Formichine al lavoro…

Con immenso piacere annunciamo ai nostri lettori che di recente è nato, su proposta di Sabrina Cela, un gruppo di vitonauta accomunati dal desiderio di sperimentarsi in teoria e ricerca: le formichine al lavoro!

Si e ci accompagneranno durante questa crisi causata dal virus corona, che sta spingendo ognuno ad andare al di là delle colonne d’Ercole, attraverso la teoria, che è il vento che sta aiutando in questa inedita ondanza.

Le formichine realizzano “mosaichaos” di vita e teoria.

Qui trovate il linkper gustarvi il loro primo lavoro!

Buona lettura!

Referente dell’iniziativa: Sabrina Cela

Impaginazione a cura di Maurizio Toccaceli.


1 Commento/i

  1. Celeste

    Il binomio vita-conoscenza mi ha fatto pensare ad un'esistenza passiva,ripiegata su di sè, che non crede, forse"non respira".
    Io ho sempre considerato la mia vita di serie B, non meritevole, per cui mi sono preclusa e non mi sono autorizzata tante cose.Mi sono ritenuta incapace di accedere ad una vita più piena,più "consapevole", come se io non potessi aspirare ad un livello più alto,perche' non avevo le qualità,la stoffa, non ne ero degna.
    Chi mi ha educato mi ha "declassata",ha "deciso per me",relegandomi in una posizione" mediocre",non credendo in me e non accompagnandomi a sviluppare competenze per vivere.
    Sono rimasta sempre ad un livello "embrionale",non ho mai raggiunto l'autodeterminazione,non ho ricevuto l'accettazione,nè gli strumenti per affrontare la vita. Ho sempre dovuto abortire i miei bisogni, spegnere i miei "colori",ricacciandomi in una "nicchia".
    Non mi hanno dato l'"autorizzazione a procedere",bloccando le mie potenzialità,per cui io non mi concedevo niente,perchè era inutile,avevo perso in partenza.
    Ero molto timida,introversa,parlavo pochissimo,non dicevo mai la mia opinione,impacciata,non esprimevo niente di me,mi lasciavo vivere,lasciavo che gli altri decidessero al posto mio.
    Mi adeguavo,non pensavo con la mia testa,mi negavo di scegliere,per paura di sbagliare,ero come pietrificata,sotto l'effetto di un incantesimo,imbavagliata.
    Penso che la vita,se non si associa alla conoscenza,è ferma,gli ingranaggi sono bloccati,non scorre.Forse la vita con la conoscenza diventa più leggera,riesce a procedere,non si appesantisce.
    Riesce ad avere un'altra prospettiva,non è schiacciata,sa sorvolare su tante cose,è più "intelligente",non si prende sul serio,sa dare il giusto peso alle cose,non è rigida,ma in movimento,sa cambiare posizione.
    Vedo un pò la vita come una bambina che è più ingenua,schietta, e la conoscenza come una donna,più matura,più saggia e responsabile.

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