26/12/2019, la gita a Matera nel racconto di Debora.

…” La due giorni materana non ha lasciato indifferente nessuno dei partecipanti, non foss’altro che per la bellezza e magnificenza dei luoghi.

                                                        

Il giorno di Santo Stefano siamo partiti in bus gentilmente concessoci dalla coppia Paola e Ottavio, che per l’occasione Mariano ha ribattezzato Paolotta: è stato molto rilassante scorgere fuori dal finestrino come il paesaggio sapeva mutar aspetto; incrociavo lo sguardo infatti di filari ordinati di ulivi per approdare poi man mano che il tempo scorreva in distese ininterrotte di praterie inframmezzate solo da cespugli di macchia mediterranea.

Osservavo pian piano scendere i ragazzi e le persone più anziane ed era sorprendente vedere con quale ordine ed equilibrio scendevano tutti, in fila indiana, quasi fossimo in gita scolastica.

                                                    

Dopo esserci ristorati siamo andati finalmente verso la maestosa Matera, il cui colore dominante è l’ocra, un giallo paglierino virante al beige: Matera è una città che sa e vuole rendersi promotrice di accoglienza, di un moto lento e ondeggiante che si esplica nei palazzi di epoca antica così come nelle stradine in salita e discesa.

Non andavamo veloci, ma nemmeno troppo lenti, una via mediana che consentiva al nostro variegato gruppo di osservarsi e monitorarsi senza che nessuno si perdesse nonostante il passo differente.

                                                  

Senz’altro da rimarcare ad esempio, come ragazzi quali i gemelli Dav. e Dan., entrambi assai sensibili riuscissero a non perdersi mai di vista nonostante mantenessero lontananza uno dall’altra e il padre controllasse l’andatura di Dav. per non perderlo. Oppure la modalità in cui E. ad esempio scegliesse di camminare a fianco a me sentendosi rassicurato ogni volta che fermandomi, lo guardavo negli occhi e gli sussurravo “mi fa piacere stare qui con te”.

Il vento sferzante e gelido non consentiva certo grandi passeggiate ma il 1à giorno eravamo già riusciti a vedere diversi monumenti, fra cui la cattedrale.

                                                  

Dopo cena però, l’evento più eclatante e spettacolare fu l’esibizione di Fede, lei originaria proprio della città materana, con babbo M. e mamma M. facenti parte del gruppo: è stato davvero avvincente seguire i suoi passi in sala assieme a i conduttori S. e R. e quanto in modo crescente, si divertiva e sapeva emozionare in un lampo. L’esempio di Federica potrebbe creare seguaci in quanti, tra famiglie, volessero vedere lo sforzo e la continuità con la quale la famiglia sia riuscita a seguire le direzioni impresse dal Metodo.

                                               

 Anche il giorno successivo ci siamo lasciati sospingere da un vento antenato e di buonora, siamo usciti per visitare la Matera più sommersa e antica, quella dei Sassi; questa volta ho camminato accanto a Marcello, esperienza davvero coinvolgente e affettiva quanto a intensità; certo è che se la 2 giorni voleva risultare leggera, non sapeva che avremmo incontrato    tante e tali dinamiche di vita.

                                                 

Come ad esempio, un altro momento eclatante si è svolto nel dopo pranzo: una Chiara assonnata ma decisa ha voluto acquattarsi fra noi tutti ragazzi chi più addormentato chi meno, per poi adagiarsi tra Mariano ed altri affermando ad un certo punto, …”Non vorrei mai che finisse, per la GUK!..” a testimonianza del suo benessere.

                                                    

Dopo alcuni ultimi istanti di riflessione in fine tragitto verso l’albergo, ce ne siamo andati, sicuri di trattenere per noi a lungo sensazioni di pienezza e calore.

                                                     

Ciò che più conduco nel mio cuore è la sensazione di leggerezza e gioia nel poter scorgere il viso allegro e scanzonato di mia figlia.

                                                     

Debora                               

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