Dalla terra al cuore

28 agosto 2020

I partecipanti alla mini intensiva riservata ai maestrepoli oggi pomeriggio si sono trasferiti a Montaguto, da me ribattezzato “Montepatuto”, per partecipare al rito magistralmente organizzato da Sabrina e Cristiano con il contributo di Rocchina.

Arrivati nel bosco, dopo aver attraversato l’incanto del comune di Orsara, ci siamo trovati in provincia di Avellino. Lasciate le macchine vicino all’area attrezzata ci siamo trovati, dopo una breve salita, in un bosco di pini. Cristiano ci ha invitato a guardare la particolarità del posto.

Qualcuno ha notato la particolarità degli alberi dove ci siamo trovati. Infatti, mentre tutto attorno gli alberi erano tutti verdi, dove eravamo noi, i rami in basso erano secchi, mentre quelli più in alto verdi. Qualcuno di noi ha teorizzato su questo: i rami secchi rappresentano il senex, i rami verdi lo juvenis.
Cristiano ci ha invitati a rilassarci, a prendere contatto singolarmente con i luoghi.
Poi i conduttori ci hanno invitato ad abbracciarci a cucchiaio e ognuno di noi mentre abbracciava veniva abbracciato… è stato un momento bellissimo e molto fusionale. Cristiano ha invitato a leggere alcuni ricanti che alcuni di noi avevano inviato e Nadia, dopo aver letto il suo ed essere scesa, è stata invitata a prendere contatto con la terra precedentemente bagnata, sporcandosi simbolicamente di fango.
Poi è stata accompagnata da me che l’ho accolta fra le mie braccia.
È stata poi la volta di Graziana, che ha espresso tutto il suo dolore che subito dopo si è trasformato in una festa danzante al ritmo dei tamburi che ha coinvolto tutti.
È seguita l’immersione del nostro capitano Achab Giusi che si è ricontattata con Veronica e con Francesca utilizzando il fango.
Il momento secondo me più profondo è stato quando a fare il rito è stata chiamata Barbara, accompagnata da Giovanna e Francesca. Sono state bellissime le parole di Barbara, ma ancora più bella secondo me è stata la variante proposta da Mario… sentire l’odore della terra umida. È stato fatto un fosso, bagnata la terra e Barbara, distesa per terra, ha messo la testa nel fosso assaporando per qualche minuto l’odore della terra.
Il rito si è concluso all’abbeveratoio dove alcuni dei partecipanti hanno ricontattato l’InDiCo bagnandosi e anche immergendosi nell’acqua.
È stato un rito molto particolare che, grazie ai conduttori, ha permesso a tutti i partecipanti di scendere nelle proprie profondità.
Grazie,
Sebi
P.S. come da mia abitudine, non rileggo quello che ho scritto perché voglio che resti ciò che mi è uscito dal cuore.

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