla e anche restituirla al momento opportuno, ma non bisogna farsi fermare. Io credo fortemente che, se adotterai anche questa strada anche accanto al dispiacere e al rielaborare l’umiliazione ricevuta, arriverà ascensionalmente una modalità per potere ripartire anche in maniera più efficace. Non sento di dirti quanto le istituzioni sono statiche e morte, questo già lo sai, sia perché sei un saputo anche teoricamente dei limiti delle istituzioni e sia perché sei un patuto poiché in queste ci lavori e da queste sei stato limitato nella tua teoria-prassi.

I latini dicevano “Accidere ex una scintilla incendia passim”, è questo il mio consiglio: fortificati di più nella tua scintilla specifica, che può essere che l’incendio lo fai davvero scoppiare portando un importante e inedito cambiamento anche a Vicenza od ovunque starai.

Buona fortificazione

Amerigo

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