Agosto: Rendez-vous per Unire e Seminare

Il Progetto Agosto Renzez-vous è nato dall’invito di Maria Gabriella a passare dei giorni al progetto “E…state in famiglia” in Liguria e poi man mano ha preso sempre più forma; è passato da una ipotesi di giorni di vacanza ad un vero e proprio V.I.R.U.S. ( Viaggio Itinerante Rendez-vous per Unire e Seminare) con delle date, delle tappe e anche con un logo dal significato molto profondo.

CampomarinoParto dal logo Rendez-Vous originale che è emerso dal mare di Campomarino che rappresenta due CEU sincronici, uno nell’altro, che danno l’idea di un incontro e di uno scambio profondo. Il primo che ha iniziato a fare degli incontri Rendez-vous è stato Mariano che ha incontrato, scambiando in profondità, alcune persone che sono andate a trovarlo nei giorni in cui stava facendo dei passaggi profondi. Lì, sulla spiaggia dove il logo è apparso, ci sono i quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua che, nella rappresentazione grafica, Adriana è riuscita a rappresentare chiaramente. I quattro elementi rappresentano il diacronico, cioè il tempo e lo spazio in cui un Rendez-vous avviene.

 

 

Logo Rendez-vousQuesto logo ha accompagnato me e Raffaele nel viaggio che abbiamo fatto nella settimana dal 4 al 10 agosto facendo tre tappe significative, anticipate dalla visita ad Osimo da Monica e a Fano da Cindy, e proseguito con il rientro ad Osimo di Raffaele e la mia permanenza a casa Pieroni/Palmieri da dove sto scrivendo e aspettando il trasferimento ad Urbania per trascorrere il Ferragosto con le mie figlie e altri della famiglia ontologica. Insomma, un Rendez-vous allargato che ancora non termina.

Famiglia ontologicaIl 4 mattina, a bordo del furgone della Fondazione, siamo partiti per Torino per far visita ad Emanuela che stava vivendo un passaggio doloroso per Tonia, sua madre, che era in fin di vita. E’ stato importante conoscere Tonia e starle accanto per due giorni, facendole sentire il bene che vogliamo ad Emanuela e accompagnarla a lasciarsi andare verso il sincronico, serenamente, perché non si doveva più preoccupare per sua figlia, che non l’avrebbe lasciata sola e che nella sua vita c’è il Progetto Nuova Specie e tante persone che le vogliono bene. A Torino abbiamo anche contattato Marco Pinna Pintor, il papà di Pietro, che ha voluto dedicarci una mattinata per farci visitare Torino con tutti i suoi eleganti palazzi antichi e il parco Valentino che si trova proprio vicino la casa di Emanuela da cui si vede il fiume Po. Ci ha offerto anche il pranzo e nello scambio abbiamo potuto fare un punto su come sta Pietro e ribadire il nostro punto di vista sulle cosiddette malattie mentali, punto di vista che Marco ancora non vuole accogliere.

Il giovedì mattina, prima di ripartire, siamo passati a salutare Tonia che era palesemente nella fase terminale del suo viaggio nell’arena esistenziale e, con profonda commozione, l’abbiamo lasciata perché il nostro viaggio doveva continuare; al suo capezzale restava Emanuela, un po’ più sollevata di quando siamo arrivati.

RuggeroAbbiamo ripreso il viaggio diretti in Cascina dalla famiglia Amadori che ci aspettava; in verità aspettavano anche Emanuela per fare un bilancio dopo i mesi di distinzione da Ruggero, ma le condizioni di Tonia non l’hanno permesso. Abbiamo comunque fatto un ascolto della famiglia, ed erano presenti anche Titti, Carla Arioli e Renato, il suo compagno. E’ stata una giornata piacevolissima: la cascina è un luogo aperto, rilassante circondato dalla campagna; Giovanna, Tonino, Ruggero e Rachele sono stati molto ospitali e generosi a anche durante l’ascolto ho sentito uno scambio fatto in semplicità, diretto, senza tanti giri di parole. Abbiamo avuto la sensazione di una bella famiglia, con tanti anni di percorso e di cambiamenti, ma che stanno vivendo un po’ di rendita, nel senso che abbiamo sentito che c’è una “calma piatta” che bisognerebbe rimettere in movimento ora che non ci sono delle emergenze in atto. Sono stata felice che abbiano accolto l’invito a partecipare al corso “Maestrepolo sull’esistenza” in quanto è un’opportunità di continuare a formarsi ma anche di restare in rrrete, di farsi accompagnare ed accompagnare a loro volta.

