Villaggio Quadrimensionale, Troia (FG), dal 1 al 4 Aprile 2019: Mini Settimana Intensiva “TEORY-STORMING”

                                                   

Ore 8,19 Foggia, casa dei miei.

Sono arrivato ieri sera dopo la mini settimana intensiva. Erano sette mesi che non venivo a casa loro. 

Dapprima permettetemi di fare una piccola digressione sulla mia città di origine, Foggia.

Domenica sera sono stato a fare un giro con mia sorella Gabriella ed un amico, giusto il tempo per valutare il peggioramento del degrado di Foggia, che sembra un pozzo senza fine.

Credo che ci siano sempre degli alti e bassi nella storia di una città, ma credo che dal dopoguerra ad oggi questo sia il periodo di massimo declino della mia città; e credo che durerà ancora a lungo, anche perché il disagio diffuso e sociale peggiora e, se non si cambia il punto di vista sulla vita, le cose andranno sempre peggio. Ed io, grazie al progetto Nuova specie, sto cercando di farlo.

Ma torniamo alla Mini settimana intensiva. 

E’ stato emozionante essere arrivati al villaggio e vedere i cambiamenti in atto (erano sette mesi che non ci andavo, dal w.e. di settembre scorso sulla coppia): non c’è più la gru, la colata di cemento della Iurtana è stata fatta, la piscina completata, così come lo scavo per la fontana dell’ eterno ritorno, per non parlare del mosaico (a cui oramai mancano pochi metri per essere completato) e il montaggio dei planetari (cosa a cui abbiamo assistito in diretta venerdì sera con un rito molto bello, dove è stato dato valore a Rachele che lo ha ideato e realizzato, con l’aiuto di alcune persone).

La quadridie si è aperta con l’accoglienza dei partecipanti (32 in tutto, più o meno la metà, visto che siamo 62 in tutta Italia) fatta da Mariano, che, prima di cominciare, ha parlato della sua crisi di coppia con Giovanna. È bello vedere questa teoria/prassi di Mariano che, pur vivendo un dolore forte per la situazione con Giovanna, ha onorato fino in fondo il suo impegno per i CD, standoci in tutti i momenti della quadridie, tranne nel dormire, compreso le pillole mattutine.

Il secondo giorno, il venerdì, abbiamo fatto la teoria: Mariano ci ha presentato delle unità didattiche, preparate poco tempo fa, e abbiamo fatto applicazione sul senso dell’essere costruttori dipartimentali. 

Alcuni di noi, poi, hanno presentato la teoria sul KERIGMA dei costruttori dipartimentali nella GUK, preparata a casa nei giorni scorsi, in forme diverse. 

Mariano l’ha intitolata la giornata del teory-storming, ed in effetti è stato così perché in diversi abbiamo fatto modalità diverse di fare teoria, tutte belle.

Il sabato è stata la giornata delle scialuppe. Ci siamo divisi in quattro gruppi, ciascuno composto da sette-otto persone: il primo gruppo si chiamava A, come amore; il secondo B come bacio, il terzo C come cuore ed il quarto D come desiderio.

Ognuno ha scelto la propria modalità di viversi tutti i codici attraverso la scialuppa, utilizzando dei posti diversi e godendo della molteplicità e dello scambio fra i partecipanti.

Quella in cui c’ero anche io, del gruppo A, l’abbiamo fatta all’interno della stanza del Crossing Over della foresteria e siamo partiti dall’ascolto dello stato-quiete per poi arrivare a delle immersioni, al fare teoria ed, infine, facendo una SPA fra di noi. È stato bello scambiare con il livello analogico ed arrivare alle emozioni che ognuno di noi sa trasmettere e sa ricevere. 

Poi il pomeriggio c’è stato il Know-how delle scialuppe e Mariano ha dato valore, anche attraverso la teoria, sulle diverse modalità di essere costruttori e portatori di un KERIGMA, che è il kerigma dell’annunciare un nuovo punto di vista sulla vita. Attraverso il know-how è stato possibile pensare e proporre degli aggiustamenti sulle prossime tre giorni dei CD. 

La domenica è stata poi la volta del Rito della CIRCO-RICE, magistralmente condotto da Sabrina, Francesco (che generosamente e con amore sono venuti a dare il loro contributo pur non avendo partecipato alla settimana intensiva) e Silvia, che ha dimostrato tante qualità di leggerezza, teoria e prassi.

Nel rito ciascuno di noi si è posizionato in un punto del CEU costruito e disegnato da Francesco, e poi, è stato chiamato uno alla volta dai conduttori, dicendo in quale punto della sua vita sta e verso dove vuole procedere. 

Ciascuno di noi poi ha scelto un cuore disegnato da Francesco che simboleggiava una qualità che il CD può-deve avere. Anche nel rito Mariano ha aggiunto con il suo prezioso contributo.

Una menzione particolare la voglio fare per il più piccolo eroe della settimana, Gianvito Bellomo, che è venuto accompagnato dalla mamma, Maria. Gianvito è stato un enzima importante per ciascuno di noi e ci ha fatto vedere come precocemente ci pukkizziamo quando non troviamo un contesto favorevole a noi. 

Tutte le giornate abbiamo goduto del prezioso contributo delle pie donne della cucina (questa volta c’erano anche Barbara e Angela Bubba) che ci hanno deliziato con dei pranzi buonissimi. Inoltre domenica abbiamo festeggiato il compleanno di Mario Ciarmoli. 

Concludo con lo storico eufemismo di Seneca che Mariano usa spesso e lo voglio dedicare a tutti noi CD: “non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili”.

Buona costruzione, un passettino alla volta, della GUK. 

                                                

Giovanni C.

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