Cusano Milanino, sabato 12 e domenica 13 ottobre 2013. TOUR INTERREGIONALE VENETO-LOMBARDO E SUPERVISIONE DELL’ALSA LOMBARDIA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia

TOUR VENETO-LOMBARDO:
una tregiorni di scambio e supervisioni 

delle Associazioni alla Salute 
Veneto e Lombardia.



A condurre questa tregiorni erano in quattro: il vice-presidente della Fondazione Silvio Boldrini, la nostra pittrice di Nuova Specie Michela Garbati, il presidente dell’Associazione alla Salute Romagna Davide Morri e la coordinatrice delle Alsa regionali Sandra Recchia.
 

Un applauso di incoraggiamento per questo primo tour al Nord!!

12 ottobre 2013 – Cusano Milanino

Sabato sera, poco traffico in autostrada e ancor meno sulla tangenziale (Uhahuuuuu!!!), arrivo a casa Carra/Paparelle senza problemi (grazie navigatore!). Ci sono già un po’ di persone e nell’arco di pochi minuti ne arrivano altre. Cena semplice e gustosa (io sono anche vegetariano ed ho piacevolmente apprezzato) scambiando quattro chiacchere.

Marta ha da poco saputo che i 4 Marcagni sono in ritardo … e sì, ze colpa dei veneti ciò! (N.B. frase da esprimere con la classica cadenza veneta). L’incontro in Veneto si è prolungato oltre il previsto e passeranno l’Adda, vecchio confine tra Milano e Venezia, per giungere a Cusano non prima delle 23. OK e allora? Allora tiriamo fuori l’asso dalla manica, anzi ne tiriamo fuori tre, Silvia, Gioele e Marco, saranno loro a condurre la serata.


Due passi a piedi e ci trasferiamo alla Sala Moneta. (Ernesto Teodoro Moneta  (Milano, 20 settembre 1833 – Milano, 10 febbraio 1918), giornalista e patriota. E’ l’unico italiano ad aver ricevuto il premio Nobel per la Pace, che gli fu conferito nel 1907 e chi ne vuole sapere di più, su Wikipedia trova molto materiale).


I tre assi nella manica conducono la serata, coinvolgono alcuni dei presenti con leggerezza e delicatezza.
E poi arrivano i marcagni, stanchi e provati dal viaggio e probabilmente anche dal lavoro in veneto.
Sono già le 23, 30 e si decide per un “tutti a nanna e a domani”


13 ottobre – mattino

 
La giornata inizia in perfetto orario … pardon, volevo dire … in perfetto orario sul ritardo, con una quarantina di persone presenti.
Oggi è il 29° anniversario di matrimonio di Diego e Gabriella e questo va festeggiato. Gabriella non c’è, è a Foggia, allora Sandra si offre di sostituire Gabriella, Gioele officia, Michela ed io (Primo) facciamo i damigelli d’onore e Marcello il folletto saltellante. Entrata del piccolo corteo con musica nuziale e poi … ballo!


E non è finita qui!
 

Ingresso ufficiale di Marta accompagnata da Sandra, Michela, Angela, Elena, Davide in rappresentanza di Marche, Puglia, Lombardia e Romagna e poi … ballo in gruppo con salti e braccia in alto!

E non è finita qui!


Marta presenta i supervisori Silvio, Sandra e Davide, la pittrice di nuova specie Michela e un’accompagnatrice d’eccezione, Margherita (figlia di Michela e Silvio). Altra entrata ufficiale e questa volta accompagnati da due lombardi D.O.C. Franco Faldini e Rachele Amadori e poi … ballo!


E non è finita qui!


Viene dato in omaggio ai 4 marcagni un CD ciascuno di “Canzoni Lumbard”, ogni Cd è personalizzato nelle musiche e nella grafica.


E non è finita qui!
 

Si ringrazia chi ha curato tutta la parte pratica/organizzativa di questa due giorni di incontri e cioè Carla, Elena, Rachele, Diego, Giuseppina, Alberta, Alberto, Amerigo, Roberta, Riccardo, Primo e … Marta!.
… e dopo tutti questi “non è finita qui!” iniziano i “pensieri”.
Silvio evidenzia come l’Alsa Lombardia manchi di radici e “la morte può aiutare, può far vedere di più” ed ecco il ricordo dell’antenato Francesco, Francesco che può essere di aiuto in questo momento di transizione.
Ed ecco altri pensieri con altre persone che ricordano Francesco e tutti questi pensieri espressi a parole vengono poi racchiusi ascoltando e ballando una musica hard-core, tipo di musica che piaceva molto a Francesco.



