Pedaso (FM), domenica 31 maggio e lunedì 1° giugno 2015. PROGETTO “LA FINESTRA DI BABICH”. Accoglienza e primo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia


V° PROGETTO
“LA FINESTRA DI BABICH”.
PROGETTO DI CONVIVENZA
AL FEMMINILE.

Giornata dell’accoglienza
&
I° giorno



Ore 18:00, comincia il pomeriggio dell’accoglienza del Progetto “La Finestra di Babich”.  Siamo arrivate a destinazione, Pedaso, un po’ alla volta, a gruppetti regionali. Ad accoglierci uno spettacolare paesaggio fatto di alberi, mare e colline, un insieme di colori, profumi e suoni devoti alle nostre preziose vite: 27 donne in viaggio provenienti da Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Friuli, la ventottesima donna ci raggiungerà martedì dalla Sicilia.

 
La responsabile Giovanna, insieme alle altre coordinatrici hanno mostrato il progetto e ci hanno invitato a presentarci per ascoltare lo stato quiete di ognuna e le motivazioni che ci hanno spinto a partecipare: c’è chi sperimenta per la prima volta una vera condivisione al femminile, chi sente il bisogno di riconciliarsi con i luoghi e le persone, chi vuole imparare a fidarsi delle donne, chi si regala e dedica del tempo per sé.
 

La serata termina con un caldo minestrone preparato dalla nostra super cuoca Maria.
 
Lunedì 1 giugno 2015
 
Entriamo nel vivo del progetto. La mattina ci riuniamo sul prato circondate dagli alberi e dai cespugli, illuminate e riscaldate dal sole con lo sguardo rivolto verso l’azzurro e tranquillo mare

Dopo le comunicazioni di servizio, Marinella e Annamaria ci introducono in un viaggio di ascolto e immersione nel nostro corpo. 

Subito dopo Giovanna ci invita a raccontarci facendo vuoto dell’esterno rimanendo in contatto con le nostre parti profonde. Anna Maria racconta della sua famiglia d’origine, dei vincoli e del rapporto coi genitori e questa cosa innesca un effetto domino per cui Nunzia, Rocchina, Elena, e infine Paola, si immergono nei loro vissuti di figlie in relazione con i padri. Emozioni, lacrime e danze concludono l’intensa mattinata. 

Dopo una rilassante e abbronzante pausa, ci riuniamo per la teoria del pomeriggio sebbene alcune donne sentissero ancora il bisogno di immergersi nelle loro storie. Come ha detto Chiara, il negativo come soglia e il dolore come doglia è la spinta a rinascere dalla miseria alla grandezza. Pina Pitta ci spiega che etimologicamente la parola miseria viene dal latino miso – odio e la parola grandezza viene dal latino gravis – dare peso e quindi, la nostra rinascita dovrebbe partire dal “negativo subito, che ci ha ridotto e rimpicciolite e di conseguenza ci porta a subire o a distruggere, per arrivare poi alla grandezza, intesa anche come gravidanza del nostro “divino” e dare peso e importanza a ciò che solo io sono.

Questo progetto è un’opportunità  per noi di viverci come donne, come bambine, a partire da ciò che solo noi siamo e non per come ci vogliono gli altri.

Dalle storie raccontate emerge il complesso e desiderato rapporto con la figura paterna, tanto da suscitare il tema “nel nome del padre”. Mariagrazia dice che noi donne siamo abitate da uomini adulti e quindi i figli trovano il grembo materno già occupato. Questo accade perché le donne sposano la miseria maschile e ne vengono schiacciate, la maggior parte scompare a se stesse.

 
Infine emerge la difficoltà di Donatella, che poi si rivela non essere l’unica, a stare nel gruppo, a ricontattare le sue emozioni e con esse i suoi ricordi. Tutte ci sentiamo coinvolte impegnandoci a dare il nostro contributo e sostegno. La serata si conclude con la canzone proposta da Marialetizia  come inno di riappacificazione ai nostri padri – Tu sei l’unica donna per me – convertita al maschile per l’occasione che danziamo strette in un complice ed energico abbraccio.

 
Accomodate nel salottino del terrazzo, tra patatine e tisane, in compagnia delle lucciole e della luna piena abbiamo scritto questo post augurandoci una serena notte in previsione della giornata di domani.
 

Marialetizia,
Nunzia,
Adriana e Sonia

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