21 Giugno 2019: Solstizio d’estate, un passaggio personale verso proprie parti ancora in ombra.

Oggi festeggiamo il Solstizio d’estate
dopo alcuni giorni di organizzazione in cui Raniero, Annalisa, Asinella e
Pernice si sono incontrati per preparare e prepararsi al rito.

                                                     

Questa mattina sono state raccolte erbe
aromatiche e fiori nel nostro territorio da offrire al fuoco durante
il rito. Sono state preparate le corone di fiori per gli officianti e
pulito il territorio.

                                                   

L’appuntamento all’uliveto è stato fissato
per le 12.45, ci siamo disposti attorno al fuoco e abbiamo 
cominciato il rito con la lettura di un
ricanto che ci ha aiutato a entrare nella sacralità del rito.

                                                    

La musica, l ‘offerta delle erbe e
dell’acqua, la danza di Asinella, la lingua sacra di Pernice, assieme alla presenza
degli officianti Ruggero e Annalisa e alla nostra, sono stati tutti elementi
del rito che ci hanno trasportato per alcuni minuti in una dimensione
magica, di connessione profonda con la natura e con il nostro intimo e i
nostri avi.

                                                  

Per il calendario agricolo siamo già a
metà estate, queste notti sono magiche perché il particolare fenomeno del
solstizio ha influssi benigni sugli elementi della terra e coloro che vi
abitano, in particolare al fuoco, che purifica, allontana il male, le
negatività e suggella amicizie che dureranno tutta la vita, forti
come parentela. 

                                                           

L’acqua acquista particolari proprietà terapeutiche
lasciando in ammollo le erbe di stagione, raccolte dalle donne per
l’occasione, e usate a vari scopi come per esempio la preparazione di
medicine, unguenti, per predire il futuro o togliere il malocchio.

                                                     

Nei commenti successivi al rito è emersa
da molti di noi l’emozione del collegamento metastorico con gli avi e con
le culture precedenti alla nostra da cui proveniamo e di cui abbiamo ancora gli
influssi, ma anche un po’ di timore da parte di chi non ha mai avuto esperienze
rituali se non attraverso la religione cattolica.

                                                       

La presenza di elementi portati dalla
comunità di Damanhur, fusi con gli elementi della Nuova Specie, ha creato
un qualcosa di nuovo per entrambi, un elemento di unione tra gruppi che hanno
lo stesso ideale e cioè la crescita dell’essere umano e la conquista
dell’integrità, dove non esistono confini e divisioni ma esiste un tutto
che è, sì distinto, ma non separato.

Focena, Rosalba e Ivan

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