Celle San Vito (FG), domenica 28 e lunedì 29 giugno 2015.VII EDIZIONE DEL PROGETTO “RAINBOW”.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
VII° PROGETTO RAINBOW.
 
ACCOGLIENZA 
E PRIMO GIORNO.

Cari lettori e lettrici,
il grande giorno è arrivato: ieri 28 giugno 2015 è iniziato il settimo progetto Rainbow (applausi, grazie!).

Da tutta Italia siamo giunti a Celle San Vito, per dare inizio a questa avventura che ci auguriamo ci aiuti a lasciare le nostre “celle” e ci aiuti a far venir fuori i nostri colori-calore (applauso di incoraggiamento, grazie!).
All’arrivo ci attendono tre dei quattro coordinatori che ci faciliteranno in questa ardua impresa (altro applauso di incoraggiamento per i conduttori).
Dopo aver visitato la struttura che ci ospiterà in queste due settimane, i conduttori ci chiamano a raccolta per dare avvio all’accoglienza: ci siamo ritrovati nel salone e Raffaele, Monica e Daniela, con l’aiuto di Cristiano, ci hanno spiegato a grandi linee l’organizzazione delle due settimane.
 
 
Durante questi giorni di preparazione, significativo è stato il contributo delle due naviganti–membrana Lucia e Daniela che hanno curato l’organizzazione logistica e i rapporti con la struttura.
 
Raffaele ha quindi dato inizio all’ascolto dello stato quiete dei partecipanti, per aiutare noi membri dell’equipaggio a salpare verso questo viaggio inedito.
È stato deciso di farci sorteggiare un numerino con rispettiva frase che ci ha indicato quale fosse il nostro posto letto… e poi tutti a cercare il proprio giaciglio, come una grande caccia al tesoro.

E la prima mezza giornata è passata… con un mix di emozioni, accompagnati da un vento favorevole

E fu mattina!
 
I più audaci iniziano la giornata con gli esercizi dei 5  tibetani, condotti da Giuliana.
I più pigri, come noi due che scriviamo, iniziano lentamente la giornata, facendo colazione molto lentamente.
Alle nove e mezza tutti pronti (o quasi) per dare avvio alle danze, nel vero senso della parola.

Abbiamo provato a risvegliare i nostri corpi con musica dance anni ’80, dando vita al nostro analogico ancora un po’ intimidito.

Al termine dei balli e con una buona dose di sudore addosso, tutti appiccicati, abbiamo reso omaggio a Linda che ha creato la locandina di questo settimo progetto.


I conduttori ci hanno quindi portato ad ascoltare ed ascoltarci, facendo emergere in alcuni dei presenti bisogni e desideri che spesso non ci concediamo di esprimere.
Tra un revival di canzoni delle passate edizioni dei Rainbow e attraverso pillole di teorie ben espresse dai conduttori, ci siamo ritrovati ad accogliere alcuni degli embrioni presenti, desiderosi di calore e contatto fisico, creando un mosaico di corpi su quello che è stato battezzato da Raffaele “tappeto aureo”.
 
La mattinata è terminata con un ottimo pranzo a base di polpette preparato da validissimi cuochi (applauso per Michele, Francesco,Linda e Luciano).

 
Alla ripresa, nel pomeriggio l’equipaggio si arricchisce di nuove e importanti specificità: Sandra, Francesca, Lucia, Cristian. 
Tra i nuovi arrivati spicca la presenza di Ludovico e Leonardo nel ruolo di co-conduttori nonché mascotte di questa settima edizione del rainbow.
(applauso di incoraggiamento per queste new entry).
Dopo aver giocato simulando degli animali della foresta, Sandra legge le lettere di Silvio e Michela per Leonardo in cui gli riconoscono tutto il suo valore e i suoi passaggi.
 Al termine di questo momento e dopo avere ospitato “una star del panorama musicale internazionale”, i conduttori ci fanno ascoltare tutte le proposte di colonna sonora per il progetto.
Su tutte è stata scelta una canzone di Ligabue dal titolo”Il peso della valigia”. L’ascolto della canzone suscita nei rainbownauti e nella stessa Daniela un movimento nel codice biorganico, facendoci riconoscere tutti nella fatica che ciascuno di noi ha fatto per arrivare sin qui.
  ALBUM  di L. Ligabue
Il momento è denso di emozioni, di lacrime e di lunghi abbracci.  
Raffaele “richiede l’aiuto da casa” e chiama me, Francesco, per aiutarlo a cambiare stanza. 
Io, a mia volta, decido di chiamare mio padre Giovanni, riconoscendo il suo disagio e lo invito a godersi il momento contattando anche il suo codice analagico.
Nonostante il peso della valigia, è tempo di andare respirando liberi.

Ed è con “il mio canto libero” che si concludono i lavori per questa prima fruttuosa giornata.
 
Francesco e Giusi
i primi due di una lunga serie!

1 Commento/i

  1. betta fenu

    Auguro a tutti Avanti tutta! Questo è un progetto speciale, una sperimentazione capace di far riscoprire l'arcobaleno presente dentro ogni persona….un abbraccio grande
    con stima Betta

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