27-29 ottobre 2017, secondo weekend di formazione dal titolo “LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: TRA PARABREZZA E SPECCHIETTO RETROVISORE”, un ciclo di interessanti incontri per chi vuole rileggere, sognare e fondare le proprie “coppie” a partire da un punto di vista globale sull’esistenza

– Nella fusionalità c’è tutto ma non vedi la distinzione perché tutto è fuso, è in dinamica senza dimensione di tempo e di spazio. Possiamo avere periodi, intuizioni, barlumi di fusionalità ma non sono essi stessi la fusionalità.

Il merito o la responsabilità di come vanno le cose è del creatore e del co-creatore, ognuno ci mette del proprio, il proprio 50%.

La fusionalità diventa una linfa, che chiameremo “linfusionalità”, che deve circolare, sottomettendosi al principio del “panta rei”.

Quando tutto scorre la vita circola e noi viaggiamo nell’esistenza.

È nella mia profondità che mi ricarico, che mi ricontatto, e di lì la linfusionalità ascende ai vari piani e li nutre.

Le cose buone nascono nel negativo, nella fase discendente ho l’opportunità di tornare alla fusionalità.

Nei momenti più negativi si produce la linfusionalità.

E chi me la deve dare, l’esterno? No! Se io sono figlio dell’In.Di.Co., posso produrla da me se riesco a fare il circuito di discendere e poi ascendere, se non perdo il senso del “panta rei”, e arrivo in profondità.

Poi posso entrare nel tempo e nello spazio, solo dopo essermi ricontattato.

Qui e così porterò frutti nell’esistenza e potrò spendere il mio potere fusionale -.

Mariano Loiacono, 27-29 ottobre 2017.


27 ottobre 2017 – primo giorno 

Il fine settimana dedicato alla coppia comincia con l’inaugurazione della sala che ci sta ospitando, finita in tempi celeri dall’impresa edile di Nazario, per permettere lo svolgimento di questo corso. Mariano ha proposto di chiamare questa sala “La sala del sole globale”. L’idea gli è venuta la mattina fotografando l’aurora. Sono state tante le persone che, in questi giorni, si sono spese per raggiungere questo grande traguardo. In primis, il gruppo “Se.Se.”, ossia i “Sette Servitori”, e poi le tante persone che hanno collaborato per avere funzionali la cucina e gli altri ambienti del Villaggio. Un grande ringraziamento è stato fatto a Nicola, definito “dalle mani d’oro”, per la sua capacità di risolvere ogni problema che si presentava. 

Mariano comincia il corso spiegando perché sia importante un laboratorio sulla coppia. 

In una coppia ognuno porterà con sé il proprio diacronico diverso che gli fa ripercorrere cose vecchie. Se il diacronico di ognuno non viene elaborato, il sincronico si blocca. 

I problemi della coppia nascono per l’incapacità di sciogliere il diacronico. Quando si formano i PUK, il sincronico si interrompe e i figli manifestano il disagio, che vuole essere uno stimolo dato ai genitori per farli uscire dalle loro soluzioni. 

I vortici e il caos sono cose normali, bisogna sviluppare competenze più generali o anticiparli. 

I fenomeni vivi servono per riconoscerci nella storia degli altri. 

Mariano parla della sua compagna ed invita altre due coppie a parlare di loro. 

Dalle storie emerge che, per creare una fusionalità, bisogna lavorare sui propri vortici, sul proprio diacronico per non farlo prevalere sul sincronico. 

La serata si conclude con una bellissima cena prearata dal laborioso gruppo cucina in una location del grande Villaggio.

Pina S.

28 ottobre 2017 – secondo giorno

La giornata ha inizio presso il Villaggio Quadrimensionale con la visita all’uliveto, dove nascerà la IURTANA (Isolamento Uterino per Ricontattare Teofondità Ascensionali attraverso Nascite Accompagnate): da yurta-tana.

La yurta è una capanna mongola, ma quella che sorgerà presso il Villaggio vuole essere una tana dove si potranno ricontattare le proprie profondità avvalendosi dei quattro elementi naturali, nostri antenati primordiali: Acqua, Aria, Terra, Fuoco.   

