Martedì 28 novembre 2017, Sala del Sole Globale, Villaggio Quadrimensionale – Troia (FG). UN CORSO DI “QUADRIMENSIONALISMO” PER SVILUPPARE I “GLOBCETTORI”: primo giorno, seconda settimana.

“Quando si diventa fusionali rimane il senso del viaggio, ma il tempo e lo spazio contano meno.

Quando la circolinfa circola, è fusionale, le cose diventano veloci non perché sei superficiale ma perché molte cose si semplificano, i trombi si sciolgono, si viaggia.

L’Utero Psì ti richiede di essere circolinfato, di circolinfare e accompagnare a saper circolinfare: quando arrivo a far questo, divento un co-creatore.

Ci vogliono pazienza e continuità, anche se per te sono già chiare le cose!

L’emergenza di oggi richiede delle risposte, creare strade, intrecciare, non spaventarsi della complessità”.

-Mariano Loiacono-


Giornata intensa…

La giornata inizia con Mariamo che introduce e raccoglie le fila delle dinamiche attivate nella giornata precedente.  

Rispetto a G. evidenzia come il suo stare nel codice simbolico spesso si trasforma in una complicazione di ambivalenze senza la possibilità di semplificarsi.

Cogliendo l’opportunità di riprendere cinque meccanismi di vita, che ci fa riconoscere utilizzando la metafora del range (livello da un minimo ad un massimo), ha chiamato cinque persone di valore e rappresentative per esplicare la sua teoria sul range che può esistere come soluzioni a P.U.K. simili: un range che oscilla dai livelli non interrati ad un livello che è più solco, che è la certezza del progetto.  

Sono buone tutte e due perché sono parti del fondo comune, ma quando prevale solo una parte è facile rischiare di cadere nella parzialità. Chi ha il solco utilizza molto le forze centripete, mentre chi usa più la creatività usa forze centrifughe e, per la fetogenesi, è importante fare crossing-over di queste due parti. 

Riporta al senso dell’importanza dello stormo e del creare la circolinfa, senza la quale viene meno lo spirito del Villaggio Quadrimensionale. La circolinfa infatti si costruisce continuamente non nel Kronos, ma è un Kairos da cogliere.

Ritornando sulle giornate passate, grazie agli interventi di Fabio e Graziana sul salotto letterario e sulla festa dell’Utero Psì, emerge la spinta del negativo che ha contraddistinto la seconda parte della mattinata.

L’interazione tra M. e B. ci ha coinvolto tutti per l’intero pomeriggio, nel riconoscere i meccanismi presenti nelle nostre storie, e nel nostro desiderio-tentativo di riuscire a funzionare da stormo per accompagnare e agevolare la dinamica in cui emergono le zone pellucide. 

La difficoltà di aprire un varco per riconoscere il suo valore specifico e il desiderio di comprendere i suoi reali bisogni, ha comunque consentito a più persone di autorizzarsi ad entrare in relazione con lei, rinforzando anche le sue resistenze, ma nello stesso tempo ha spinto B. a dire le sue verità rispetto alle motivazioni e modalità nel voler stare nel progetto.  

Lei infatti rappresenta la memoria storica e ne incarna la concretezza. 

Nel pomeriggio, Mariamo ha ripreso i primi due livelli della teoria del ProNuS (Progetto Nuova Specie), la teoria della gravidanza attraverso i dieci comandamenti e dell’albero dei sette ommatidi. Nel ripercorrere queste tappe, ci aiuta a fare teoria sui nodi storici e sul valore del nostro ricollegarci e mantenerci nel codice ontologico. 

Nell’ultima fase, dove si fa il Know how, si ribadisce come sia necessario non fermarsi solo alle note di cesso, ma per essere adulti bisogna saper transitare, nonostante le dinamiche siano forti e non perdere il senso del tutto e del Globale Massimo. 

Ci ricorda che lo stormo serve perché nessun occhio vede da solo il tutto, ma insieme si vede la molteplicità, più vicina allo specchio della profondità, che è il fondo comune che appartiene a tutti e ci fa stare bene nel viaggio dell’esistenza.

Casa dei nonni

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