Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Come faccio ad accorgermi… Domanda di Moris, riscontro di Giampiero

Grazie al percorso nella Fondazione lavoriamo per mettere in relazione la nostra parte maschile a servizio di quella femminile. Ma come faccio ad accorgermi se sono diventate parti in competizione e quindi come posso rielaborare per procedere e rimetterle in armonia?

Grazie Moris per questo spunto di riflessione, voglio soffermarmi in primo luogo appunto sulla competizione che è generata dalle nostre parti non cresciute, dismature, figlie della nostra storia,dalla relazione con finte parti adulte che come potevano ci hanno accompagnato.

Sento che il nostro è stato un subire un loro angolo Alfa spesso rabbioso e proiettato verso rappresentazioni di rigetto, l’impossibilità quindi di creare relazioni chiare ed oneste, come subire un beta fatto di elemosina e spavento, riconducibile in occasioni riconosciute dalla chiesa come comunioni e cresime e tanto altro, o nelle giornate di festa come compleanni, in relazione simbiotica con un esterno da accogliere e non un figlio da festeggiare.

Per me come per altri che si sono rifugiati nelle sostanze sento che sono riuscito senza strumenti a creare una relazione armonica se pur virtuale partendo dalla determinazione di scappare nella cocaina (alfa) e nel farmi da essa accogliere (beta), un virtuale che non mi ha permesso di fare un pi greco reale, ma un viaggio ripetuto psicoticamente senza perseguire i miei reali bisogni, ma osannare nei deliri l’onnipotenza di quello che sarei potuto essere, dove potere non si può mai incarnare con riuscire.

 

Pian piano nel percorso, e provo a farla breve, ho iniziato prima a prendermi del tempo per me, e voglio ringraziare comunque la mia famiglia di origine, facendo vuoto e perdonando un giorno alla volta quello che ero diventato, iniziando a vedere mie parti nuove, e di questo ringrazio molto anche te, facendole crescere e rafforzandole, sperimentandomi e scomodandomi fino a trovarci un piacere proprio all’interno del progetto dove nascevano relaziono alla pari che mi riconoscevano.

Oggi sento più forte il mio punto mitotico che non si svende ed il mio piede fermo è caratterizzato da aspetti che prima nemmeno vedevo: Diego, lavoro, ascolto, l’amore per ciò che sono. Spesso non creo una relazione alla pari tra il mio maschile ed il mio femminile e lì mi fermo e aspetto, rifletto e mi perdono, chiedendo allo spirito fatto di tante relazioni create da me nel percorso la spinta per come continuare il viaggio, sbagliando pure ma standoci, eliminando ogni tipo di sostanza che in quel momento potrebbe falsamente accogliere altro, ma farlo più nel concreto.

Ti voglio bene  e ti auguro buon compleanno nell’attesa di riabbracciarti, ringraziandoti per l’opportunità data per immergermi nel mio viaggio.

Giampiero

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