Tra vecchio e nuovo…

Essere
devoto accompagnatore significa anche tutelare la propria identità in
modo che il caos invasivo non diventi caos degenerativo, come se da
curar un albero diventiamo la sua radice.
Radicarsi nell’altro è perdere la propria matrice.

La
via della nuova specie è segnata dall’importanza dell’operato singolo e
in metastoria costante si manifesta quella che è la missione e traccia
la strada.
Più sciogli PUK infantili e più gratificante sarà
l’andamento per un globale massimo concreto e proficuo… da disagio ad
agio della creazione.

La vecchia specie è una sirena di sicurezza ma dobbiamo lasciare che sia solo vecchio ricordo.
Solo i valori vanno conservati in noi, il resto va rimosso dalla sfera mentale con insieme i danni provocati.
L’evoluzione richiede nuovo… e il nuovo è specie antropologica.

Alessandro

1 Commento/i

  1. ANGELA

    Caro Alessandro, mi stupici sempre di più. Ma non è che li hai copiato questi complessi pensieri?
    Sei davvero uno schiaffo alla psichiatria. Continua e prima o dopo le cose cambieranno.
    TVB

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