Buon viaggio di ritorno a casa, Gennaro


Il saluto di Debora:

La pienezza del tuo viaggio

Vincastro Tu

A cui ognuno poteva aspirare, 

Maestro di Letizia.

Evidente non era il profondo

Tessuto di memorie che con Te recavi,

Testimone di avventure

Trascorse tra il popolo speciale

Di una Specie sì Nuova;

Raccontasti a tal punto

Delle gesta di genti

In ricerca che, 

Con mano paziente

E desto sorriso

Accendevi il brillio curioso.

E pur io m’avvicinai a te e al tuo procedere,

Innanzi recavo Lei,

Il frutto di una vita densa,

Sapesti accoglier me,

Testimone di un Vuoto buio,

Il braccio teso ad indicar

Il Sentiero,

L’altro a sorregger il figlio,

Ansante in ricerca del suo Amor Perduto.

Creativi i percorsi

Che inventavi per le frotte di nipoti

A te in fronte, adoranti verso te,

Una corsa via l’altra.

L’avevi rintracciata sì,

Quella placenta di cui ti nutristi 

Nella Teoria di Mariana Storia.

Avveduto, di agreste maniera

E saggia virtù la tua Essenza

Che resistente, solcava

Nei frammenti del giorno

Lotte bambine tra le quattro mura che,

Rosse e derelitte, volevi

Di bianco vestire…

Masticasti rabbia,

Dirimpetto ti cibasti

Delle altrui paure,

Co-creasti spazi di intenso

Bio-organico, 

Senza perdere di vista

Il sogno nelle viscere

Coltivato.

Non lasciasti poi ultimamente

La presa del Destino che,

Beffardo o sapiente,

Seppe incuneare te e il tuo cuore al

Supremo sacrificio.

E dell’Amore quello puro, genuino,

Il sorriso tuo lampante, 

Gli occhi sai, di pece intensa

Ci nutriamo uno ad uno,

Nel torrente dell’esistenza, ancor 

Molteplice,

Ma tu prometti:

Indicaci sai,

Il nostro vero, 

Luminoso InDiCo

– Infinito Dinamico Complesso –

                                                  

Il saluto di Maria Gabriella:

Gennaro! Ti ricordo e sorrido dentro! Abbiamo avuto momenti di scambio, con vari sentimenti.

Scrivo quel che sento qui ed ora!

È per me difficile! 

Piango perché rivivo “Il Distacco” per entrambi “in lontananza”: il tuo dai tuoi cari ed il mio lasciar andare mia mamma il mese scorso. Certo, tu sei più giovane, quindi la rabbia per la tua dipartita è maggiore, mia madre era ormai centenaria, ma per una figlia il distacco ed il lasciar andare sono comunque DOLORE!

Hai lasciato il corpo, come tanti, in questo periodo terribile ed assurdo; il Covid19 non ti ha risparmiato, nonostante la tua grande volontà di proseguire questo Viaggio.

Sono state settimane di lotta contro ciò che da un momento all’altro ti avrebbe portato via. 

La tua famiglia, in Romina il portavoce, ci teneva informati, con ansia e dolore, dei tuoi passaggi e dei tuoi miglioramenti e non. Sembrava proprio che ce l’avresti fatta!  Io ero, tra l’altro, la più convinta e fiduciosa.

Poi… il tracollo.

Romina, distrutta, oggi mi ha riferito che, prima di andartene, hai voluto essere rassicurato che tutto sarebbe stato preso in carico, secondo le tue indicazioni date con un fil di voce, riuscendo fino all’ultimo a dare e darti, darti ancora…

La tua generosità mancherà a tanti, a tutti quelli a cui ti sei donato in profondità. Sei stato instancabile fino alla fine, hai messo ancora una volta davanti il pensiero ed il bene dei più fragili e deboli della tua famiglia.

Anche nel seguire il percorso in Fondazione sei stato tenace, hai seminato con amorevolezza, facendoti apprezzare. Ultimamente anche in altre realtà di mutuo aiuto hai cercato di esprimerti, dando il tuo contributo onesto e generoso.

Come scrive Angelo, la tua frase preferita era “Le cose non vanno mai come vorresti” ed io aggiungo che la vita decide per noi e fa quello che è più giusto per ognuno.