Casa del PadreTerminato il bilancio, siamo partiti per Ameglia in Liguria e abbiamo raggiunto “La casa del Padre” di Maria Gabriella e Diego dove ci aspettava Marcello, che ci ha accolti con evidente gioia. Anche quella è una casa molto bella ed ospitale, come ospitale è stata la padrona di casa. Ci hanno aspettati per la cena, abbiamo trovato la tavola imbandita nel giardino dove c’è una vasca idromassaggio che, ovviamente, abbiamo provato appena finita la cena. I giorni in Liguria sono stati lenti e rilassati; ci siamo potuti permettere di riposare perché nei giorni precedenti avevamo speso molto senza accorgercene. E’ stata molto piacevole la presenza di Patrizia Rocchetti e poi ci hanno raggiunti Germana e Iride, insomma una bella comitiva.

Domenica mattina ho ricevuto un dono prezioso da Diego, praticamente mi ha fatto un piccolo intervento asportandomi un papilloma alla palpebra sinistra. Anche quello è stato un momento in cui ho sentito “la squadra”, ognuno ha svolto un ruolo e la cosa è riuscita benissimo.

Al termine, in vista della partenza, però, sentivo una certa inquietudine, avevo la sensazione che la Liguria fosse stata una tappa leggera e piacevole ma senza profondità. Non che queste non fossero cosa buone, ma il senso del rendez-vous è provare a portare degli stimoli per agevolare il circolinfare delle persone che si incontrano e di conseguenza riattivare il circolinfare anche di chi fa visita ai territori e alle famiglie. Ma come spesso dice Mariano, anche l’ultimo giorno, l’ultima ora o l’ultimo minuto possono essere importanti e così è stato.

Durante il bilancio che abbiamo fatto domenica in tarda mattinata, ci sono stati dei momenti di grande profondità. Sia Maria Gabriella che Diego si sono immersi, come pure Germana. E’ stato bello sentire la fiducia di aprirsi anche in un contesto che sembrava solo di vacanza.

Questo, per me, è di grande valore: riuscire, nel mese di agosto, quando tutti vivono la frenesia delle vacanze e del divertimento sballoso, a vivere momenti di fusionalità che fanno fare davvero vuoto del tempo e dello spazio, ci fa tornare nell’arena esistenziale con un pezzetto in più.

Raffaele e GraziaIo questo sento: sento che questo viaggio mi ha arricchita dentro, ho visto crescere il mio globale massimo, la relazione con i gruppi, la relazione progettuale con Raffaele e soprattutto sento che si stanno mettendo in movimento delle parti mie che non sentivo più, parti desiderose di stare nell’esistenza con pienezza, con leggerezza e con la voglia di viaggiare. In questi giorni non è mancato anche l’impegno per il corso, per l’organizzazione della settimana intensiva, ma ho sentito che mi ricaricavo e che anche queste parti simboliche sono un contorno alle parti profonde che si muovono dentro.

Nella PILSUP del 10 agosto Mariano ha parlato dell’invidia e io ho realizzato che non provo invidia per chi apparentemente ha più cose di me, sempre di più mi sento una persona fortunata e privilegiata nello stare nel Progetto Nuova Specie, sempre di più mi ritrovo a vivere esperienze che non mi sarei mai sognata di fare. Pertanto, mi sento molto grata all’IN.DI.CO. per avermi accompagnata nei momenti di smarrimento e avermi fatta approdare al Progetto Nuova Specie, sono grata a Mariano per il suo starci nella mia vita anche quando non me ne accorgo e, per questa prima edizione di Agosto Rendez-vous, sono grata a Raffaele per essere stato un compagno di viaggio molto generoso, sensibile e di avermi fatta sentire alla pari.

Spero che questa esperienza faccia ripartire i V.I.R.U.S. che sono una grande opportunità di Rende-vous, sia per chi viaggia, sia per chi ospita.

Buona continuazione di estate a tutti.

Grazia Pietroforte

 

 

 

 

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