Aula didattica globale “Gianna Stellabotte” (FG), domenica 24 novembre 2013. TERZA GIORNATA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia


 

 
 
Logo del “Corsaggio” di Rachele Amadori



UN CORSAGGIO

PER DIVENTARE PIÙ SAGGI,

PER AVERE PIÙ CORAGGIO

E CUOR SAGGIO.



TRE SOLUZIONI PER RIMANERE INTRAPPOLATI
TRA STORIA E METASTORIA

La giornata è cominciata con la visita della masseria che la
Fondazione Nuova Specie sta acquistando.
L’Ingegnere Gianni D’Errico che con competenza e pazienza,
ha portato avanti le trattative e tutto l’iter burocratico, ci ha guidati alla
scoperta di questo luogo pieno di storia.

La masseria è situata nella zona PIP del Comune di Troia e
ci regala subito la vista di un suggestivo panorama. Altro elemento evidente è il vento che
simboleggia lo spirito (anemos) e che ci solleva e ci fa respirare portando
ognuno di noi in un altro tempo.

Per alcuni affiorano ricordi dell’infanzia, ricordi di un
mondo contadino
che ha trasmesso anche tante cose buone: la sobrietà , l’essenzialità
Certo è che per tutti noi è l’opportunità di realizzare un
sogno
, reso possibile da chi ha sognato restando sempre radicato nella realtà e
non ha mai smarrito un altro valore importante della cultura contadina: la
concretezza!
L’antenato: Mariano!

Oggi è possibile trasformare un sogno in un sogno concreto:
la nascita di un luogo proprio che può unire tutta la rete degli “ermafroditi insufficienti” e che da
luglio, momento in cui è probabile che vengano a mancare gli spazi presso l’Ospedale
D’Avanzo, può diventare  l’officina per
continuare il viaggio del Progetto Nuova Specie.
Inebriati da tanto spirito e buona volontà, ma anche dal
profumo del rosmarino che Grazia ha raccolto, ritorniamo a Foggia per
continuare il  “COR SAGGIO”.

Nella Aula didattica globale Gianna Stellabotte ci attende Mariano che avvia
i lavori dell’ultima giornata di questo primo corso, chiamando i rappresentanti
di tutte le Associazioni alla Salute per ascoltare impressioni, suggerimenti
ma, soprattutto, rendere “prassi” la “teoria” dei giorni precedenti,
accompagnando tutti  a transitare verso
nuovi obiettivi e progetti, a spingerci nelle note metastoriche perché rimanere per sempre nelle note storiche significa rimanere
nell’INFERNO.
Mariano esorta tutti a sentirsi “proprietari e a mettere in
campo ogni tipo di risorsa: economica
e progettuale, e,  per questo aspetto, invita chi sente di poter
dare suggerimenti, a mettersi in contatto con l’architetto Gino Tartaglia già
ideatore del progetto “villaggioquadrimensionale”.

Tutti siamo dell’idea di rispettare e valorizzare la storia
del luogo
: dalla stalla, al pozzo, alla “Casina
di Mario
che conserverà questo
nome in onore di Mario, discendente dei proprietari della masseria, morto in un
incidente stradale
e che ci renderà sempre viva la possibilità che oggi i figli
si possono perdere per tante cause, dismaturità, disagio ecc.
Anche le intolleranze, come nel caso di Betta, antenata
preziosa dello scambio con la Facoltà di Sociologia di Urbino, può essere
l’espressione di un disagio verso l’ambiente, a sua volta “intollerante”, verso
la sua specificità e progettualità.

 Ovvero possiamo restringere tanto il codice bio-organico che anche la morte può esprimere un intolleranza
alla vita.

Tante sono le storie di disagio e “martirio”, di intolleranze
alla vita, da cui ri-partire per avviare una nuova fase e ne è un esempio
positivo Carla
che aprendosi al
negativo, e,  a partire dal suo fiore
reciso, Francesco
, sta trasformando
la sua cicatrice in base, in fondamenta per la crescita di tutta l’Associazione Lombardia.
Associazione che opera in una regione che si è svenduta molto
nei suoi codici profondi
per far sì che crescesse l’economia  e che oggi è in gravi difficoltà, e che in
questo senso ha anche come Presidente una persona significativa, una persona che
oggi è uno schiaffo per la psichiatria e alla quale Mariano dedica la teoria di
oggi.
Un regalo a Marta, esteso anche a Lara e Pina.
Una teoria che riguarda tutti ma che in noi tre, trova un
espressione più evidente.
L’espressione di come si può rimanere infognati in un
crinale: né infognate nella Storia, né ancora determinate in un Percorso metastorico.
Espressione di tre gradi di una condizione difficile,
ambivalente ma anche onnipotente che ci da l’idea di procedere ma che in realtà
ci autorizza a non muoverci.
Mariano non si ferma nella parte più difficile per un
accompagnatore e, anche se è evidente che anche per lui non è facile essere “spietato” e “crudele”, continua a fare la morula
e procede analizzando singolarmente le “tre soluzioni statiche” per imbrogliarsi.
Conclude e ci da respiro, utilizzando due metafore: Giano bifronte e una frase del Vangelo.

Se uno comincia un
solco e guarda indietro non è degno di me”
, ossia non è degno di una vita
intera, una vita vera.

