Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Perché si diventa timidi? Domanda di Mara, riscontro di Antonio C.

Perché si diventa timidi?

Caro Mariano, prima di darti il mio contributo sul perché si diventa timidi nell’esistenza, ci tengo a farti un piccolo bilancio sulla tre giorni che si è tenuta lo scorso fine settimana. È stato bello vedere la crescita di tutti i partecipanti, ognuno con le proprie timidezze e i propri limiti, ma ho sentito un grosso desiderio condiviso di voler far crescere il progetto e di averlo incarnato. I livelli sono stati tanti e non è mancata neanche una nota. I conduttori sono stati fantastici, sono riusciti attraverso il Graal, a condurci a elaborare e proporre idee su quello che sarà il prosieguo delle iniziative della fondazione. Francesca è stata meravigliosa e, nonostante la trasformazione che sta avvenendo in lei da donna a mamma, non si è risparmiata per niente.
Raniero le è stato a fianco con la sua profondità e autorevolezza che sempre di più si sta consolidando e anche Marinella, nonostante gli attraversamenti che sta facendo, non si è tirata indietro. Sento che anche il negativo, che c’è stato, che io solo oggi riesco a benedire e contemplare e lo sento come spinta per andare avanti, non ci ha fermati, anzi siamo riusciti a farlo circolinfare. Sento che la mia Timidezza, grazie alle tue spinte e al tuo accompagnamento devoto nella mia vita e a quello di tutte le persone che mi amano e mi vogliono bene, è sempre meno.
Oggi posso dire chiaramente che la timidezza che sentivo quando provavo ad esprimermi non era mia, ma di mia mamma e di mio padre era tutta la loro rabbia; e di tutte quelle persone che ho vissuto e che mi hanno invaso. Mia madre condizionandomi in tutto e mio padre con la sua assenza hanno tappato i miei canali vitali. Oggi grazie al mio mettermi in viaggio, con i progetti della fondazione, in primis l’EVVIVA, posso dire di essere molto meno timido. Il non essere timido è il contatto diretto con quello che solo io sono, con la mia rabbia, con i miei desideri, con i miei bisogni, con le mie parti fragili che in passato non emergevano, perché erano stati tappati i miei canali vitali e linfatici. Oggi sento che più riesco ad esprimere quello solo io sono, meno timidezza ho. Ti voglio profondamente bene

Antonio

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