Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Perché si diventa timidi? Domanda di Mara, riscontro di Angelo

Perché si diventa timidi?

La timidezza è il frutto di una bassa autostima… Più siamo stati ‘scalcolati’ dentro e/o fuori di casa e più ci siamo rifugiati nella *timidezza* vissuta come corazza per difendere le poche e povere cose rimasteci dentro.
Io non credo di essere mai stato timido. La timidezza l’ho vissuta nell’infanzia di mio fratello 3 anni più grande di me…
Quando aveva bisogno di riferire, di dire qualcosa a qualcuno, sfruttava la nostra relazione di fratelli ed il fatto d’essere più grande di me per spingermi a riferire per lui… Io ci stavo anche perché ho sempre fatto della ‘visibilità’ un buon ricostituente del mio ‘star meglio’…
Lui supera questa timidezza attraverso il lavoro. Quando siamo ‘costretti’ a relazionarci, la timidezza non abita più in noi. Bisogna sapere pertanto quali sono le nostre aspettative e priorità.
Se sappiamo selezionare le cose che per noi sono importanti, anche le resistenze così come una certa timidezza verso l’esterno verrà meno… ergo cerchiamo di tenere sempre in contatto la base (della Piramide) col suo vertice.
Lavorare su di sé senza avere chiara la prospettiva e quindi il globale massimo, del nostro starci in situazione, non aiuta certo ad eliminare le scorie ‘antibiotiche’. Se mio fratello c’è riuscito possiamo riuscirci in tanti… sento.
Angelo Vita

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