PILSUP per crescere: ribelle o co-creatore? Grazia

Mi sono da subito riconosciuta nella parte di ribelle; la mia adolescenza è stata caratterizzata dal ribellarmi al rigido angolo alfa di mio padre, che aveva incarnato l’angolo alfa della cultura contadina fatta di regole che, secondo lui, dovevano essere eterne; il viaggio, il cambiamento non erano contemplati. E come ogni psicotico, pur di difendere la propria identità, era disposto a sacrificare tutto, comprese le relazioni affettive.

Io mi sono ribellata contestandolo, sia apertamente, che facendo i cazzi miei di nascosto. Poiché lui era forte, anche le sanzioni lo erano ma non ho mai ceduto, ho continuato come una sessantottina a manifestare la mia contestazione fino ad arrivare all’età di 17 anni, ad andarmene di casa con l’idea di non tornarci più. Mio padre ha ceduto, mi è venuta a riprendere e, anche se tacitamente, ha accettato che io potessi infrangere le sue regole. Dopo questa mia apparente vittoria, come dice bene Mariano nella PILSUP, mi sono irreggimentata nel mio angolo alfa e sento di essere diventata a mia volta rigida e conclusa, imponendo le mie regole e i miei punti di vista a chi veniva dopo di me, cioè le mie figlie. Fortunatamente la mia profondità, che sento molto sensibile e portata al viaggio, ad un certo punto è stata male costringendomi a rimettermi in viaggio e continuare a cercare strade e prospettive nuove. Ma questa è un’altra storia.

La seconda modalità di voler andare oltre l’angolo alfa, mi ha riportata a Falco Tarassaco fondatore di Damanhur. Anche lui si è ribellato all’angolo alfa dominante partendo da una spinta e un malessere molto profondi, ma non si è fermato ad essere ribelle e a fare proclami, lui si è messo concretamente a costruire una nuova e più umana modalità di stare nell’esistenza, più rispettosa dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi, includendo tutte le forme di spiritualità e tutte le persone che, come lui, non vivevano bene nell’ordinario dominante. Si sono messi insieme per creare una comunità con uno stile di vita nuovo. Hanno dovuto fare le cose di nascosto perché la società li vedeva pericolosi, ma non si sono fermati, sono riusciti a costruire i Templi dell’Umanità scavando una montagna a mani nude, lavorando di notte per non farsi vedere e sentire e questo grande lavoro ha portato ad un’opera meravigliosa che ognuno dovrebbe visitare almeno una volta nella vita. In quarant’anni di lavoro concreto sono riusciti a far nascere tante comunità, infatti Damanhur è una federazione di comunità con un governo interno, una loro moneta e delle leggi interne. 

La terza modalità, quella di co-creatore, è quella che ha utilizzato e continua ad utilizzare Mariano, che si è ribellato all’angolo alfa paterno, ha contestato le istituzioni dominanti ma non l’ha fatto solo simbolicamente o con l’analogico e il biorganico; il lavoro che ha fatto Mariano è una co-creazione ontologica. Mariano ha avuto il coraggio di dire: “il re è nudo”; e si è messo al lavoro partendo da sé, cominciando a fare un percorso beta-gamma per andare oltre i suoi limiti/angoli alfa trasmessi dalle epistemologie che lo hanno nutrito e formato. Pur restando nelle istituzioni, ha creato una nuova epistemologia, più globale e mai conclusa, ha incluso nella sua ricerca tutto ciò che è umanamente vissuto e contemplato, non ha escluso nulla e nessuno, accompagnando ognuno, che si è messo in questa prospettiva a partire dai propri limiti/angoli alfa, lavorando lentamente e in profondità. Ha creato una teoria-prassi concreta e continuativa, contribuendo a creare, così, un popolo di individui innamorati del viaggio dell’esistenza che hanno scoperto che ognuno può dare il proprio contributo specifico alla meravigliosa avventura che è la G.U.K. Questo è l’ingrediente speciale che farà sì che il Progetto Nuova Specie continuerà la sua mission: LA DISCENDENZA, fatta non solo di discepoli ma di Maestri, perché ognuno è una specificità che può continuare a crescere ma è anche una specificità che porta novità da trasmettere. Questa caratteristica di Mariano di creare discendenza è segno di grande generosità ma anche di umiltà, perché ha riconosciuto che tutto ciò che ha creato poteva finire se non ci fosse stata la discendenza.

Sono percorsi diversi, ma partiti tutti dal dolore di dover vivere in un mondo maschile e circoscritto. Un mondo dove prevale il confronto-differenza e dove non viene dato valore all’individuo e al suo ontologico. Ancora oggi è questa la realtà dominante, anche se oggi si tratta di una realtà con angoli alfa scoppiati che vanno in frantumi, una realtà globalizzata dominata dal Faraone Finanziario che dovrà, prima o poi, cedere il passo alla forza dell’ontologico che co-crea continuamente.

                                                   

Sento che noi del Progetto Nuova Specie possiamo continuare il nostro lavoro di co-creatori a partire dalle nostre specificità, mettendoci in relazione fetogenetica con altre realtà già esistenti, senza avere la pretesa di cambiare il mondo. Quello è un processo che arriverà forse in un futuro che non vedremo, ma a me non importa, a me importa dare il mio contributo come lo hanno dato tutti gli individui che hanno vissuto l’esistenza da co-creatori.

Grazia Pietroforte

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