Bisogna “sbilanciarsi” nel solco che si è scelto, bisogna sbilanciarsi nella vita,
perché altrimenti non si esce fuori dalle storie di m…. (merda) che abbiamo
vissuto e, se vogliamo stare dentro la storia, la storia non finirà mai di
darci spunti per rimanere dentro.
Mariano, dopo una breve pausa,riprende il secondo momento
della teoria: “La teoria globale secondo
il binocolo”.
E’ importante che vita e conoscenza stiano “insieme” anzi se
la vita vuole transitare, vuole stare in viaggio, deve avere la capacità di
conoscersi, di rappresentarsi e teorizzare.
Purtroppo la teoria non fa parte della nostra tradizione, e
al massimo, conosciamo le cose che altri teorici hanno pensato e ci trasmettono
nel periodo della formazione scolastica.
Nel nuovo punto di vista ogni fenomeno vivo deve fare la sua
teoria
che basandosi su un Fondo comune può comunicare anche ad altri sia per
essere apprezzata sia criticata seguendo la regola dell’Uroboro o Regola del  “ C. A. C. A. R. E.”

La prima teoria è tratta dalla gravidanza.
Nella gravidanza metastorica, rappresentata dall’albero
della vita in viaggio capovolto, il cielo rappresenta l’utero, la placenta le
radici con le sue Unità didattiche, il tronco rappresenta il cordone
ombellicale e la chioma il feto.

In questo senso la novità di ciò che propone Mariano è che
la conoscenza del villaggio-mondo o degli umanoidi è una conoscenza embriogenetica, parziale e per opposti
e che si può andare verso l’albero della conoscenza fetogenetica.

Nella fase fotogenetica,
sono importanti tutti gli organi e bisogna formare un globale di tutto, per
fare questo ci vuole l’Epistemologia globale o un codice globale quale è il Quadrimensionalismo.

Questo se è vero, genererà nuovi globcettori, l’Albero della Conoscenza avrà bisogno di
re-cettori (“re capio”, prendo in maniera nuova) e percorre una escalation dei
recettori.
Grazie alla conoscenza che ha sviluppato e di cui di si è
appropriato e grazie al non fermarsi mai nella sua vita, Mariano propone il
nuovo globcettore.
Un globcettore che permette di uscire dalla storia ed avere
una percezione metastorica con cui comprendere tutta la storia!
Un po’ simile ma non uguale a ciò che è il terzo occhio! (Situato fra Storia e Metastoria, ma non come le tre …)

Il Globcettore è:

“Riesco
a vedere insieme il Globale della Storia della Vita, riesco contemporaneamente
a vedere tutta la storia della vita, ma anche le prospettive metastoriche e ci
da gli strumenti per vedere dove la gravidanza metastorica vuole andare”.


È ovvio che la razionalità impedisce assolutamente di vedere
al di là e ci fa rimanere nella fogna della storia ma, più si sta nella fogna e
più non riusciamo a capire il discorso, il discorso si capisce solo quando si
comincia a vivere e a entrare in una prospettiva globale.
Il problema non è concepire una verità o qualcosa che ci
trasporta in viaggio; mettersi in viaggio significa capire che non c’è vita
senza viaggio e che senza viaggio si muore e quanto  più sentiamo la morte più dovremmo sentire il
desiderio, la necessità di viaggiare e abbandonare il territorio del
simbolico-razionale
.
Per transitare verso la conclusione della giornata, e dopo
una foto del gruppo, Mariano propone il video di Matteo: La fine del nulla”. Una modalità che a Matteo serve come auto-terapia, un testo
filosofico
profondo che può essere utilizzato come meditazione su ciò che
abbiamo fatto anche in questo giornate, che potremo cantare tutte le mattine
per smaltire le scorie prodotte e su cui dovremo produrre una relazione per il prossimo
corso
che si terrà il 24-25 e 26 gennaio 2014.

Rachele mostra il logo definitivo del corso che ha
modificato nell’immagine dell’albero: un faggio che nel IV Progetto “Rainbow
è stato un “grande antenato”.

Chiudono la giornata i pensieri-saluti di Sandra, Enzo e
Barbara che è stata anche la Preside di questo corso.
Una Preside che ha svolto il suo lavoro nel senso
etimologico del significato
di “pre-sedere” è colei che siede davanti in
un’assemblea, in un gruppo … per difendere, curare e governare.

Il suo impegno è stato sicuramente all’altezza di tutto
ciò, sicuramente agevolando e sgravando di tanto lavoro, di cui fino a poco
tempo fa si caricava in prima persona, il Dr. Mariano Loiacono.
Buone riflessioni e buon lavoro …

Pina Pitta

2 Commenti

  1. Unknown

    Si ma non serve solo la teoria aiutiamo Matteo concretamente ora che ha la macchina dal Meccanico e il suo Compiuter fuori uso da 3 mesi!
    Se vui essere solidale potresti aiutarmi a spargere in giro tra le persone come noi che stimano Matteo che lui ha bisogno x lavoro di un nuovo PC basta fare un offerta minima "contributo per nuovo PC " se ci tieni davvero a lui io l'ho fatto goccia dopo goccia nasce un fiume..
    dal niente nasce niente tutto quì
    goccia dopo goccia matteomontesi.tv/aiutiesostegni/
    Non si sa mai che diventi il nostro telecronista di Nuova Specie ricordate le oltre 2000 visualizzazioni di questo geniale video!
    youtube.com/watch?v=2p5Kq_aB11I

    BONIFICO BANCARIO:
    IBAN: IT79A0306234210000001362673
    BIC: MEDBITMM
    BANCA: MEDIOLANUM
    MATTEO MONTESI

  2. Unknown

    Quanto sei stata brava Pina, altro che "non so come fare…".
    Grazie a Mariano che continuamente ci accompagna nel viaggio, grazie a te perché hai saputo trasformare i bombardamenti in possibili prospettive e grazie a Cindy che ha messo il tuo post proprio il giorno del tuo compleanno.
    Ti voglio bene Pina e ancora tanti, tanti auguri!!
    Marta Maria

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