Non di solo pane vive l’uomo, ma per apprendere e fare discendenza con umiltà.

Parto da una piccola premessa. Sappiamo tutti che il cibo è fondamentale per il nostro nutrimento quotidiano. Per cui, per andare avanti giorno per giorno, bisogna alimentarsi. Per quanto mi riguarda, per me la cucina è un aspetto importante. Se vogliamo andare più in profondità, al cibo sono collegati tanti bisogni della nostra vita che non sempre corrispondono solo al nutrimento fisico di ognuno di noi, ma anche a quello più profondo legato al nutrimento dei nostri codici, del nostro Graal completo. 

Cibarsi è fondamentale, però il cibo va anche preparato, cucinato. Ritengo che la cucina sia un aspetto importante per la nostra crescita. Ad essa sono collegate tante dinamiche che evidenziano tanti meccanismi di ognuno di noi, ma anche tanti bisogni, desideri e rifiuti che abitano in noi. Preparare da mangiare ti spinge ad essere attivo prima per te stesso e poi per gli altri. Cucinare con amore e creatività è diverso dal cucinare per obbligo-dovere. 

La prima dinamica favorisce il piacere di svolgere una funzione che seppur impegnativa, faticosa, ti consente di preparare il cibo che servirà per soddisfare i bisogni altrui però fatto con amore e creatività. In pratica, diventa uno scambio con gli altri, perché se io cucino sapendo che dopo coloro che mangeranno rimarranno soddisfatti e appagati, per me è un dimostrare affetto e cura per gli altri. Infatti, tornando al discorso iniziale, non sarà più solo nutrire il corpo, ma anche le relazioni tra le persone, il sapere che io ci tengo alla tua vita e anche a soddisfare altri bisogni, che posso svolgere una funzione madre per chi non l’ha mai avuta o preoccuparmi per te anche se non ti conosco. Tutto ciò non avviene se si cucina solo per obbligo-dovere. 

In quel caso, a me interessa poco degli altri e magari anche se è un buon cibo non viene trasmesso con la cura e l’amore, ma ci sarà un atteggiamento di simbolico senza emozioni. 

Questa riflessione mi viene perché se torniamo indietro anche per le nostre mamme è stato così. La maggior parte delle cose veniva fatta per obbligo-dovere perché la donna doveva occuparsi di tutte le faccende e ovviamente la cucina era tra le prime. Quindi molte volte il cibo veniva preparato anche con rabbia o con sofferenza, proprio perché non vi erano altre forme di nutrimento. Se si stava male non si poteva dire e tanto meno non si poteva venire meno ai propri compiti. Quindi anche la dinamica della cucina il più delle volte si viveva con pesantezza o ci si sentiva la Cenerentola di turno. 

Un altro meccanismo negativo delle nostre mamme, e che quindi non ha favorito la discendenza, è stato quello di essere gelose del proprio saper fare e quindi considerare una figlia incapace o meno all’altezza. Per le donne di prima, la cucina rappresentava anche una modalità per essere riconosciuta dal marito. Ovviamente, una brava cuoca veniva elogiata perché rientrava anche nei canoni stabiliti dalla cultura. Questi sono degli aspetti importanti da evidenziare che sicuramente danno strumenti per poter oggi, ai nostri giorni e con le nostre crescite, poter andare oltre. Per quanto mi riguarda ci tengo ad evidenziare due aspetti fondamentali: “apprendere, e saper e voler fare discendenza”.

Io ad esempio ho sempre osservato mia madre, le nonne e anche persone con più esperienza di me ed ho appreso tantissimo anche perché dietro c’era il mio desiderio e voglia di imparare e poi metterci la mia specificità unita alla mia creatività. Quindi saper apprendere è segno di grande umiltà. 

Poi, fare discendenza, altro aspetto importante. Parlando ancora di me, oggi riesco con piacere anche ad accompagnare altri ad apprendere per poi procedere con la loro parte. Questi passaggi sono importanti per favorire la crescita di ognuno di noi non solo in cucina, ma in tutte le fasi della nostra vita. 

Entrando in merito al Progetto Nuova Specie, questi passaggi di apprendere e fare discendenza sono fondamentali per poter crescere più interi. Venendo anche alle Conv.Inte. ed in questo caso al Progetto Rainbow, sento di dare tantissimo valore a tutti e a tutte le dinamiche di vita e conoscenza che si intrecciano. Mi permetto di dare anche un suggerimento rispetto alla cucina. Collegata ad essa c’è anche un altro aspetto che non è da non sottovalutare secondo me: il mangiare, cucinare, generano anche la condivisione, lo scambio, l’intreccio, la convivialità che sono elementi che non tutti vivono. Spiegandomi meglio, credo che anche in un progetto così ricco di stimoli sia importante anche questa parte. Tante persone all’esterno, nel loro ordinario non vivono il momento del pasto in modo piacevole. Molti, lavorando tutto il giorno, si accontentano di cibo veloce, oppure non ci si incontra tutti a pranzo o a cena o peggio ancora si mangia frettolosamente e con il cellulare. Ecco perché può essere anche questo aspetto rivisto con più attenzione anche nei progetti. Perché mangiare insieme favorisce tanti scambi a cui non siamo più abituati e soprattutto ci rieduca ad apprezzare cose semplici ma importanti come il cibo e anche chi ce lo prepara, e soprattutto favorisce relazioni più profonde. 

Altro aspetto importante che voglio evidenziare è il sapersi organizzare negli aspetti pratici che sono collegati alla cucina. Avere una buona organizzazione ti permette di lavorare bene e con leggerezza. Per me anche la cucina è un Progetto che collegato alle nostre vite ci dà la possibilità di vedere tanti meccanismi che ci sono dentro di noi su cui è possibile lavorare per poi sciogliere questi meccanismi. Infatti, nell’unità didattica della “Homelife” la cucina viene prima del cesso, proprio perché se non riconosciamo i nostri bisogni non possiamo farli venir fuori. Solo così poi possiamo transitare in nuove parti e godere facendo festa per i nostri passaggi. 

Questo è ciò che sto facendo anche io e grazie a tutti gli strumenti che si acquisiscono da tutti i progetti, da tutti i nostri passaggi possiamo sempre di più, un giorno alla volta, nutrire il nostro Graal. 

Quindi, secondo il mio punto di vista, “apprendere, fare discendenza, ed umiltà”, sono gli ingredienti che servono ad alimentare le nostre vite e di tutti quelli con cui ci intrecciamo.

Con amore,

Annarita Rendinella

1 Commento/i

  1. Unknown

    Bel post Annarita. Ti ho spinta a scrivere perché ho visto la tua dedizione. Tramandare il Know how di tutto è importante perché stiamo perdendo le radici..

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