Alle ore 9.30 ci si sposta nella Sala del Sole Globale: la mattinata è stata dedicata in buona parte alle comunicazioni.

Sono stati comunicati i nomi dei me.me. a cui sono state dedicate alcune stanzette della Foresteria; un’altra stanzetta è stata adottata dal Dipartimento Centro; una dall’Alsa Marche e Pesaro che, per facilitare il raggiungimento della somma necessaria, ha organizzato una lotteria con ricchi premi.  Si è anche pensato di dedicare una stanzetta ai bambini della Scholé Globale.

Dopo una pausa rigenerante presso il fornito bar di Nuova Specie, il Dr. Loiacono è entrato nel vivo del tema della coppia: dal greco “coptein”, “attaccare insieme”. 

Introduce l’argomento con una prima slide dal titolo Panta rei, ovvero tutto scorre, che sta ad indicare il movimento della circolinfa. Tutto ciò è stato semplificato attraverso l’unità didattica del CEU, del disco placentare, del sistema cardio-circolatorio e del nuovo logo dell’Utero Psì. 

Ha mostrato ai presenti anche il logo della Donna Globale, cimentandosi in una rotazione a 180 gradi dell’Utero Psì, che ha stupito la platea.

Dopo la pausa pranzo, il Dr. Loiacono ha presentato la slide del Ciclo Esistenziale Metabolico attraverso il Cummunitometro messo in relazione all’Utero Psì.

Successivamente, ha presentato la slide della scatola nera dell’esistenza: dal negativo nascono cose nuove; se si riesce a stare in una situazione molto negativa senza perdere il senso dell’esistenza, è allora che ci si ricarica. 

A questo punto, il Dr. Loiacono passa in rassegna i quattro tipi di coppia: fusionale, sessuale, sballosa, sintomatica. 

La fusionalità è nel primo piano della Piramide dove troviamo la prima coppia, quella con se stessi. Qui non esistono gli opposti, ma si vive l’esperienza dell’intero; nel secondo piano, quello della sessualità, l’intero viene secato: è qui che nascono gli opposti. Infatti, si sperimentano una serie di caratteristiche che perdiamo quando lasciamo la nostra fusionalità. Ecco qui che nasce la coppia per ricucire questi opposti. Se fallisce questo piano, si ricorre al piano superiore: lo sballoso.  Se la linfa smette di scorrere, si ricorrerà sempre di più all’eteroreferenzialità tramite la coppia sballosa, fino ad arrivare a quella sintomatica. 

Quando il rapporto con se stessi fallisce, la coppia tradizionale diventa un incastro: ciò che non si produce da soli, si cercherà all’esterno. Il sintomatico è la parte più lontana dalla profondità, etimologicamente “cadere insieme”. In questo piano non si riescono ad esprimere le cose proprie e aumenta sempre di più l’eteroreferenzialità. 

Il Dr. Loiacono conclude la giornata chiedendo ai partecipanti se hanno qualcosa da aggiungere in merito a quanto esposto fino a quel momento.

Sono intervenuti Paride e Davide lasciando un loro contributo.

La serata continua con la cena seguita dalla Festa organizzata con la collaborazione della Scholé Globale sul tema della paura, durante la quale sono stati festeggiati ben sei compleanni.

Saluti spaventosi dalla casa di Mila

29 ottobre 2017 – terzo giorno

Questa notte è subentrata l’ora legale e, nonostante avessimo la possibilità di dormire un’ora in più, alle 8.30 eravamo tutti puntuali nella “Sala del Sole Globale” per assistere ad una rilettura della Genesi e del racconto di Adamo ed Eva a cura di Mariano Loiacono.  

Non esiste un racconto che abbia condizionato di più le sorti dell’umanità come quello di Adamo ed Eva. 

Il libro della Bibbia è stato scritto da maschi e quindi vi domina il simbolico maschile. Il periodo storico di riferimento è caratterizzato dalla povertà e dalla semplicità del popolo, per cui l’interpretazione della Bibbia doveva essere statica. La conoscenza non era permessa perché avrebbe portato ad un cambiamento di vita, mentre invece tutto doveva rimanere statico. 

La cultura ebraico-cristiana ci ha dato tante cose buone ma anche tanti limiti. 