Infatti, il tuo esserci stato in primis per Federico e il suo star male è indubbio, come anche la tua premurosa presenza per tua moglie e la tua famiglia tutta. Altrettanto importante è stato l’Amore per te stesso e per la tua crescita, grazie al tuo stare nella vita con curiosità e gratitudine. 

Mai scoraggiato dalle cadute “cataboliche” del tuo percorso, ti sei sempre rialzato; hai accolto la sfida del disagio con orgoglio e determinazione, senza mai sottrarti alle tue responsabilità di padre ed hai saputo lasciarti attraversare dal dolore anche, a volte, con la giusta leggerezza che ti ha contraddistinto.

Ti piaceva vivere! 

E con semplicità, ultimamente sei tornato alla terra coltivando un orto del quale andavi orgoglioso.  

Con umiltà ed autenticità hai saputo riconoscere i limiti umani delle relazioni interpersonali, accettandone le conseguenze con pacata rassegnazione.

Questo prossimo mio pensiero lo dedico in egual misura a te ed alla mia mamma: vi siete lasciati accompagnare dalla vita permettendole di esprimersi attraverso voi, così lasciate che questa morte vi accompagni nella LUCE perché siamo tutti polvere di stelle e scintille dell’IN.DI.CO. 

Continuate il nuovo Viaggio e siate LUCE per i vostri Cari!  

GRAZIE per ESSERE 

                                                                                 

Il saluto di Angelo:

Quest’immagine riporta le parole che Gennaro ha utilizzato per il suo profilo su WhatsApp. Oggi mi arrivano come parole scolpite nell’anima… non l’avevo lette col pensiero alla ‘mancanza’ che sento dentro, nel saperlo ‘oltre la vita’. Questo perché “Le cose non vanno mai come vorresti tu”… eppure non ricordo un solo momento in cui Gennaro si sia tirato indietro. C’è stato sempre per tutti ed in primis per il figlio Federico… e poi tanto ha dedicato alla sua crescita personale. Mai scoraggiato dalle continue ‘cadute cataboliche’ si è sempre rialzato sapendo che quella era l’unica posizione che lo potesse tenere all’altezza della sfida che il disagio familiare gli imponeva. 

Cosciente che “la vita è bella se la prendi tutta… mica le parti” non s’è mai sottratto alle sue responsabilità… nel suo ‘viaggio’ c’è stato sempre all’orizzonte quel ‘sublime’ che non può essere raggiunto non prima di essersi fatti “attraversare dal dolore, dalla noia, dal casino o dalle difficoltà”.

Gennaro è entrato nella schiera delle persone del MaS (Metodo alla Salute) che ho conosciuto e a cui ho voluto bene perché mi è arrivato ‘autentico’, accogliente, coraggioso… umile e saggio. Tengo strette in memoria le tante passeggiate fatte a Foggia nella zona dell’Ospedale d’Avanzo. Era di una curiosità unica e di una intelligenza critica ammirevole. Oggi mi manca… tanto. Ricordo con forte emozione una sua foto – che in questo momento non riesco a trovare – che lo ritraeva col mio libro. Era da tempo che lo cercava… e finalmente lo aveva con sé. Per lui non era solo un ‘libro’ ma era il libro di un suo amico che adesso lo piange per rendere più agevole il passaggio verso quell’oltre cui la vita ci accompagna vivendo…

Il saluto di Giovanni:

Ciao Gennaro.

Sono contento che mi hai fatto visita durante la mia festa rito di passaggio in Veneto, prima di tornare all’In.Di.Co. Hai combattuto la tua battaglia con dignità.

“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia” (De Gregori).

1 Commento/i

  1. Unknown

    Abbiamo conosciuto Gennaro un pomeriggio di gennaio a casa di Giovanni per l'inaugurazione della sua casa. Poche frasi per conoscerci e restare assorbiti dalla sua disarmante semplicità. Ci ha trasmesso mitezza e profondità. Sensazioni veloci ma che lasciamo traccia.Ci piace ricordarlo cosi quando Giovanni ci ha comunicato il ricovero e poi lo sgomento ed il rammarico quando ci ha comunicato la sua morte. Ago e Franca

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