PROGETTO SE.R.E.N.O., 21-23 DICEMBRE 2018

                                                                         



Venerdì pomeriggio 21 dicembre 2018

Ci ritroviamo nella Sala del Sole Globale, siamo un gruppo di persone di varie età, provenienti da tutta Italia, che vogliono sperimentare una nuova modalità per avvicinarsi ai codici più profondi della vita.

Siamo alla seconda sperimentazione del progetto SE.R.E.N.O. (Sessualità-Ricerca-Estesa-Nuovi-Orizzonti).

Cinque coraggiosi coordinatori ci guideranno e si sperimenteranno in questo inedito viaggio con la preziosa presenza e accompagnamento del dr. Mariano Loiacono.

Angela, Paolo, Francesca, Monica e Martino, definiti da Mariano i cinque re pescatori, ci accolgono e ci introducono, attraverso le unità didattiche, al significato di sessualità non come rapporto sessuale ma qualcosa di molto più globale. 

Sessualità: da secare/tagliare.

Fusionalità: metto insieme, intero.

Quando siamo nell’utero nel viaggio della gravidanza siamo interi, viviamo un’esperienza di fusionalità nel nostro Ciclo Esistenziale Universale (C.E.U.) accompagnati dai dieci comandamenti del sessuale:

Inclusione – Viaggio – Solitario – Attivo – Continuativo – Silenzio – Fame – Buio – Calore – Respiro 

fino al momento della nascita.

Dal momento in cui veniamo immessi nell’arena esistenziale (storia) ci dobbiamo adattare ad un esterno (famiglia, religione, scuola, filosofie ecc.) che ci formano a seconda del loro angolo alfa, a delle regole, a dei solchi prestabiliti.

Ci troviamo molto spesso a vivere i nostri codici (simbolico, analogico, bio-organico) in funzione di un esterno e non riusciamo a soddisfare i nostri bisogni più profondi. 

                                                         

Non riusciamo a esprimere quello che solo noi siamo, a contattare la parte più profonda di noi, dare un senso alla nostra vita collegandoci al codice ontologico e affidarci all’IN.DI.CO. (Infinito Dinamico Complesso) sostenuti dalle tre virtù: Fides – Spes – Caritas.

Ognuno di noi si porta la storia di 4 miliardi e mezzo di anni, siamo inseriti in un ciclo esistenziale e non sappiamo più come ricontattare la nostra fusionalità.

Al momento della nascita si crea una prima fessura/taglio che ci immette nel laboratorio terrestre dove iniziamo a sentire il bisogno di calore, la fame, la solitudine, ecc.

Il disagio (da dis-adiacens: mi allontano dal mio intero) o un evento negativo, se non ci spaventiamo e lo cogliamo come una opportunità, ci spinge a riprendere il viaggio, a riprendersi parti nostre e rimettere in circolazione nuova linfa vitale.

Per risanarci e tornare più interi cosa possiamo fare?

Dobbiamo ricucire, risanare i tagli, altrimenti non riusciamo ad esprimerci e alimentiamo continuativamente la nostra rabbia.

                                                        

Con il progetto SE.R.E.N.O. stiamo provando a risanare le nostre frantumazioni attraverso dinamiche metastoriche o uterine, o code-storming ispirato all’utero e ai dieci comandamenti del sessuale.

Si conclude il primo giorno con la rappresentazione dei dieci comandamenti del sessuale in forma teatrale molto divertente e ironica.

Sabato mattina si riprende con un laboratorio collettivo, siamo accompagnati a immergersi in un nuovo rito della nascita iniziato con una simulazione dello zigote dentro alla tuba, poi rotolandosi fino a fare il salto precipiziale dentro all’utero per incistarsi nella placenta, con l’accompagnamento all’ascolto dei rumori che si possono sentire all’interno dell’utero, al calore in cui siamo avvolti per poi provare la sensazione di freddo quando veniamo alla luce.

Ripercorrere le tappe del nostro inizio della vita è stato molto emozionante.

Sentire le difficoltà del viaggio, ma anche il calore, l’accoglienza, la devozione e la sacralità dell’utero formatosi con il contributo di ognuno.