Ora si entra nel vivo della supervisione, supervisione che è “vedere dall’alto” e la capacità del supervisore che non essendo direttamente e pesonalmente coinvolto, è in grado appunto di vedere dall’alto.
E, dopo un altro brano musicale famoso nel metodo che cantiamo tutti insieme “goccia dopo goccia”, vengono indicate le fasi di ciò che  andremo a fare e presentato come si può ben C.A.C.A.R.E. . Il logo con l’Uroboro, il serpente stronzo che si mangia la coda, le varie fasi (Costruire-Apprezzare-Criticare-Ascoltare-Riconoscere-Elaborare), come nel gruppo invece di cercare il Confronto/Differenza la dimensione del cerchio rende uguali nella diversità.

 
Quale è il senso del progetto?
Siamo uniti nel progetto?
Ognuno di noi riesce a riconoscersi nellAssociazione?


Viene chiesto di andare direttamente al cuore dei nodi da sciogliere, di non generalizzare bensì di essere diretti e personali.
La più solidale è Elena che mette in gioco Alberta, Giovanna, Tonino, Daniela e Carla: “Abbiamo bisogno di stare insieme” – “Siamo ognuno per se e manca il tutti per uno”.


Daniela evidenzia come l’Alsa Lombardia sia nata grazie all’impegno di Giovanna, Tonino, Carla, Paola e lei stessa. In particolare Giovanna e Tonino hanno fatto da utero per questa associazione, con fatica e mettendo in opera l’esperienza personale e fatta in prima persona a Foggia. Molto angolo alfa di un gruppo adulto nel quale è mancata la “diversità”.
Le difficoltà venivano affrontate con il “fare”, molta la difficoltà nel vedere che anche Giovanna e Tonino avevano momenti di estrema difficoltà. Molta la difficoltà di Giovanna e Tonino nel “chiedere”, molta la difficoltà nel “ricevere”. Molta la difficoltà nei rapporti fra le persone, molta la difficoltà a tirare fuori il negativo. 


Difficoltà – Difficoltà – Difficoltà  pare sia la parola d’ordine!


Paola fa un’analisi partendo da se, come la partecipazione attiva all’associazione fosse prevalentemente “obbligo e dovere”. Poderosa la qualità di Giovanna nel dare un angolo alfa solido che poi però è diventato stretto e che non permetteva l’espansione verso altre modalità. Era facile fare la morula e in questo modo non uscire dallo schema conosciuto. Viene evidenziata la necessità di continuare un proprio personale percorso di crescita per poi metterlo e utilizzarlo in un fondo comune


Davide raccoglie quanto detto facendo numerosi collegamenti e riferimenti a quanto successo anche nell’Alsa Romagna.
E ancora viene evidenziato come questa associazione sia nata con un “vizio” di partenza, la necessità, l’emergenza dovute alla sintomatologia di un figlio, di un fratello, di un familiare e non in un’ottica di crescita personale, per “se stessi”.


Carla ribadisce che l’associazione è partita da una situazione di estrema frantumazione, che si è rimasti molto sulle cose pratiche, sul simbolico e che tutto ciò, con il tempo, è cominciato a pesare.
E’evidente come questo angolo alfa, indispensabile e necessario all’inizio, sia poi diventato stretto e soffocante e non abbia permesso di rendersi conto che “ci sono mille modi diversi di lavare i piatti (nota personale del relatore … permettetemela!!!)”


Alberta dichiara che solo ora vede quelli che sono stati i limiti di “noi adulti” e di come è diverso il modo di agire dei giovani. “noi vecchi dovremmo un po’ vedere i cazzi nostri …  siamo molto funzionali, ma non riusciamo ad andare oltre” “i nostri ragazzi sono più fluidi e dobbiamo imparare ad essere noi ad affidarci a loro”.


E quando, la Casa dell’Alpe viene indicata come “ occasione mancata”, “non c’è stato crossing-over”, Silvio interviene con vigore evidenziando che “è stato un progetto embriogenetico che ha vissuto solo la fase morula” … “è mancata una fase di teoria e di supervisione che avrebbe permesso di uscire dalla fase morula all’interno dell’embriogenesi del progetto, per fare il passo verso la fetogenesi” … “la supervisione è una fase fondamentale e indispensabile del metodo”. 


Prende la parola Alberto che dà valore a Paolo ed in particolare e Chiara che “ha saputo rianimare il pulcino Alsa Lombardia” e prosegue con calore che ora è il momento in cui possiamo ripartire, continuare e “investire sul proprio Javè” (ciò che solo io sono) e continua in un crescendo di passione “così si formerà il nuovo angolo alfa, partendo dallo Javè di ciascuno di noi, dallo Javè di tutti noi”. APPLAUSO  e ovazione dei presenti!!!


Si continua ed è evidente come può essere difficoltoso seguire la regola del C.A.C.A.R.E. , Giovanna, dopo poche frasi “sono stanca di sentire sempre le stesse cose”, “ce ne ho i coglioni pieni di …”, “io faccio paura? E quando siamo di fronte ad uno psicotico, cosa facciamo?” viene “bloccata” da Silvio che evidenzia con foga che bisogna Apprezzare prima di Criticare, anche solo per un 1%, ma va fatto. Giovanna si lascia andare e ammette come si sia appellata al suo angolo alfa perchè non sapeva cosa e come fare e come anche nell’associazione si è riproposto lo schema della sua famiglia di origine.


