“Ieri mi sono rivissuta Bari senza di te…” – Sabrina

Ieri mi sono rivissuta Bari senza di te, è bella Bari, è piena di novità, di cose belle, di raffinatezza,
di buon cibo. È la parte che mi resta di quegli anni ed è una parte bella da coltivare.
Sento il profumo del mare, della raffinatezza del negozio che vende solo cashmere, di Bari Vecchia
trasformate, negli anni, in un posto da sogno.
Il peschereccio, il pesce fresco, comprato da un vecchio, Carlo, barese per eccellenza conoscitore
dei posti e dell’imbroglio per sopravvivere.
Bari e la focaccia bollente, comprata, per la pausa pranzo da gruppi di studenti calabresi desiderosi
di sfidare il futuro.
Bari e il lungomare. Bari e le cose lasciate per sempre: la cultura simbolica e il mondo ricco e
inutile.
Ieri ho camminato tanto, ho volato per Corso Cavour, per Via Sparano. Non solo per le vetrine, ma
anche per le sensazioni che provavo, per sfide della mia vita. Per sentirmi senza vertigini, senza
stanchezza, senza il peso del mio corpo barcollante.

 

Il gelato da Gasperini. Il bracciale nella nostra gioielleria, tutto cambiato, la vita viaggia.
Il negozio di abbigliamento adatto a me; per i miei anni, per la gioia di avere un punto di vista nuovo,
per la gioia di saper vedere, osservare e contemplare la vita
nuovo, per la gioia di saper vedere, osservare e contemplare la vita.
Il coraggio di uscire da tutto e vivere la vita.
Il coraggio di sprofondare in una panchina dopo aver mangiato, per stare al sole senza fretta, senza
obblighi, ma con la voglia di ascoltare. Piano, piano.
Bari in cui non ci sei più tu. C’è solo il positivo che ho avuto.
È un sogno.
Vivere senza di te che ostacoli il mio andare; di voi che succhiate il mio sangue rosso, i miei globuli
bianchi aumentano, impietosita dal troppo dolore vissuto.

Sabrina

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