                                                   

Questo ha dato il via a delle dinamiche metastoriche molto profonde e si è creato un kairòs (tempo favorevole) per iniziare ad appropriarci di cose semplici ma essenziali (abbracci, coccole, calore umano, sentirsi accolti, ecc.) che ci sono mancate moltissimo, causando tanto dolore, sofferenza e chiusura dentro a frantumazioni psicotiche.

Nella ripresa del pomeriggio, sentendoci ancora dentro un utero devoto, siamo stati invitati a esprimere le nostre sensazioni sulle dinamiche metastoriche vissute e accompagnati attraverso la teoria di Mariano a fare conoscenza, vedere i nostri tagli (PUK), vedere cosa sta cambiando nel rapporto con noi stessi e come rimettere in circolazione la nostra linfa.

Importante è stato il tempo dedicato a fare il know-how prima di chiudere la giornata per riconoscere il grande impegno, la devozione e la sensibilità degli accompagnatori.

Domenica mattina è venuto a farci visita, invitato da Mariano, Giovanni Guadagno, un professore di Troia, studioso di tradizioni locali e scrittore che ci ha presentato il suo dizionario di dialetto troiano, arrivato alla pubblicazione dopo tanti anni di ricerca e lavoro aiutato anche da Barbara e Mariano.

                                                    

Oggi si conclude questo laboratorio di sperimentazione, è il momento di raccogliere quello che è abbiamo seminato. 

Festeggiamo il primo vero inizio del progetto SE.R.E.N.O. e diamo onore ai cinque re pescatori che si sono sperimentati e impegnati con un lavoro di stormo, in primis Paolo che ci ha tenuto molto a portare avanti questa ricerca aprendo nuovi orizzonti.

L’acronimo di SE.R.E.N.O. è formato da cinque lettere come le dita di una mano e Mariano li collega così: 

SE. Sessualità – collegato ad Angela 

R.   Ricerca – collegato a Paolo

E.   Estesa – collegato a Monica

N.  Nuovi – collegato a Martino

O.  Orizzonti – collegato a Francesca

                                                  

I quali si impegnano a continuare come gruppo di lavoro per un anno, con la prospettiva che il prossimo progetto sarà di più giorni.

Mariano ci  accompagna a fare teoria,  a  fare  conoscenza  del  vissuto  di questa  esperienza  attraverso l’immagine dell’albero della vita in viaggio che contiene tutte le sette unità didattiche (ommatidi) che ci aiutano a partire dalle radici (parte generativa), il tronco (parte trasmissiva) a vedere la chioma (parte valutativa) dove ci sono fiori, foglie e frutti.

Per fare un bilancio bisogna partire dal vedere il frutto che abbiamo maturato.

                                                          

Perciò, accompagnati dall’unità didattica del PIRA-GRAAL, proviamo a vedere: cos’è cambiato nel rapporto con se stessi? E con i rapporti forti?

Lo possiamo applicare a tutti i livelli della nostra piramide in modo che possiamo facilitare la circolazione della linfa in modo ascensionale.

Per   fare   teoria (vedere, osservare, contemplare) in   profondità   ci   avvaliamo   di   due   importanti accompagnatori: la signora L.I.D.I.A. (Lento-Incerto-Dubbioso-Inedito-Aperto) e il signor BLOW   UP (ampliare, ingrandire) e procedere lentamente.

Abbiamo tutti sete di fusionalità, di mettere insieme le nostre parti, di sentirsi interi.

La mancanza che sentiamo anche di solo uno dei dieci comandamenti del sessuale esclude tutti gli altri.  Ci vuole qualcuno che rompe la cronicità. Dobbiamo essere tutti sub-strima, chi dà e chi riceve.

                                                    

Dobbiamo riprendere il viaggio della gravidanza. Quello che abbiamo vissuto e riconosciuto grazie alle dinamiche metastoriche, sono angoli beta per iniziare a fare dei cambiamenti ed esprimere nuove parti più collegate al nostro ontologico. È stato bello e importante come coppia partecipare a questo progetto perché sento che mi e ci ha aiutato a comprendere ancora di più da quale grande frantumazione siamo partiti, riconoscere che eravamo degli affamati di fusionalità e che ci facevamo la guerra pur accontentandoci delle briciole. Oggi sento che, considerando da dove siamo partiti, abbiamo fatto tanta strada e che possiamo iniziare a sentirci alleati per riprendere a costruire nella relazione in uno scambio alla pari.

                                                   

Dal Veneto con ardore, Nadia e Isaia 

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