Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Perché si diventa timidi? Domanda di Mara, riscontro di Samuele

Perché si diventa timidi?

Si diventa…o si fa i timidi?

Me lo sono sempre chiesto, perché non mi è mai andato giù l’appellativo “essere timidi”! Anche quando incontravo ed incontro i timidi, anche quando lo ero e lo faccio anche io.

Da piccolo piccolo, durante i primissimi anni di vita su ‘sta Terra, facevo tutt’altro che il timido anzi, ero una specie di bambino prodigio: parlavo a meno di un anno, mangiavo composto, salutavo sempre, ero molto socievole ed espansivo.

Poi però, da circa 5-6 anni, ho iniziato a comportarmi timidamente. E questa timidezza apparente, esteriore, me la sono portata poi addosso per oltre trent’anni! E’ rimasta ancora quella interiore su cui ci sta ancora molto da lavorare.

Quando tutto è iniziato, mi sono sentito oscurato, è vero! Oscurato ed in perenne competizione con un padre ingombrante, colto, socialmente ben visto e rispettato, ma spesso per me assente.

E mi sono sentito il suo rivale con la figura di mia madre, che sapevo che invece aveva scelto lui come uomo della sua vita.

Questo nodo mi ha portato per quasi tutta la mia vita, fino a poco tempo fa, a sentirmi “non abbastanza” in tutto ciò che facevo; mi ha portato a giudicarmi per ogni iniziativa che prendevo e per ogni cosa volessi dire. Mi ha portato a non saper prendere decisioni e di conseguenza a scegliere a prescindere da cosa ne pensasse mio padre, tanto che ero arrivato a non avere un minimo di progettualità nella vita!

Questa timidezza mi ha portato praticamente a non avere relazioni con le femmine, perché mi sentivo sicuramente perdente nel confronto con un maschio, con un qualsiasi maschio che credevo avesse qualcosa in più di me.

Ho vissuto nelle mie ombre per molti anni e per periodi molto lunghi, usando spesso l’alcol per sbloccare la mia spontaneità prima, per mettere a tacere e per far esplodere la mia rabbia ed il mio dolore poi.

Grazie all’accoglienza che ho avuto da Giovanna, la mia ex compagna (ed ancora ufficialmente moglie), ho messo da parte questa soluzione per un lunghissimo periodo.

Negli anni ho poi avuto qualche ricaduta, coincisa con periodi nei quali non mi sono sentito per niente accolto da lei, da nessuno, ma sopratutto da me stesso nel mio sentirmi oscurato… Ricadute che mi hanno fatto capire che l’essere, il fare i timidi, può essere una soluzione come un’altra per nascondere tanto altro, e che il cammino è ancora lungo (ma inizia con un solo passo).

La processione si vede quando rientra 😉

Samuel Mast (Samuele Mastelloni)

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