Primo appuntamento con il Corso MAESTREPOLO sull’esistenza, una bussola per navigare tra vita e conoscenza. PIU’ MORIAMO PIU’ INIZIAMO: Annarita

disegno di Francesco De Gregorio

Caro Mariano Maestrepolo, CantaGuk,

colgo l’occasione di poter dare anche un mio contributo rispetto all’incontro del corso. Prima di tutto sono stata molto felice di rivederti anche se virtualmente e riascoltarti. Nonostante ancora i segni evidenti di salute che hai manifestato, ti ho trovato abbastanza meglio, in ripresa e per questo ti faccio un grande avanti tutta nel migliorare sempre di più. Che dire, è stato un pomeriggio molto profondo, ricco di conoscenza e di devoto accompagnamento. Gli stimoli sono stati tanti, accompagnati da tanti passaggi teorici. Ancora una volta ci hai trasmesso gli strumenti per far danzare e intrecciare insieme l’Albero della Conoscenza con l’Albero della vita. A dire la verità sono ancora nella elaborazione del corso perché come dicevo il materiale è stato tanto e gli stimoli anche. Però ci tengo a riconoscere il grande valore che ha per me, ma penso per tanti, poter avere ancora la possibilità di crescere, accrescere, affinare le nostre capacità di conoscenza ed esperienza di dinamiche di vita, anche e ancora con te. È stato bello il messaggio che hai trasmesso, cioè che tutti siamo maestri e discepoli.    

Tutta la parte teorica ci ha fatto vedere i passaggi che ci sono stati ma anche le prospettive da costruire nuovamente. 

Nella seconda fase ci tengo ad evidenziare anche il valore che hai dato all’Albero della vita che hai attraversato con il tuo star male e l’importanza delle dinamiche metastoriche che ci sono state. Molto profondo l’accompagnamento di Barbara nei tuoi confronti e il tuo affidarti ad un materno devoto che con la sua accoglienza ti ha permesso di risanare parti tue bambine dolorose. Questa parte del racconto tra padre e figlia mi ha molto commossa. Ancor di più mi ha colpito e fatto riflettere il tuo abbandonarti e concederti totalmente alla morte, per poi lentamente approdare in nuove parti tue e rifiorire in nuova vita con tutti i passaggi che hai raccontato. Anche qui ci hai amorevolmente condotti a riflessioni profonde sulle nostre morti che hanno generato nuovi inizi e che ancora possono avvenire se non ci impauriamo.  Ho solo toccato qualche pezzetto ma il materiale è ricco e vasto. Però mi voglio dare anche il tempo per elaborare e sedimentare. Ringrazio anche la tecnologia che usata in maniera sana ci permette di continuare ad approfondire la nostra conoscenza ed a sentirci in rete tra di noi.

Concludo augurando ad ognuno di noi sagge riflessioni, accompagnate da innovative prospettive per le nostre vite e per il Globale Massimo che ci accomuna.

Annarita Rendinella

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