“DALLE TENEBRE ALLA LUCE”: Si attende l’arrivo di quel puntino bianco… Martinsicuro, 16 agosto 2020.

Ore 4.30 del 16-08-20 Martinsicuro

Il viaggio inizia al nostro risveglio.
In casa siamo: Benedetta, Giampiero, Valentino e Diego, e si respira l’entusiasmo di vivere qualcosa di nuovo ed eccitante. L’approccio al risveglio è tacito ed ognuno ascolta il silenzio dell’altro, la poesia è già partorita.
Una spiaggia deserta, la sabbia fresca sotto i piedi e l’emozione di attendere-sorprendere una nuova alba che non può tardare…
Noi, i primi quattro a segnare il territorio con gli asciugamani e la voglia di emozioni, mentre piano piano arrivano gli abruzzesi, i veneti e i pugliesi che già da qualche giorno stanno condividendo il progetto estivo “E… State in famiglia “.
Con loro, due amici storici G. e M. che, per affetto e curiosità, si inoltrano insieme a noi in questo viaggio con gli antenati.

 

Si attende l’arrivo di quel puntino bianco (l’alba, dal latino “albus” che significa “bianco”) che segna la rottura delle tenebre, l’inizio di un nuovo… lo si aspetta come momento unico e irripetibile, e all’improvviso arriva, anche se offuscato da un cielo non del tutto limpido…
Ad ispirarci, oltre quello spettacolo naturale, la teoria che fece Mariano “Il passetto, dalle tenebre alla luce” nel 2008, e che, con semplicità, ha permesso ad ognuno di immergersi nel proprio mare di profondità. Nonostante la stanchezza e un po’ di sonnolenza, l’entusiasmo e l’emozione di vivere un inedito da co-creatori, ci ha spinti ad intraprendere questo viaggio mentre il Re Sole piano piano ci benediva.
La presenza-spirito di Diego e Valentino ci ha guidati fino alla fine, entrambi hanno goduto di poter vivere questa nuova esperienza e ci sono stati con tutti i codici del Graal. Mentre l’aurora sporcava l’orizzonte coi suoi colori caldi, un gabbiano, il primo, il più solidale si culla davanti a noi con l’intensità del mare…

 

E come la nostra piramide del sarvas, davanti ai nostri occhi avviene un passaggio ascensionale; arriva il secondo gabbiano e poi il terzo fino a crearsi un vero stormo che insieme contempla e si nutre di questo nuovo giorno. Per ogni passaggio-salto verso uno juvenis, serve qualcuno che sia più solidale e faccia per primo, perché poi questo possa ritornare nei rapporti forti, nei gruppi e nell’esistenza.

 

 

L’esempio dei gabbiani ci accompagna a godere degli ultimi attimi prima che il sole venga fuori con tutto il suo calore.

Salutiamo le tenebre e le ringraziamo perché un nuovo giorno possa nascere senza ma e senza se, lo facciamo lasciando inchiostro tra la carta bianca di una tovaglia… Un gesto simbolico per sancire che ognuno può portare e condividere ciò che ha, un cibo sano che nasce dal proprio vissuto emotivo.

E così dopo una ricca colazione preparata dalle donne (Mirella, Rocchina, Elena e Paola), che ringraziamo per l’impegno amorevole e di squadra, con le note di “Jerusalema“, ci tuffiamo nelle acque salate dell’Adriatico, un battesimo per le nostre parti viandanti-naviganti.

Un ringraziamento speciale al territorio abruzzese, in particolare a Mirella, capo stormo di questa esperienza, ai nostri Chiara, Diego Lorenzo e Valentino e al loro animo leggero, a tutti noi “cosiddetti adulti” spinti dalla ricerca di qualcosa che ancora può nascere dentro e fuori di noi…Alla poesia che attinge da quel pozzo nostro fusionale per generare nuovi punti di vista. Un grazie al nostro desiderio e motore co-creativo, al nostro amore per la vita, continuativo e di aletheia, che porta “anemos”, anima e vento in primis alla nostra esistenza.

 

 

 

Con amore, Giam e Bene

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