A questo punto, grazie a “Francesco”, al ricordo di Francesco, siamo andati oltre, oltre al risentimento, oltre a quello che c’era in quel momento.  E Giovanna finalmente riesce ad apprezzare cose fatte da Daniela e Carla pur non riuscendo a trovare parole per Elena, Alberta ed altri.


Infine tocca a Tonino e il suo è uno sfogo dai toni alti, forti, violenti. Tonino evidenzia come l’associazione sia nata da un loro bisogno (di famiglia), da una loro situazione di abbandono e disperazione e l’essere andati a Foggia ha acceso una luce, ha dato una speranza, sollievo. Poi però ed è qui che i toni si alzano, “è facile fare il ricchione con il culo degli altri”, “ho sentito una grande ipocrisia, in Mariano, in Paolo, in Chiara, nella raccolta fondi”. Parole forti contro tutto e tutti.


Parole forti che fanno scattare Silvio, che chiede di rivolgersi direttamente a chi è presente e sentire personalmente e direttamente chi non è  presente. Non serve, non è utile al Costruire buttare fango a destra e sinistra, contro tutti e tutto. Evidenzia come anche lui in passato ha vissuto sentimenti così forti e simili e che, appunto perchè ha conosciuto quelle modalità può ribadire che ora la necessità è di costruire, non di distruggere tutto. Tanto è stato fatto e non serve distruggere appositamente per lasciare solo macerie a chi continuerà il lavoro iniziato.


Parole forti che fanno infervorare Michela che con vigore ribadisce che l’appartenenza alle associazioni e alla fondazione va oltre Mariano, chi ci crede ci stà! Il senso di tutto quello che si sta facendo è molto più ampio. “chi ha problemi personali con Mariano, se li veda direttamente con lui”.


Parole forti che, con tono più pacato, ma non meno incisivo, fanno dire a Sandra che “il progetto e i soldi sono su due piani diversi, noi partiamo da noi. L’ottica è molto più ampia e non può e non deve essere ristretta al solo denaro. Il denaro è un mezzo, non il fine.
Parole forti che portano Silvio a concludere questa fase, “la critica và fatta, ma và inserita  nel globale massimo del CACARE che è il COSTRUIRE” e ancora che il contributo di Tonino e Giovanna è importante per il passaggio del testimone, contributo che non può limitarsi al solo “far cesso”.

13 ottobre – pomeriggio
 
Dopo un ottimo pranzo in casa Carra-Paparelle, si ritorna nella sala Moneta.
Arriva anche Mauro, agitato e molto teso al quale Alberto dedica un pensierosei come un appartamento che ha un tubo dell’acqua rotto e l’acqua fa danni a te e a chi ti sta vicino, serve un idraulico”.


Sandra ricapitola brevemente i fatti della mattina e chiede a Mauro di indicare una persona che in questo frangente, gli può stare vicino, semplicemente e fisicamente vicino. Scelta questa persona, si continua.


Silvio legge un pensiero di Francesco “ ... rimane solo quello che abbiamo seminato nel nostro cuore e in quello degli altri ….”.


Marta viene invitata a “dichiarare” quali sono le persone che vuole nel direttivo ed ecco che, dopo aver brevemente indicato le sue motivazioni, Marta invita Rachele, Riccardo, Amerigo, Alberto, Elena, Carla e Primo (io) a farsi avanti. Ognuno viene invitato a dire il suo pensiero al riguardo. Riccardo nicchia, ed il suo no iniziale, dopo un chiarimento, ridiventa sì.


A questo punto Sandra fa il punto della situazione facendo notare come l’Alsa Lombardia fosse partita dall’Anello Diabolico (vedi Cummunitometro), da situazioni di profondo disagio. L’uovo è stato fecondato, c’è stata la fase morula ed è iniziata la meiosi, la morula ha perso la zona pellucida ed è arrivato il tempo di “interrarsi” nell’utero e iniziare una nuova fase.


Silvio e Davide danno anche alcune indicazioni operative e pratiche.
Una volta iniziati i gruppi sarà basilare un bilancio dei conduttori una volta al mese. 
Incentivare lo scambio tra le associazioni, fare crossing-over tra i territori, “sporcarsi”.
Questa supervisione deve diventare il trampolino dal quale spiccare il “salto precipiziale” e viene fatto notare come le persone che comporrano il direttivo evidenzano la molteplicità del gruppo e infine che dovrà essere data una cadenza trimestrale alle supervisioni dell’associazione.


Si chiude questa lunga giornata con un rito curato da Gioele e Michela nel quale Marta “dirige” un coro di “tromboni, grancasse e trick e track” naturali.  Vengono poi donati due regali beneauguranti e di prospettiva a Marta, una collana con il “Ciondolo angolo alfa” e una stampa di un quadro di MichelaLa coppia di nuova specie”.
… Buona notte!!!

Primo

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