Primo appuntamento con il Corso MAESTREPOLO sull’esistenza, una bussola per navigare tra vita e conoscenza. PIU’ MORIAMO PIU’ INIZIAMO: Enrico

disegno di Francesco De Gregorio

Caro Mariano desidero darti un riscontro
rispetto al primo incontro zoom sul tema del Maestrepolo


È stato bello vederti in ripresa dopo il
periodo, come ci hai raccontato, successivo a una così forte esperienza di
vicinanza alla morte biorganica partendo dalla dispnea e dall’annichilimento di
ogni forma di interazione verso le spinte esterne, la vita ontologica provvede
alla nostra esistenza e allo stesso tempo ce ne separa, un po’ al giorno
durante il percorso di invecchiamento e a volte in maniera più drastica.


È ancora più bello vedere che dopo questo
tuo passaggio sia iniziato per te un nuovo periodo che ti distingue dal
progetto Nuova Specie per andare ad attingere nuova teoria buona per te e per
gli altri. A questo tuo passaggio dovrebbe corrispondere anche una spinta per
chi si sente nel percorso di Maestrepolo ed hai anche definito delle linee guida
importanti come struttura, a me sembra molto importante ascoltare questa tua
spinta, ma non ti posso nascondere che non ho dormito bene le due notti
successive all’incontro.


Sento che avrei dei problemi a seguire il
corso tramite il monitor, capendo perfettamente l’importanza di questo mezzo in
alcune occasioni, non posso pensare di utilizzarlo come unico sistema, potrei
non aver capito se tu ne intenda farne un uso continuativo oppure relativo alla
contingenza attuale e desidero chiederlo a te piuttosto che fare domande in
giro. Io desidero vederti in carne ed ossa visto che sei anche questo, desidero
utilizzare la sala delle Teofondità per i tuoi seminari, desidero le tue
interazioni con Tancredi e gli altri, desidero stare fisicamente con te e gli
altri.


Ho ridotto nel mio percorso alcuni aspetti
di cui ero succube al 100% ad una percentuale ridotta, ma ho ultimamente
distinto, che la cosa che mi gravava di più è quella delle aspettative. Per
quanto io non abbia seguito il modello di mio padre, l’idea che mi ero fatto
sulle sue aspettative verso di me erano un gran peso, e così quelle di mamma e
poi quelle di Erminia, e quelle dei gruppi ecc., a tale pesantezza ho opposto
una mia pesantezza che portava e in parte ancora porta ad escludere, perché io ho
altre aspettative, e mi aspetto che gli altri si allineino con queste. Sto
imparando che lo sciogliere queste aspettative mi porta ad amare cose che
rifuggivo ritenendole stupide, di poco peso.


Oggi mi sono incazzato perché il vento ha
spaccato un alberello che avevo piantato tre anni fa, allo stesso tempo ho
sentito la solidarietà di Erminia che al contrario di me a questo amore per le
piante è sempre stata legata e da questa morte è nata una cosa in più per me. Mi
sono agitato dopo il primo incontro zoom perché ho sentito il peso delle tue
aspettative rispetto ad un passaggio che anche io /noi dovremmo fare
, allo
stesso modo nel tuo interloquire con Giovanna ho sentito questo tuo forte
desiderio di vederla più cresciuta come forte condizionamento. 


Probabilmente
questo mio sentire è più legato alla modalità con la quale tu ti sei espresso
piuttosto che al tuo profondo sentire, ma nel cercare in me cosa stridesse mi
sento di dirti questo.

Con grandissimo affetto ti abbraccio.


Enrico Tango

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