Canicattini Bagni (SR), lunedì 18 novembre 2013. CERCHIO MAGICO A MONDOLFO. “Mare antico ma nuovo. Terre di me”. Scritto di Ekaterina.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia


RIDONARE ALLA VITA
UN ALTRO PEZZO
DELLA STORIA DEI CERCHI MAGICI.
Il 30 ottobre e il 5 novembre 2013 sono date da dare… da ridonare… alla vita e al senso più profondo della memoria storica. Memoria e un altro pezzo della storia dei Cerchi magici da calare nel prezioso pozzo di questo blog. E sono date da ridonare alla vita così come si era donata lei in quei giorni attraverso la voce dei bimbi-ragazzi del primo anno della Scuola Secondaria di Primo Grado di Mondolfo. E si era donata con la voce loro e anche dei loro silenzi, dei silenzi dei bimbi-ragazzi, silenzi grandi, ma dei bimbi, silenzi come quelli dei grandi, silenzi trasformati in grandi verità, e trasformati dai bimbi-ragazzi, dai bimbi che ancora non hanno così tanta paura di farsi trasformare dal dolore delle verità

Silenzi colti come i fiori nel campo di un’eterna primavera che sento essere ogni infanzia; silenzi raccolti come il profumo di quei fiori, raccogliendo il profumo, non i fiori. Silenzi bianchi, come la loro voce, bianchi, ma non monotònici, come le loro lacrime che… si fanno intingere dalle condivisioni, da un narrare bagnato e non per niente preparato, da un circolare delle emozioni, dalle paure di farsi intingere dalla magia delle emozioni, dalla paura di abbandonarsi alla tavolozza delle piccole rimozioni che non sono ancora diventate un rimosso. Ancora no. E questo grazie allo smosso, a ciò che smuove e che viene smosso dalla magia di una comunione non comune… che fa mettere in cerchio e in circolo, ciò che aspetta solo di esser calato e colato dalla tavolozza delle lacrime. Calato e anche colorato dalla tavolozza delle lacrime bagnate dalle emozioni… come da un pennello… che immerge se stesso per riprendere il colore mancante e il calore mancato. Immergendo se stesso… in se stesso… come ogni bimbo-ragazzo ha fatto… dalla fase dei Pensieri in poi… con l’aiuto della formazione nel Metodo alla Salute che ci aiutava non tanto a dare i colori, quanto poi a canalizzarli… in un piccolo canale da parto… che partiva… e faceva partire il successivo in una danza di richiami, associazioni, voci che si susseguivano in intrecci di vissuti che man mano si tessevano. Si tessevano e tessevano un filo rosso che diventava una base per tutti: come quel filo finalmente ripreso per uno strappo ricordato; come una tela diventa per un libero pennellare; come una terra appena arata diventa per le future semine; come il tessuto vivo diventa per un utero… come un utero era diventato… proprio così… proprio il Cerchio Magico.
 
Anzi i due Cerchi Magici ai quali ho partecipato grazie all’invito che mi aveva fatto Cindy. Invito che ho assecondato, sentendo che sì… dal mio Viaggio russo in poi… dal giugno 2013 in poi… è scoccato un tempo speciale che mi porta sempre più a sincronizzarmi con quella eterna primavera dell’infanzia, degli infanti, (da in per non; fanti da fàri che significa parlare) e quindi di coloro che non-parlano, però dicono, e dicono dal sentire al sentire, e dicono del sentire… e del pochissimo pensare. 

Ed a me questo loro sentire, a me è arrivato ed ancora mi fa percepire in questo sentito arrivato… lì in quella riva di quel mare antico, ma nuovo… che attraverso i bimbi-ragazzi ancora non stanca di penetrarmi e di spingere e di dipingere quelle terre di me… che sentivo di una primavera, ma senza il variabile di questa stagione, senza quelle variabili di cui sentirmi parte… e porto… di una mia infanzia che sì… eppure mi ha fatto sentire bambina.
 
Con Cindy in co-conduzione mi son permessa di immergermi con gli occhi di un’adulta e con il cuore di una bimba, nel cuore loro, e parlare a loro, giusto un po’, giusto per passare a loro uno spirito mio che non voleva essere quello di quella Catrin indifferente alle loro differenze… e nemmeno di quella Eka appesantita da un’infanzia di difetti e affetti… comunque mancati; e da un’adolescenza che mi stava facendo a fette.    

E così sia nel primo Cerchio Magico in 1^B che nel secondo in 1^A, grazie anche alla presenza di un’altra Prof.ssa C. C. mi sono sentita onorata di far parte di questo utero che sì… i bimbi-ragazzi stessi fra loro già creavano e poi ricreavano ogni volta che una forte emozione veniva messa fuori… con loro che man mano che tiravano fuori… entravano sempre più dentro loro… e fra loro, come a coalizzarsi, come a legarsi ancor di più fra loro, per farsi forza… e vincere il forte di una tristezza, di un negativo, di un ricordo che sì… veniva così accordato in una voce non più fuori dal coro, ma parte di una sinfonia concorde. Sinfonia accordata e che concordava più nodi che scioglievano questa corda che si trasformava in un filo rosso che univa e li univa in un fondo comune che man mano emergeva da loro… con loro che sì… sembravano passare la palla dell’immersione con una saggia delicatezza… con la quale se da una parte si immergevano, dall’altra teorizzavano… nodo dopo nodo… voce dopo voce… lacrima dopo lacrima… sguardo dopo sguardo… fiducia dopo sfiducia.
 
