Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Come faccio ad accorgermi… Domanda di Moris, riscontro di Ottavio D.

Grazie al percorso nella fondazione lavoriamo per mettere in relazione la nostra maschile a servizio di quella femminile. Ma come faccio ad accorgermi se sono diventate parti in competizione e quindi come posso rielaborare per procedere in armonia?

A volte, caro Morris one, farsi troppe domande è deleterio, in primis per noi che ci facciamo le seghe mentali, e poi anche per gli altri che di seghe mentali ne hanno piene le palle .
Avere le palle piene di tutto … e di tutti.
Soprattutto del nostro femminile che amplifica in maniera stucchevole la nostra eterorefenzialità.
Se invece ci comportassimo sempre in maniera autoreferenziale sarebbero spesso gli altri a rompersi le palle di noi e del nostro maschile di merda.

Ma allora, è meglio un giorno da Leone o 100 giorni da pecora?

Meglio 50 da orsacchiotto, citando Troisi, ma anche Mariano che ogni tanto utilizza la stessa metafora…
L’ immagine dell’ orsacchiotto Troisiano mi piace, come emblema del crossing over tra il maschile ed il femminile .
Mi piace perché in lui sento che i due attributi sono perfettamente in sintonia uno con l’altro.

Non entrano mai in contrasto, non competono per emergere e per far soccombere l’altro, sono invece uno al servizio dell’altro… si danno il cambio come in una staffetta.
Sono la treccia di Berenice in uno stormo che volerà sempre più in alto in perfetta armonia.

Ottavio

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