Primo appuntamento con il Corso MAESTREPOLO sull’esistenza, una bussola per navigare tra vita e conoscenza. PIU’ MORIAMO PIU’ INIZIAMO: Emanuela

disegno di Francesco De Gregorio

Carissimo Mariano,

il pomeriggio trascorso è fra quelli che ricorderò nella mia vita. 

Sei ringiovanito, forse stai davvero ritornando il ventenne che ha cominciato la grandiosa avventura che ora consegni nelle nostre mani. Sei un cigno, ora. Per me lo sei sempre stato. Il racconto della tua “morte iniziatica” è stato tanto forte quanto commovente, e ancora adesso sono molto emozionata per quanto ci hai detto: perché se è vero che più moriamo, più iniziamo (e l’ho capito proprio in questi ultimi mesi, molto duri per me), sento già tanta nostalgia della fase precedente in cui stavi in tutte le situazioni anche fisicamente. Ora siamo in una nuova fase, e con la semplicità e l’umiltà di sempre, ci hai voluto consegnare il tuo immenso lavoro di tutta una vita.

Mi dispiace di non essere arrivata prima e non aver passato più tempo nell’ascolto della tua teoria, godendo della tua presenza non solo virtuale. In questi giorni, il mio arrivo in “Nuova Specie” ha compiuto un anno.

Mi hanno colpita molto i segni che tu hai ravvisato nell’ultimo periodo, perché due di essi sono stati esattamente anche i miei, e nella stessa data. Non c’è solo questa coincidenza, ma ben altre. 

E anche se ogni vero inizio porta con sé entusiasmo, non posso negarti la malinconia di questa sera ripensando ai tuoi bilanci, registrati e ascoltati infinite volte in tutto quest’anno: la tua voce, la voce di Ruggero e la mia, i tuoi preziosissimi consigli e la forza che mi hai dato credendo in me. Te ne sarò sempre grata. 

Parteciperò con gioia al “Corso Maestrepolo sull’Esistenza“, che formerà il gruppo d’avanguardia: e la mia motivazione sarà forte anche per il fatto di onorare te, facendo qualcosa in cui credo e che so che per te riveste una grande importanza.

Perdonami se stasera mi sento smarrita…credo mi ci voglia un po’ di tempo per metabolizzare la tua decisione: hai ragione, non potevamo continuare ad essere figli a vita, e come tutti i grandi, hai scelto tu il momento per lasciare la scena donandoci un’eredità straordinaria.

Il tuo saluto mi ha fatta pensare a questo video di cui scrivo il link, che nella sua semplicità mi ha sempre profondamente commossa.

Ci lasci il testimone con forza e leggerezza, perché ci reputi capaci di continuare la tua opera. Non c’è motivo per cui questo non accada se avremo la volontà di realizzarlo, dal momento che la fisica quantistica, di cui parlavi oggi e di cui io ho scritto ieri sera, ci dimostra che tutti siamo uno, che uno è il tutto e che siamo tutti connessi: siamo formati dalla stessa materia delle stelle, dei monti, dei mari, e non esiste spazio o tempo che ci separi. Ognuno di noi può intervenire sugli eventi, sulla biologia, sulla vita. 

Ti abbraccio, caro “uomo che piantava gli alberi“, e credo che noi tutti sostenuti dall’IN.DI.CO, con il tuo bagaglio e il nostro spirito cocreatore, diventeremo a nostra volta piantatori di alberi fino a creare una grande foresta. Impiegherò le mie energie affinché questo accada. 

Emanuela Giordana

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