Il filo

Sono sola, sento un vuoto incolmabile dentro!

Sono sola, continuo ad aggrapparmi ad un sottile filo; immaginario?

Sono sola, non l’ho scelto, ma è stato così.

Sono sola, il filo è l’unica cosa che mi rimane, possibile che sia tutto finito? Possibile che il resto è svanito?

Non ricordo neanche quando è cominciato, ma sono sola con quel filo che mi tiene attaccata a me.

Sono sola, il dolore è immenso, è tutto ciò che ho, possibile che non c’è più nessuno?

Solo il filo mi ricorda che dentro il vuoto ci sono io, ci sono stata io quando ero felice, quando esistevo nei gesti e nelle parole per me e per gli altri.

Il filo è più consistente e durevole, ha dentro qualche pezzetto di me: ricordi dolci, salati, umidi… scoppiettanti, sono presenti anche nella solitudine.

Benedico questo terremoto, questa solitudine che mi porta a fondo dove non vedo più nulla… tutto è buio, rabbia e dolore, ma così riconosco il mio filo.

C’è solo il filo di ciò che sono, costruito pezzo per pezzo con i colori di un arcobaleno lucente, nato dopo le tempeste.

Di tempesta in tempesta il filo si è animato e mi cinge i fianchi tanto da tenermi forte, legata alla mia luce mentre il vortice mi fa girare e girare tanto da darmi vertigini e vomito.

Ma il filo colorato non mi lascia. 

Io sono il filo, il filo è nato dalla mia eccitazione, la mia spinta vitale!

Sono figlia dell’In.Di.Co. e non sono più sola!

Eleonora 

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