Il venerdì santo di Teo

Carissimo Teo,

Ho letto tutto di un fiato il tuo scritto questa notte, il favore del silenzio, la serena accoglienza del buio dove ritrovo un po’ di quella solitudine “solida” in cui mi ascolto e ascolto… in un mondo che si è spopolato di tutti fuori, ma ha ripopolato l’intimità della casa… e ripopolato di codici antenati i sotterranei di me!

Hai fatto una sintesi profonda e vera, come sei tu. Sento che il tuo attraversamento è stato, per quanto difficile, molto prezioso. Ti ha condotto dove la tua storia era più assetata e dolorante e desiderosa di circolinfa.

Sono sempre più convinta che non si può, nella vita, sapere come e quando il negativo si presenta, ed in questo bisogna perdonarsi e perdonare le nostre storie povere per aver avuto la necessità di vere e proprie “Passioni di Cristo” affinché potessimo rompere le lapidi spesse e profonde che hanno creato. Sono sempre più convinta che, certo, non si può sapere come e quando il negativo arriva, ma ci sono sempre più strade percorribili per attraversarlo… la Clinica Ontologica, a partire dalla ricerca che Mariano ha fatto su se stesso con la debilitante artrite reumatoide, e continua a fare su altri aspetti, ne sono un esempio concreto e dimostrabile. 

La mia esperienza ed anche la tua si sono potute immettere in un solco tracciato molti anni fa, mi fa sempre emozione pensare che l’artrite reumatoide è una cosa considerata scientificamente irreversibile… e mi fa emozione pensare che quel coraggioso “credere” di Mariano molti anni fa oggi può essere una prospettiva per altri percorsi, altre vite, altri attraversamenti difficili e dolorosi così come lo è stato anche per me. Quando l’INDICO decide di bombardare il corpo… non lo fa senza costi e non sconta niente. Il gioco Vita-Morte assume forme che non possono più sfuggire nelle sue stesse rappresentazioni ma diventa un qualcosa di visibile, concreto… lo si può toccare… nelle febbri, nelle ferite.

Siamo in Settimana Santa… e se oggi questo ha un senso… per me è quello della potenza metastorica che le nostre reali, concrete, difficili “Passioni e Crocifissioni” possono produrre in positivo come liberazione. Non entro nei fatti religiosi perché credo che oggi possiamo vedere Passioni e Crocifissi ovunque e sentire che ognuno a suo modo attraversa e vive le proprie Passioni e le proprie parti Crocifisse. Tu hai attraversato, continui ad attraversare e comprendere le tue, non perdendo la tua Fides… anche quando ti è sembrato che tutto potesse finire o quando hai legittimamente desiderato di liberarti dal dolore fin anche con la morte… proprio lì la tua Fides si è ispessita e allungata per sorreggerti nel “Salto”. Sei stato coraggioso… perché pur attraversando la tua Passione e Crocifissione hai accolto un po’ alla volta dinamiche metastoriche importanti… con te stesso e con i rapporti forti. Hai accolto un po’ alla volta il senso dello svelarsi e manifestarsi nelle proprie parti ombra e fragilità. 

Questo per me è stata la tua salvezza. Soprattutto è stato fondamentale lo stormo di persone che hanno voluto immergersi nella tua storia, in primis Marinella, e che hanno voluto “vedere” dove tu in alcuni momenti non riuscivi a vedere. Lo stormo è la chiave di volta… in ogni attraversamento… è la nostra specifica novità come Progetto Nuova Specie, è ciò che Mariano ci sta insegnando come sua eredità più preziosa perché ha il potere di dinamizzare tutto il resto.

Caro Teo ti voglio molto bene.


Ti auguro in questi giorni un buon “Passaggio”… la Pasqua è una roba vecchia e penso che il coronavirus ci sta dicendo anche questo.


Spero di riabbracciarti presto.

Spero di riabbracciare presto tutti voi.


Sarò molto contenta, QUANDO SI POTRÀ FARE il secondo seminario della Clinica Ontologica di ascoltare dal vivo le tue riflessioni e intuizioni teoriche.


Giuseppina Mastrangelo 

G.O.

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