Fondazione Monti Uniti – Foggia 19 marzo 2018 – presentazione libro Mariano Loiacono: “Fiabe di ogni continente per una regione da fiaba”

                              

                                                                         

Lunedì 19 marzo 2018 a Foggia, presso la “Fondazione Monti Uniti”, si è tenuta la presentazione del libro intitolato “Fiabe di ogni continente per una regione da fiaba” di Mariano Loiacono. Al convegno hanno partecipato Filippo Santigliano, Capo Redattore della Redazione di Foggia de La Gazzetta del Mezzogiorno, Mara Mundi, book blogger e giornalista, la docente Cindy Recchia e il dottore psichiatra, psicoterapeuta, epistemologo globale nonché presidente della Fondazione Nuova Specie, Mariano Loiacono.

                                                 

  

 Il testo è stato finanziato e pubblicato dal Consiglio Regionale della Regione Marche all’interno dei “Quaderni del Consiglio Regionale” ed è il frutto della raccolta degli atti di dodici Pomeriggi Letterari Globali itineranti che sono avvenuti proprio nelle Marche e che, dopo un’accurata revisione scientifica, hanno dato vita ad un libro.

                                                       

“Il sapere è venuto dalla vita e deve tornare alla vita”. Questa una delle frasi più significative citate dal dott. Mariano Loiacono e che pare essere il filo conduttore di un libro che cerca di costruire e offrire nuovi punti di vista con cui osservare il mondo e la vita e di ottenere strumenti per avviare nuove pratiche partendo da un sapere che è invece antichissimo, quello delle fiabe. Un sapere mitopoietico, ancestrale, legato agli antenati che attraverso le fiabe hanno cercato di spiegarsi gli avvenimenti che accadevano intorno a loro, di superare le paure legate all’ignoto, al non conosciuto, all’oscuro traendone insegnamenti spesso anche duri e cruenti. Un libro che “contiene tante storie e quindi per ciò stesso tanta vita”, dice Mara Mundi, un libro che parla di viaggi inventanti e di viaggi esistenziali, di eroi che si mettono in cammino e iniziano la loro crescita.

                                                      

 È un viaggio trasmutativo che può procedere in tutte le direzioni e che, come in ogni fiaba, contempla al suo interno una prova, una difficoltà, il cui superamento aiuta a crescere. Il viaggio che è metafora della vita, una vita che deve essere in continuo movimento perché chi si ferma è condannato all’infelicità, al disagio. Il mettersi in viaggio coincide con la possibilità di crescere, di abbandonare quell’iniziale stato di quiete in cui ci troviamo, che con il tempo può diventare una gabbia dorata, e iniziare a percorrere un cammino anche doloroso di crescita, in cui non poche possono essere le prove che dobbiamo superare, certo con l’aiuto di qualcuno, l’aiutante magico, il mezzo fatato, ma che ci permette di raggiungere un nuovo stato di quiete, in cui arriviamo più maturi, carichi di esperienza e di strumenti adatti ad    affrontare un nuovo percorso futuro e volto al possibile.                            

La fiaba, quindi, come ponte tra il possibile e la vita reale, come esempio e come strumento. Con la fiaba è possibile entrare in contatto con orchi, streghe e lupi. È possibile attraversare il bosco e sconfiggere i draghi in una situazione protettiva, in un «c’era una volta in un luogo lontano» che pone il lettore, l’ascoltatore in una condizione di agio, di sicurezza. Un’indeterminatezza che aiuta a sentirsi coinvolti, protagonisti senza essere in reale pericolo. Un “luogo” in cui gli opposti possono dialogare senza paura di andare ad intaccare quel principio di non contraddizione tanto caro alle nostre epistemologie e figlio di quel mondo greco che, come dice Mariano Loiacono, ci ha donato la nostra cultura e la nostra identità ma che ci ha condotto verso una visione binaria, dicotomica e schizofrenica della vita. La fiaba come luogo, scrive Gianni Rodari citato da Mara Mundi, di tutte le ipotesi e attraverso cui impariamo ad essere una cosa ma anche un’altra, un’identità porosa sempre volta a nuove possibilità.

