UN VIAGGIO CHAOS: 8 agosto 2018, IDRA, POROS ED EGINA: TRE ISOLE DEL GOLFO SARONICO PER UNA CROCIERA DI UN SOLO GIORNO

Ieri sera, per stanchezza, non sono riuscito a finire il post. Ho preferito abbandonarmi tra le braccia di Morfeo e, caso mai, scrivere in mattinata presto, ai primi bagliori dell’alba, come spontaneamente mi è capitato. Giovanna l’ha fatto ieri sera ma il suo cellulare non gradisce Alpitour e fa le bizze, intestardendosi a non funzionare anche come whatsapp. 

Sveglia alle sei, colazione e alle sette in pullman in partenza per il Pireo, il mitico Porto dell’antica Atene, da dove sono partiti Teseo, gli Argonauti, le navi per Salamina e le varie guerre del Peloponneso. 

Il porto odierno ha poco di mitico ed è zeppo di imbarcazioni ferme al molo. Col pullman arriviamo all’imbarco dove ci aspetta uno spazioso traghetto a tre piani sopra la stiva e, proprio all’ingresso, una foto noi due con una coppia giovane vestita con abiti tradizionali.

                                                   

Saliti al terrazzo, prendiamo posto in poppa attorno a un tavolino io, Giovanna, Michela la rumena torinese, Riccarda la veronese attempata che lavora in una comunità per disabili, ma piena di psichiatrizzati e psicofarmacologicizzati, abbondantemente. Proprio ieri sera, rispondendo ai dubbi di Riccarda sui cosiddetti psicotici, ho parlato del maestro mosaicista Dario e del giovane torinese Pietro. Sento che oggi è più semplice parlare e piazzare la novità del metodo alla salute.

Ho notato che le donne si intrigano bene tra loro, si alleano senza vendersi e sono molto efficaci nel risolvere problemi, specie le due attive arpie, Giovanna e Michela. Tre donne a casa e tre donne anche qua.

A bordo del Platytera, ci accoglie un trio composto da pianoforte, bouzouki a quattro corde e sassofono, con gradite e ritmate melodie greche. Approfitto per finire sul traghetto il post di ieri e inviarlo, anche come strumento curativo per il colpo di strega di Francesca.

                                                   

       

Tre ore di navigazione, prima di giungere a Idra, l’isola più lontana, così chiamata per la ricchezza idrica-acqua.

Vista dal traghetto, prima di scendere, Idra sembra una Positano in miniatura, con la piccola differenza che, tolto il ristretto gruppo di case bianche, il resto è stupendamente selvaggia, a tal punto che qui si isolavano Onassis e la diva Callas, prima che Aristotele preferisse Jacqueline, la vedova allegra del presidente statunitense, John Kennedy.

                                                    

Le 3 D, appena scese dal traghetto, subito per negozi e conchiglierie. Qui non ci sono macchine ma solo spostamenti a dorso di asino. Povera Callas!

Il rientro tassativo è per le 13.50, pena il rimanere qui sull’isola.

Mentre lascio le 3D al loro shopping, mi inerpico per le strette e tortuose stradine con quelle casette bianco-mediterraneo e, nonostante il fiatone, arrivo fino in cima e poi discendo per fare visita alla suggestiva chiesetta ortodossa del 1.700, dedicata alla dormitio di Maria Theotokos, ovvero madre-generatrice di Dio. 

Tornati al bordo del Platytera, pranziamo a buffet self-service e intanto partiamo alla volta di Poros.

Poros significa passaggio, da cui il nome porto. In realtà, attraverso una apertura artificiale di 200 m., questa isola immette direttamente nel Peloponneso. Qui c’è il traffico normale di mezzi di trasporto. Una breve visita e poi partenza verso Egina, dove abbiamo prenotato in gruppo un giro panoramico dell’isola. 

                                                

Egina è un’isola grande e piena di storia ed è stata capitale della Grecia, prima di Atene. E’ famosa per i pistacchi e, mentre si fa il giro in pullman, si presentano panorami mozzafiato. 

In uno di questi, si vede bene l’isola di Salamina, importante teatro della battaglia dei greci contro i Persiani nel 480 a.C. Gigante indiscusso di quella battaglia fu Temistocle che, pur inferiori di numero, riuscì a spronare con determinazione le proprie triremi contro la soverchiante flotta di Serse e, ad averla vinta. E’ la disperazione coraggiosa di chi ha un profondo punto mitotico e rimane tetragono di fronte a paure e confronti-differenze, obiettivamente fondate, ma osa credere in un vincente kairos, senza temere l’eventuale morte.

Egina ospita anche il santuario ortodosso di san Nettario, un importante santo e patrono dell’isola, molto venerato e festeggiato.                                                   

Al ritorno al Pireo, partecipiamo sul traghetto a una festa di musica e danze popolari greche e le 3D partecipano divertite: un piccolo compenso per la serata di ieri, sfumata per mancanza di un minimo di partecipanti.

Domani torna Anastasio, la brillante e colta guida che ci accompagnerà a Epidauro.


Mariano                                               

Riflessioni di Giovanna sulla giornata di oggi 8 agosto

La giornata di oggi è stata molto bella, all’inizio avevo paura di passare una giornata in mare ma poi non mi sono accorta di niente perché è stata una giornata meravigliosa; mi sono goduta il sole, le persone, i luoghi e le cose carine fatte sulla nave; pensate, ho anche pranzato mentre la nave camminava, in altri tempi non riuscivo a mangiare, mi si chiudeva lo stomaco. Abbiamo visitato tre isole.

Ho continuato l’amicizia con Michela e Riccarda, infatti siamo state tutto il giorno  insieme. Vi saluto buona notte

Giovanna

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie