Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Perché si diventa timidi? Domanda di Mara, riscontro di Annarita

Perché si diventa timidi?

Ebbene questa è una domanda che ci poniamo in tanti perché è una caratteristica molto comune e si esprime in modalità diverse. Partendo dall’etimologia, la parola timido è un aggettivo che viene dal latino (timidus), deriva da “timere” che significa “temere”.

Mi ha sempre affascinato capire in profondità l’origine delle parole e il significato di esse perché è importante per non fare confusione ed avere più chiarezza nel significato.

Tutto questo per dire che timidi non si nasce, si diventa! Perché è una conseguenza che si sviluppa nel vissuto che ogni individuo attraversa. Entrando più nello specifico, quando si manifesta la timidezza è perché temiamo qualcosa, qualcuno, non siamo sicuri, abbiamo paura. Molto, secondo me, deriva dall’ambiente in cui siamo cresciuti, famiglia, quartiere, contesti sociali ecc…

Parlando di me, io sono cresciuta in contesti della cultura popolare dove si sentiva forte un imprinting culturale. Regole di comportamento, angolo alfa rigido e tanto, tanto giudizio e pregiudizio. Sin da bambina, ho sentito dentro di me uno spirito libero, aperto che andava oltre ciò che viveva e vedeva. Purtroppo, il contesto familiare era molto ristretto con tanti tabù e chiusure, e molte volte non mi sono sentita libera di esprimere me stessa come avrei voluto perché c’era sempre il timore di essere giudicata o sanzionata. Infatti, poi accadevano entrambe le cose. Quindi queste privazioni, mancanza di ascolto, poca leggerezza nell’analogico, creano tanti meccanismi, tante paure e insicurezze. Quello più grande è la svalutazione, l’inadeguatezza e tanto altro.

Nella mia adolescenza nascondevo la mia timidezza con un un atteggiamento opposto. Ero una leader, sapevo creare gruppo, avevo tante persone, contestavo tutti e tutto, ricordo che mi attribuivano l’aggettivo di ribelle, però poi sono stata sempre sola nelle decisioni, nelle difficoltà perché purtroppo non ho mai sentito un contesto devoto intorno a me o persone a cui affidarmi ed essere protetta. Tutto ciò avviene proprio perché hai tanto bisogno di essere vista, ascoltata, voluta bene per come sei non per come ti vorrebbero.

Sin da piccola ho avuto la passione del canto e ricordo che dovevo cantare nel coro della parrocchia ed io ero entusiasta però mio padre aveva la fissazione che doveva controllare se c’erano i maschi o se qualcuno approfittava di me. Insomma, ciò per dire che quando subisci il controllo, il giudizio e la mancanza di fiducia soprattutto dalle figure di riferimento, ti crea poi molte difficoltà, tra le quali anche avere parti di timidezza che non ti appartengono per natura ma si sono incarnate in te. Quindi, io penso che tutti abbiamo delle timidezze perché è consequenziale a vissuti ed imprinting ricevuti.

Mi ritengo fortunata ad avere incontrato il Progetto Nuova Specie perché ha salvato la vita a me e la mia famiglia acquisita, e ancora oggi siamo continuamente in viaggio per crescere perché attraverso le dinamiche metastoriche e la conoscenza globale ci modifichiamo, cambiamo il punto di vista e anche lo stile di vita è più armonico.

Io ho modificato tante parti di me e tante altre ci sto lavorando. Esporsi con gli altri non è sempre facile o scontato perché ognuno ha il suo bagaglio di vissuti e difficoltà però se vogliamo crescere e diventare più interi e meno frantumati dobbiamo sentirci più in rrrete, andare oltre i meccanismi tra i quali anche la timidezza.

Io ancora ci provo e ancora mi voglio impegnare.

Avanti tutta…

Annarita

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