                                                   

La fiaba allora, dice Cindy Recchia, diventa uno strumento, un archetipo in grado di aiutarci a mettere insieme la vita e la conoscenza, la teoria. Ci aiuta a ricostruire e costruire teorie sul nostro vissuto passato e sul nostro vissuto presente e possibile. Questo è ciò che nella nostra società, complessa, veloce, liquida, manca. Manca il tempo della riflessione, della teoria rispetto a ciò che siamo, ai nostri meccanismi e alla nostra crescita, al come fare per rimetterci in cammino ed evitare il disagio.                                 

 La parola disagio deriva dal latino dis-adiacens e significa letteralmente “colui che non è adiacente, colui che non giace presso, colui che non sta vicino a”. Indica quindi un allontanamento, ma da cosa? Dai codici più profondi della vita, da noi stessi. I dodici pomeriggi letterari organizzati nelle Marche e in generale il progetto Nuova Specie, seguendo la rivoluzionaria teoria del dott. Loiacono, mirano proprio a ricomporre l’uomo, a ricreare o meglio ritrovare quell’armonia antica che si è persa con il sopraggiungere di una società devota alla ragione, al razionale e al simbolico che ha dimenticato il corpo, le emozioni e la fusionalità con l’ontologico, con le radici, con l’essenza. Dodici Pomeriggi Letterari Globali itineranti organizzati dall’ Associazione Alla Salute Onlus Marche, iniziati il 22 marzo 2010 e terminati il 1° giugno 2013, racconta Cindy Recchia, che hanno utilizzato la fiaba per ritornare a dialogare con l’antico, l’originario e che è stato frutto di una tredicesima fiaba, ironizza il dott. Loiacono, quella della sua vita, della sua esperienza e del progetto Nuova Specie. 

                                               

Perché le fiabe provengono da un sapere vero, vivo, provengono dalla vita e anche le nostre vite, nel loro essere in continuo divenire, nel loro viaggiare e nel loro crescere possono essere fiabe. Vite vicine e lontane, non a caso sono “fiabe di ogni continente”, perché a quel tempo, racconta la docente Cindy Recchia, l’ALSA Marche ha saputo intrecciare con le varie e tante etnoculture presenti nel territorio Anconetano, scegliendo di dare valore alla tradizione peruviana e di inserire anche un canto del Mali. Perché le fiabe, dice Mariano Loiacono, sono proprio questo, un concentrato di albero della conoscenza, di teoria di una certa etnocultura in certo periodo. Sono narrazioni di esperienze profonde che attraversando tutti i codici dell’uomo e della vita cioè il codice ontologico delle radici, bio-organico delle emozioni, analogico del corpo, giungono a quello simbolico-razionale, alla parola, al logos, trasformandosi in miti che dal greco μύθος (mythos) significa proprio parola, logos, discorso.

      

 Il mito e quindi la fiaba, continua il dott. Loiacono, rappresenta un ponte di arrivo, diventa parola che racchiude tutta la conoscenza profonda che c’è. Diventa un know how insieme anche ai vari personaggi che si evolvono in archetipi fino a diventare sapere mitopoietici che partendo dalla parola, dal discorso si trasformano in pratica, poesia che deriva dal greco ποίησις (poiesis) e che significa fare, diventa cioè pratica. Ed è su questo profondo rapporto tra teoria e pratica, tra albero della vita e albero della conoscenza, che il progetto Nuova Specie si radica perché non è solo per chi sta male, è anche per chi vuole intraprendere un percorso di crescita che appunto si orienta a partire da un circolare rapporto tra teoria-prassi-teoria e che cerca di raggiungere una rinnovata armonia con i propri codici, a partire da quelli più  antichi. 

                                                

Un percorso, quello del dott. Mariano Loiacono, che dura ormai da cinquantadue anni e che oggi si sta ancor più radicando a partire da un importante progetto avviato a Troia, in provincia di Foggia, dove è in costruzione il Villaggio Quadrimensionale, sede della fondazione e casa di tutti coloro che in Mariano Loiacono e nel suo progetto hanno creduto e continuano a credere. Cinquantadue anni devoti alla vita e alla conoscenza, trenta dei quali, racconta Mariano Loiacono, sono stati investiti proprio nella regione Marche a partire dall’importante rapporto con il professor Giuliano Piazzi, al tempo direttore del dipartimento di sociologia dell’Università di Urbino. Trent’anni che vedono nella pubblicazione del libro “Fiabe di ogni continente per una regione da fiaba” un importante riconoscimento da parte Consiglio Regionale della Regione Marche per questo investimento portato avanti proprio dal dott. Loiacono.

Annalisa Quinto

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