È certo che nel primo Cerchio magico incontrarmi negli occhi di un ragazzo russo – con lui che sì… finalmente aveva sentito il fraterno dei nostri occhi a mandorla – per me è stata una emozione che mi ha fatto sentire a casa, nella casa di una radice… che dice e dice solo che a noi… degli occhi a mandorla. E per me è stato come portarmi oltre i confini… e riappropriarmi in pace con quella parte bimba mia… che come in lui… all’inizio si proteggeva dietro a una severità conterranea… poi pian piano… ha tratto protezione dallo scendere delle lacrime che sì… come da uno scrigno uscivano… concedendosi a un’apertura triste, a un triste crescere, ma anche liberatorio.
 
Vissuto simile avvenuto anche al secondo Cerchio magico con una bimba che sì… faticava a parlaree piangeva… e si spremeva con noi che lì… cercavamo di accompagnarla in questo suo parto… di emozioni… che si sentiva premerla e comprimerla con noi che lì con lentezza la accompagnavamo mentre a un certo punto attorno a lei si crea un cerchio dentro un altro, un cerchio di tutta la classe che spontaneamente le si avvicina… circondandola… ascoltandola nella sua fatica di verbalizzare… mentre anche le nuvole fuori avevano aperto il loro sguardo mandandoci il tocco di un raggio che è rimasto con noi durante tutto questo momento… mentre la voce di una sua compagnetta… una voce inaspettata… con decisione… sussurrava: “Questo cerchio è davvero magico”!
 
Potrei raccontare di altri momenti magici così… e altri ancora se li ricorderà Cindy e anche la Prof. ssa C. C., ma a me, a me piace fermarmi qui… sperando di aver trasmesso almeno un po’ il magico… che sì… ora mi respira come memoria, ma anche come spinta… spinta di una fiducia… in ciò che con poco e naturalezza e una sensibilità attenta può far emergere e svelare… da chi… come gli iniziali adolescenti… sembra che sfuggano… sembrano rapiti dalla loro età… e invece… arrivano al cuore dei cuori… più pronti di una secolare corteccia.
 
Ed è con qsto respiro – che ancora dentro mi ha riportata in quei giorni – che mi piace concludere questo post… ringraziando Cindy per essersi fidata di me… di me che in queste cose così nuove per me… mi affidavo solo che al fascino del nuovo in cui mi sentivo andare incontro. La ringrazio perchè mi ha fatto sentire libera di osare… e di ri-conoscermi… in queste terre nuove… che fino a qualche anno fa erano annebbiate da un odio per i bimbi che non avevo nemmeno paura di riconoscere e far sapere: odio che amavo più dell’amore.

Non nascondo che ritornare in quella scuola mi ha permesso anche di riprendere quella Catrin del 2006… che ebbe l’onore, grazie all’osare di Sandra e Raffaele, di assistere e di com-partecipare alle prime sperimentazioni dei Cerchi Magici… nelle Scuole Medie. 


E l’importanza di quelle difficoltà iniziali, nei Cerchi Magici di adesso, ora io me la gustavo… e le assaggiavo come il frutto di una saggezza finalmente arrivata a una maturazione sempre più condivisibile e adatta ai bisogni dei ragazzi di oggi. Bisogni che rispetto al 2006 – ho notato essere – sempre più aperti e pronti e assetati di una condivisione che vada oltre al viversi la scuola solo come un supermercato di voti. Il tutto da un punto di vista antropologico ha voluto significare quanto ormai i tempi sono sempre più pronti per farsi aprire dagli spazi come questi che ricrea un Cerchio magico che sento essere un compromesso fra la umanizzazione, la alfabetizzazione delle emozioni e la didattica… e la formazione… che vuole dare-forma a più piani della personalità… e sin da un’età seppur caotica, anche più bisognosa di questa molteplicità di in-segna-menti. 

E mi sento ulteriormente onorata se… la mia presenza in questi due Cerchi magici, abbia potuto significare per Cindy… viversi un passaggio di co-conduzione… e di ulteriore crescita… che ciclicamente ha bisogno di esser rinvigorita da nuove e esterne presenza… come il senso del mio esserci e quello delle future presenze degli altri… spero sia arrivato.  

Ringrazio infine la Prof.ssa C. C. che si è affidata a noi (cosa mai scontata negli ambiti istituzionali) a noi che ci eravamo affidati al fidarsi di questi bimbi-ragazzi. Ragazzi un po’ bimbi, un po’ già adulti… che a volte insegnano più di tutti i libri che a loro tocca studiare… e più di tutti gli insegnanti che a loro ogni giorno tocca ascoltare. A volte.

è,kA
(Katiush)

3 Commenti

  1. Unknown

    ti auguro tutta l'armonia possibile cominciando dalle emozioni scatenate da questo video un giorno ti sentiro anche suonare e se sei brava come lo sei con la passione che si tasmette nei tuoi scritti allora pago il biglietto volentiri.
    youtube.com/watch?list=RDjzF_y039slk&v=mJ_fkw5j-t0

  2. Sandrasa V.

    …intenso,ricco di significati significanti,gradevolmente amabile questo post Sandra V.

  3. Sandrasa V.

    …intenso,ricco di significati significanti,gradevolmente amabile questo post Sandra V.

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