Il Dr. Loiacono ha parlato del Bereshit (genesi), un racconto scritto 3100 anni fa.   

Ha proseguito facendo un collegamento tra il Quadrangolare e la creazione del mondo: 

1) l’angolo Alfa ci fa cogliere l’opportunità di diventare co-ocreatori partendo da una cosa negativa come la terra, una massa informe e desertica;

2) l’angolo Beta viene paragonato allo Spirito che aleggia sulle acque: è questo il momento della creazione di un progetto mentale;

3) il percorso Beta-Gamma è il momento della creazione effettiva e della sperimentazione: non si tratta di una strada già scritta ma va inventata, sperimentata;

4) l’angolo Pi greco è il momento della verifica e della soddisfazione: Dio verifica che quello che ha creato è buono perché lo rende felice (la particella “fe” indica l’atto di “generare”).

Nel racconto della creazione, l’uomo è stato creato il sesto giorno dal fango, dopo che erano già stati creati il cielo e la terra, il sole e la luna, il mare e le montagne e tutti gli animali che li popolano, tutte le piante e gli alberi, e Dio pose tutto sotto il dominio dell’uomo. Dio gli disse che poteva fare ciò che voleva ma non doveva assolutamente mangiare il frutto dell’albero della conoscenza, pena la morte, perché la conoscenza è una cosa che richiede tempo, non si può avere tutto e subito. 

Ci vuole il tempo per cercare, per sperimentare. La vita è un viaggio. Se Adamo avesse mangiato il frutto della conoscenza si sarebbe fermato, non sarebbe andato più avanti. 

La donna venne creata dopo Adamo da una sua costola e quindi da un simbolico maschile. La donna viene portata dall’uomo e diventa così lo sballoso dell’uomo. Per lo sballoso (rapporto sessuale) ci precludiamo il sessuale e l’infusionale.  Eva nasce dopo il divieto di Dio fatto ad Adamo di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza e pertanto non sa niente. 

Il serpente tenta Eva per convincerla a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza. Si rivolge alla donna perché le donne sono quelle che meglio riescono a sostenere una situazione, quelle meno statiche, quelle che meglio vivono la loro vita perché adoperano il codice analogico, bio-organico, ontologico a differenza dei maschi che usano quasi esclusivamente il codice simbolico. 

“Serpente” etimologicamente significa “penetrare” e si può riferire ad un figlio che penetra, si insinua in una situazione statica e la scombussola. Il serpente conosce i tuoi limiti, ti conosce e ti tenta. Fa credere alla donna che Dio è geloso della loro conoscenza e che non moriranno. 

La morte fa parte del viaggio perché bisogna eliminare quello che non ci serve più, come fa la natura in autunno e in inverno, per prepararsi poi a rinascere in primavera. 

Dopo aver mangiato il frutto e averne dato anche ad Adamo, si accorgono di essere nudi, cioè quello che hanno non basta più. Ci accorgiamo di essere nudi quando ci adeguiamo ad un simbolico esterno, non parte più da noi. Il corpo va eliminato perché indice di peccato. 

Quando Dio li chiama, c’è uno scaricamento di colpe da Adamo ad Eva, da Eva al serpente.  

Dio punisce il serpente dicendogli che porrà inimicizia tra lui e la donna e che la donna gli schiaccerà la testa. In questo caso il serpente rappresenta il simbolico maschile. Alla donna dice che partorirà con dolore e che dovrà essere dominata dall’uomo, e infatti gli uomini usano le donne per il proprio sballoso. All’uomo dice che dovrà lavorare con sudore e fatica per procurarsi il cibo quotidiano e che un giorno morirà.

Dio li scacciò dall’Eden e mise gli Angeli come guardiani. 

Arrivati a questo punto non si può tornare indietro, si deve fare il salto precipiziale per andare avanti. Quando si rompe un equilibrio bisogna crearne un altro, inedito, nuovo, non copiato dall’esterno. Se rimaniamo fermi nelle cose statiche siamo morti.

La rilettura di questo racconto ha occupato quasi tutta la mattinata, per proseguire poi con il laboratorio sulle coppie.

Corsisti “sballosi”

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