11 febbraio 2020, prima giornata XVIII Progetto Rainbow: ascolto dello stato quiete dei partecipanti.

Si apre la prima giornata dell’ascolto con il ballo sballo per svegliarsi attivi. Oggi è anche il compleanno di Mila che compie il 70 esimo anno.

                                                  

Dopo un ingresso trionfale si dà inizio alla estrazione e alla lettura dei vari biglietti con i nostri stati quiete che esprimono soprattutto i nostri bisogni, desideri ed aspettative da questo 18° Rainbow. Il primo pescato è stato quello di madre e figlio, dove il figlio descrive il travaglio di questi ultimi cinque anni e il desiderio di ricontattare, grazie all’aiuto di tutti, quelle parti perse che lo fanno sentire lontano da quello che solo lui era. La madre esprime la sua impotenza e sente la sofferenza del figlio e dice che si sono messi nel percorso della Fondazione per acquisire gli strumenti per poterlo aiutare e per aiutare se stessa.

Segue l’ascolto di L. che descrive il suo attuale disagio, si sente sfinito anche da problemi fisici che rifiuta, pur riconoscendo che il corpo lo spinge ad un cambiamento. La moglie lo accoglie amorevolmente, lo stimola a proseguire e valorizzare i suoi passaggi e di proseguire con lei al suo fianco.

Il successivo biglietto viene pescato da Mila che chiede di essere aiutata in nuovi passaggi con suo figlio.

È preziosa la presenza di un padre che accompagna il figlio.

La giovane A. M. ha scritto più desideri e con quelli ha evidenziato che la sua presenza a questo Rainbow, prima di intraprendere l’avventura americana, è per soddisfare la necessità di chiudere dinamiche aperte con alcuni di noi.

Dopo il pranzo riprendiamo con una giovane partecipante che desidera approcci più umani e attenti, e vorrebbe essere aiutata a trovare le giuste modalità di stare nella vita, in base al suo vissuto, con i giusti strumenti che solo qui può trovare.

Sono seguite immersioni, racconti, episodi che denotano grandi vissuti dolorosi legati ad abusi sessuali ed incidenti che hanno spinto alla solitudine e all’uso di sostanze.

Alcune donne hanno evidenziato il bisogno di contatto con corpi femminili, dovuti alla mancanza del corpo materno e quindi un forte desiderio di relazioni con le donne.

                                                     

All’ultima rainbonauta è stato consigliato di, facendo riferimento all’unità di crisi, liberarsi finalmente dalla gabbia in cui si è messa.

Si chiude la giornata aspettando di festeggiare Mila.

                                                       Maria Gabriella e Nica

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie