Troia, sabato 2 settembre 2017: “Oggi è il mio compleanno e per farmi una vera festa mi regalo un parabrezza!”

Alessandro, da oggi trentenne!

Sotto un cielo incerto giungiamo in tanti e di diversa provenienza al Villaggio Quadrimensionale… ogni volta tornarci è un’emozione e il suo volto che cambia giorno dopo giorno ci parla di come è proprio nella lentezza e nella continuità, ma con determinazione e osando, che si costruisce.

Muovendoci tra i diversi spazi del Villaggio Quadrimensionale ci iniziamo a dilatare, il posto è ricco di antenati e, un Cicerone d’eccezione, Mariamo, ci guida ad assaporare ogni parte di questo analogico come un’opportunità dove far nascere luoghi e percorsi devoti di profondità. Come in una magia già si sente l’energia di quello che sta nascendo, che pian piano prende sostanza, forma, movimento. Questo luogo è un crocevia e già racconta la possibilità dell’intreccio. 

“Oggi è un giorno importante. Questo giorno nasce dal mio desiderio di arrendermi, di arrendermi a me, alla vita, di festeggiarmi come padre ontologico di una famiglia che si era attendata e che io ho desiderato tornasse in viaggio, soffiando a volte vento forte, tumultuoso, spietato ma amandola profondamente. Oggi è il mio tempo, il tempo nel quale ho riconosciuto che la guerra non mi nutre più, che spingere e scollare, fare il Giuda, mi ha sfiancato, oggi non ho più energie e voglio accogliermi così, chiedendo e guardando verso un nuovo possibile per me. Me lo merito e lo desidero”.

Siamo abituati a vestire la festa di mille colori e mille rumori ma quale festa più autentica possiamo vivere se non quella di affacciarci a un parabrezza?

Mariamo entra in scena e ci fa dono di un artisticissimo know how della festa mostrandoci come oggi, la festa più significativa per Alessandro, da tempo in mare aperto, è proprio quella di trovare una prospettiva, degli strumenti e dei contesti per potersi esprimere.

La sensibilità di Alessandro lo spinge a non accontentarsi di una festa simbolica, oggi occorre dirgli delle verità, chiarirsi sulle prospettive, senza imbrogliarlo e imbrogliarci. La terra è pronta, è seminabile, occorre ora seminare delle opportunità, occorre oggi una semina per cucire un passato col presente.

Spesso ci aspettiamo che i cambiamenti passino attraverso chissà quali grossi proclami ma questo è proprio l’esempio di come un cambiamento possibile si può costruire una tessera alla volta, aggiungendo, limando, intrecciando.

La festa in onore di Alessandro diventa il suo BilanGiano, un angolo beta per individuare come da una fase prevalentemente “al negativo”, di pur legittima rabbia per le parzialità ricevute e subìte e per il territorio che non l’ha accolto per il suo valore di eroe meiotico, può transitare ad una fase nella quale porre, disporre e proporre.

Mariamo invita Cataldo a tagliarsi i baffi che lo hanno sempre contraddistinto. Per interrarsi bisogna “spogliarsi”. Anche denudarci di una caratteristica che ci ha contraddistinti per anni può mostrarci parti nuove di noi e farci incontrare l’esterno con meno veli. Questo “taglio” può servire a Cataldo per continuare a svelarsi, per farsi vedere così com’è, e usare il suo maschile in positivo, a servizio della crescita di Alessandro, in anticipo e costruendo, proponendo.

Alessandro ha affrontato la sua storia di petto e questo gli fa onore ma proprio questo ora lo ha sfiancato facendo emergere il bisogno di viversi altre parti, anche di avvicinarsi e far avvicinare quel cuore tenero e sensibile che quel petto coraggioso e sempre pronto ha preservato e protetto. 

Alessandro, “uomo vigoroso” è il significato del tuo bel nome e finora gli hai proprio reso onore! Ora è tempo di incarnarlo per godere tu, in primis, di te!

Se Alessandro è un Vitonauta in Mission nella storia è tempo di riconoscergli delle capacità e di aiutarlo a poterle esprimere in questa storia, interrogandoci su come può esprimersi in positivo per raccogliere, passando da un circolo vizioso, nel quale si moltiplicano e tornano i problemi, a un circolo virtuoso nel quale ci tornano i frutti e la festa per quel che siamo.

Alessandro ha bisogno di orientamenti, non di essere controllato quando sta male, anche perché gli anelli diabolici che attraversa sono proprio il suo modo di dire “qui non c’è acqua per me!”.

Così, anche ultimamente, Alessandro ha voluto mostrare alla coppia dei suoi genitori come preferisca rimanere sottomessa a un territorio e a una domus dove non c’è libertà piuttosto che mettersi in esodo per la vita e per condizioni più adatte all’espressione dei loro talenti e della loro bellezza! 

Alessandro spinge all’esodo! E oggi è tempo di un esodo concreto, “chi ha tempo non aspetti tempo” dice il proverbio, ci dice Alessandro che per cambiare occorrono cose concrete, cambiamenti reali, spostarsi, coinvolgersi con tutti i codici e migrare dove il viaggio può continuare.

Dopo aver celebrato il valore di Alessandro, con amore, Mariamo mette in evidenza alcuni suoi aspetti che possono diventare più armonici. 

Perché Alessandro recuperi una sua lentezza e perda la parte che spinge senza tregua, senza tener conto gli stati quiete degli altri occorre ritmo, occorre che il “piano piano” della famiglia non sia più un tempo senza tempo, ma che si proceda insieme di concerto, come una banda!

Oggi occorre un luogo intermedio nel quale Alessandro possa sentirsi non contro la famiglia di origine ma preservato dai circuiti e dalle dinamiche di quest’ultima che ancora non transitano o ancora non si orientano in una nuova direzione. Scegliere un nuovo analogico, un analogico neutro, può permettere ad Alessandro di uscire dal circuito stimolo-risposta a cui dinamiche vecchie ci portano, dove spesso le risposte sono le nostre soluzioni più immediate e povere, quelle karmiche, e quindi anche quelle che ci fanno perdere energie e fiducia, permettendogli di investire le energie per costruire. 

Se tutta la famiglia fa piccoli salti precipiziali, degli investimenti in prospettiva, per ognuno di questi quattro naviganti si apriranno scenari nuovi e abbandoneranno la camera a gas nella quale si sono negati le relazioni in positivo.

Criticare per crescere, per costruire. In cosa può ancora crescere Alessandro? Nel Kronos!

Il kronos è utile? Assolutamente sì, ma non è il tempo più importante per la nostra vita. Noi andiamo troppo per cose organizzate all’esterno, fuori di noi ma non è detto che lì troviamo il kairos per noi, il tempo favorevole. Nel kronos non puoi progettare cose tue, devi dare la tua forza lavoro, hai un valore di scambio.

Il kairos è il momento in cui facciamo degli incontri buoni per la nostra vita, fosse anche una malattia, o una cosa che proprio non ci aspettavamo.

Il kairos è il saggio tempo per il quale anche un negativo ha un suo valore, un suo senso profondo per la vita e per la crescita.

E’ proprio nel kronos che Alessandro può crescere. Preso molto dalla voglia di cambiare non tollera la lentezza. Ma la prima lentezza la vive in famiglia e allora vuole imporre il kairos che lui sente e intuisce agli altri, toccando così gli stati quiete e le identità psicotiche altrui, non tenendo conto dei tempi e delle difese resistenze degli altri. Così tempi e identità psicotiche vanno in collisione e si innescano circuiti in cui chi perde di più è proprio lui!

Per sancire l’impegno ad armonizzare il kairos e il kronos, Mariamo dona ad Alessandro la sua originalissima maglia, una t-shirt con due facce, una per il kronos e una per il kairos, appunto!

Per Alessandro è tempo di entrare nel kronos senza scappare e senza aver paura di smarrire il proprio sensibilissimo kairos. Quando noi ci confondiamo è perché stando nel kronos abbiamo paura di smarrire il nostro kairos, e così perdiamo anche la fiducia di poter creare qualcosa di inedito e buono per noi anche quando una realtà si presenta piena di limiti o di parti concluse, superate.

Mariamo riconosce la grande capacità di Alessandro di fare angolo beta ma è proprio nel percorso beta-gamma che poi fa fatica. Ma quando pensiamo di poter fare beta-pi greco? Quando non abbiamo assistito a percorsi reali betagamma nella nostra vita e così è anche per Alessandro che non ha visto quello dei suoi genitori.

Non comprendere il valore di un percorso beta-gamma non ci permette di costruire e di mettere radici. Per costruire la prima condizione è la lentezza e un contraddittorio amorevole, anche con le nostre resistenze.

Ed ecco un altro dono di Mariamo, Barbara e Giovanna! Una stella marina!

Mariamo invita Alessandro ad accettare di scendere dalle stelle alle quali è stato molto legato e tornare al mare. Poiché è proprio dal mare che è iniziata la vita.

Oggi è tempo di cominciare ad essere una stella marina, facendo delle tappe progressive, e da qui cominciare un percorso infinito dinamico complesso e insieme, in relazione, cominciando dal mare, da dove la vita è cominciata, con molta umiltà, lentamente e insieme agli altri.

Iniziamo dall’acqua ogni qualvolta vogliamo iniziare qualcosa di nuovo.

Come un ricamo si conclude questa parte della giornata che ci lascia un prezioso know how mostrandoci come “riunendo la corte” abbiamo costruito una prospettiva ampia con gli impegni di tutti e che torna a tutti! 

Tra doni per Alessandro e fili che continuano a ricamare nuove prospettive anche per alcuni dei presenti siamo sul finire di questa ricca giornata settembrina.

Anche oggi la Fetogenesi ci ha dato un nuovo soffio spingendoci oltre e più in là, mostrandoci come il passato non si scorda ma quel che s’ha da avere a cuore è l’andare. 

Partiamo dal positivo e ricominciamo da tre!

Buon viaggio Alessandro!

Graziana

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