Riflessioni ai tempi del Coronavirus: implodiamo o ci abbandoniamo?

Coronavirus e Metodo Alla Salute… a confronto…


Il positivo che abbiamo ricevuto da un trattamento avanzato, ORA, esteso a livello mondiale.

Avete presente la prima settimana intensiva? Sensazione di stare in un posto/stanza senza poter uscire?

Buttafuori che al primo tuo cenno di bisogno/esigenza di andare fuori, per scappare da una dinamica troppo forte o semplicemente voglia di evadere, ti ributtavano dentro. 

‘Per il tuo bene’ dicevano.

Quando volevi tornare a casa tua, per riprendere le tue abitudini, per sentire un minimo di redini della tua vita, perché lì c’era troppo “inedito”, troppo movimento, troppo caos, e cavolo… troppe dinamiche!

Tutto troppo, e tutto troppo stretto. 

E tu volevi tornare alle certezze di casa tua.  Fosse anche quel caffè la mattina… fare una dieta, perché si mangiano troppi carboidrati là, o fare una corsetta… perché si sta troppo fermi là! Ma volevi tornare nel tuo vecchio quotidiano, era vitale, o per lo meno lo sentivi così.

E lì, gli operatori del MAS: “non tornare, è troppo presto, STAI, pure se vuoi scappare, stai, provaci se torni ora nel tuo vecchio angolo alfa perdi anche quello che stai scoprendo in questa – passatemi il termine – QUARANTENA. Dilatati. Non scalpitare, ci tornerai nel tuo vecchio, ci tornerai, ma devi aspettare ancora un po’. Ti sembra che stai costretto, ma consideralo un utero perché tu possa far nascere parti nuove di te, le cose fuori già le conosci, ti danno sicurezza certo, ma ti tolgono anche tante possibilità di far nascere qualcosa di nuovo. Scoprirai che quella non era casa tua. Sfrutta questo tempo VUOTO, sottomettiti a questa strettoia, fidati… abbandonati, se sei sempre impegnato a fare qualcosa non ti sintonizzi con il silenzio per ascoltare cosa c’è nella tua profondità, la tua vera Casa. 

 – Citt a voc e forz e nerv – tornerai alle cose tue, e ci tornerai in maniera diversa. MA questa volta, Vedendo quanto ‘quel movimento affannoso’ ti ha allontanato dalla tua profondità”. 

‘Per il tuo bene’ dicevano.

Capirai.

E alla fine… tutti abbiamo capito, nel bene o nel male, tutti l’abbiamo capito.

Ora mi sembra di stare rivivendo la stessa dinamica di contenimento. 

Solo che a contenermi non è il ‘MAS’ ma la polizia di stato e tra poco pure l’esercito. 

Le mie compulsioni vengono tutte fuori. Come le piccole psicosi silenziose di tutti. 

Non so come riempire il vuoto. Non posso manco mangiare perché non posso manco andare a correre quando voglio. Qui un giorno si sta in costume, un giorno nevica. Oltre le pattuglie che girano per il paese. 

Internet non va, mi incazzo, cellulare per svagarmi? Non prende. Progetti da seguire perché l’università va avanti? Internet non c’è. 

Con chi ti devi incazzare?

Il faraone efficiente fuori continua ad andare avanti, tu da che parte stai?

Piani andati all’aria? Non ti puoi appigliare più a niente.

Questa non è una settimana intensiva, questa è una quarantena intensiva mondiale.

È ora di meiosi. 

Forse… in esilio obbligato, perché non ha saputo cogliere i segnali prima.

Forse… obbligato a rallentare.

Forse a dover partorire parti nuove, connettersi con parti più profonde, al di là dell’efficienza esterna, al di là del fare frenetico psicotico e nevrotico.

ORA 

È tutto il mondo.

E noi, implodiamo o ci abbandoniamo?

Giorgia

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