Corso Maestrepolo, rubrica PASQUALINA: I PERCHE’ DELL’ESISTENZA. Il C.E.U. è come DIO? domanda di Roberto, riscontro di Marco

vita e conoscenza
Disegno di Francesco De Gregorio

Caro Roberto, mi ha fatto piacere sentirti, anche se sbiascicavi un po’.
Ti voglio dire che ho preso spunto dal tuo ragionamento ed ho provato a completarlo, ad aggiungere del mio.
Io Credo che sia la poesia religiosa di Dio, che quella di Mariano del C.e.u. siano modi per interpretare la realtà. L’ uomo da sempre ha cercato di ragionare sul senso dell’esistenza, sviluppando diverse teorie.
La religione Cattolico Cristiana dice che viviamo qui sulla terra per espiare il peccato commesso da Adamo ed Eva quando si trovavano nell’Eden.
Secondo il Pro.nu.s. noi siamo co-creatori in mission nell’esistenza per formare il F.U.I.
Secondo la scienza è quasi tutto spiegabile razionalmente come conseguenza del Big Bang.
Queste teorie cercano, in maniera diversa una dall’altra, di accompagnare e guidare il nostro stare su questa terra, ma aderire ad una, o a più di una di queste non corrisponde ad avere una vita serena e senza problemi. Anzi tutte e tre, anche se in modo diverso, riconoscono la nostra presenza qui oggi, come un esserci allontanati da qualcosa che era all’origine, che ci ha generati, e senza la quale noi stiamo male. Quindi perché pretendi che il solo aderire a queste epistemologie possa farti stare meglio?
Ora se noi vediamo queste teorie come l’albero della conoscenza, e ciò che noi facciamo come albero della vita, viene naturale pensare che non possono stare separate, ma non possono nemmeno sostituirsi l’una all’altra. C’è bisogno di entrambe, così come il giorno ha bisogno della notte, così come noi abbiamo bisogno di stare svegli, ma anche di dormire, le piante hanno bisogno di acqua, ma anche di sole, ecc…
L’albero della conoscenza è importante perché ci permette di capire come noi funzioniamo e come possiamo migliorarci o peggiorarci. Questo vale a tutti i livelli del nostro pira-graal. Anche questo tuo amico che non ti ha compreso e ti ha trattato male, etichettandoti, ha visto di te solo una parte, magari quella legata a ciò che tu mostri, ma non ha fatto conoscenza su chi sei e quali processi ti hanno portato ad essere così. Se lo avesse fatto (albero della conoscenza), probabilmente si sarebbe comportato diversamente, (albero della vita), e tu saresti stato meglio (albero della vita), e probabilmente ti saresti rappresentato la tua vita in maniera diversa (albero della conoscenza) più gioiosa.
È tutto concatenato, quindi è vero, come dici tu, che l’albero della conoscenza, qualsiasi esso sia, se vissuto in maniera esclusiva, non porta cambiamento, ma può aiutarti a riconoscere i meccanismi e a non subirli o a ridimensionarli, o a sgamarli, insomma è un grande strumento.
Io naturalmente preferisco e adotto principalmente la teoria del Progetto Nuova Specie, perché secondo me è quella più globale, che tiene conto di tanti aspetti, anche quelli che mi scomodano, mi rompono le palle, ma concludo dicendo che anche questo albero della conoscenza, per quanto globale, se non integra e scambia con l’albero della vita, rimane parziale.
Per quanto riguarda la tua situazione, io credo che tu sia rimasto deluso dall’albero della conoscenza del Pro.nu.s perché non vedi dei risultati nella tua vita ordinaria, e ci può stare, però chiediti anche se tu ci stai mettendo davvero tutto il tuo impegno, o ti stai aspettando, in maniera un po’ infantile, che solo il fatto di aderire a teorie che hanno fatto altri, possa cambiare il tuo albero della vita.
Ti auguro di riprendere ad intrecciare con determinazione i tuoi “Due alberi”, senza perdere tempo in chiacchiere ed elucubrazioni inutili.
Ti voglio bene e ti abbraccio

Marco

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