San Severo (FG), giovedì 3 e venerdì 4 ottobre 2013. PROGETTO “LA FINESTRA DI BABICH”. Settimo e ottavo giorni.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia

 
TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO 


“LA FINESTRA DI BABICH”.

Settimo giorno.
Donne che corrono
con i lupi…
Come
di consueto si comincia con la lettura del messaggio di Mariano:

“Care
donne perdute nel veliero, non abbiate nostalgia del confessionale e del vostro
essere state capro espiatorio per un ordine ormai agonico. Il mare aperto è la
vostra vocazione. Il vostro destino è andare oltre le Colone d’Ercole dove solo
le amazzoni possono navigare e abitare”.

D.
comunica che il messaggio di Mariano lo sente suo perché, a seguito della
supervisione, ha preso coscienza di essere ferma al confessionale e di voler
imitare le amazzoni per poter intraprendere un viaggio ed andare oltre le
Colonne d’Ercole
.

M.
legge un
messaggio sull’autostima:

“Non
dimentichiamo che dentro di noi esiste un bambino o una bambina forte capace di
sognare e ribellarsi
, di creare e di scoprire il proprio vero sé, che prima o
poi emergerà”.

D.,
nel ritrovare il suo stato quiete, ringrazia le mamme che l’hanno accolta e
accompagnata
e che le hanno insegnato a gustare il piacere del corpo senza
provare la vergogna ed il senso di colpa. Così D. ha preso coscienza di quanto
la sua anima fosse affamata ed emerge il suo cattivo rapporto con il cibo ed il
suo essere stata bulimica da adolescente.

Poi
D. invita L. a fare i conti con il suo corpo: dopo un po’ di resistenza, L. si
lascia andare e tutto il gruppo la accompagna abbracciandola. L. ha intravisto
il suo dolore ma è solo la punta dell’iceberg.

Alla
ripresa, L. è ancora molto provata e, con un’alternanza di riso e pianto,
suscita in E. ricordi antichi. Ad accompagnarla interviene Lara che le racconta gli abusi subìti. Il gruppo poi si chiude con il fondo
comune dove Giovanna, ispirata dal libro Donne che corrono coi lupi ci
racconta come le donne dovrebbero rimanere selvagge e invece vengono
“addomesticate”: perdendo, quindi, la loro natura manifestano i loro disagi. Ad
addomesticare le donne ha anche contribuito la religione.

Paradossalmente
gli animali risultano più veri di noi perché ascoltano il proprio istinto e,
contrariamente agli esseri umani, non uccidono se non per mangiare.

Daniela
e Mila


Ottavo giorno. 
Un compleanno sul veliero
spinte dal vento metastorico





Abbiamo iniziato la giornata in modo tranquillo perché avevamo stabilito di passarla facendo un bilancio tra di noi.
Qualcuna
è andata a fare la spesa poi, quando eravamo tutte presenti, abbiamo
organizzato una festa di compleanno per Salvina che ci aveva raccontato,
con dolore, di come i suoi non l’avevano mai festeggiata a causa degli
impegni di lavoro. Stefania si è alzata presto e ha preparato una
bellissima e buonissima torta con crema pasticcera e panna. Salvina,
accolta da tutte noi, ha spento le candeline con grande emozione di
tutte
e ha dichiarato che, da adesso in poi, festeggerà due compleanni. 

 

Siccome
molte di noi non la conoscevano, Lara ci ha illustrato la Regola del C.A.C.A.R.E. anche per poterla usare nei nostri bilanci. Siamo arrivate
così all’ora di pranzo in un baleno.
 
Riprendiamo nel pomeriggio dedicandoci al bilancio fatto tra noi.

Stefania
ha comunicato a Salvina perché ha scelto di fare la torta per il suo
compleanno e ha parlato di come Salvina l’ha fatta tornare al rapporto con sua sorella e di come avrebbe voluto averla lì, al posto di Salvina.
 
Salvina
ha parlato del fatto che in questi giorni ha sentito un gran movimento
nelle sue viscere ed ha capito che non ama essere definita “magra”
perché si sente sminuita da questa definizione. Quindi ha manifestato il
proposito di riprendersi i suoi spazi, compreso il fatto di festeggiare
il suo compleanno.

Mirella ha manifestato la sua soddisfazione per
essere stata accompagnata dalle altre ad intravedere il porto come
opportunità
.

Poi Lara ha confessato come, all’inizio del progetto, si
sentiva di dover rappresentare sempre lo stesso ruolo (quello di figlia)
in un gruppo di “madri” e di come, poi, si è accorta che invece ha preso da ognuna di noi qualcosa che l’ha aiutata a transitare al ruolo
di adulta, anche perché ha avuto delle compagne soprattutto “figlie” e
meno “madri”. Poi ha messo in evidenza tutte le cose che l’hanno
sorpresa
di alcune persone come Daniela la quale ha espresso la sua
inconsapevolezza iniziale nel partecipare a questo progetto e di quanto,
invece, ha preso ora consapevolezza.

Lara
ha ringraziato Giovanna
per come si sono accompagnate nel coordinamento
e per come Giovanna le ha alleggerito questo compito con semplicità.
L’ha esortata a far venir fuori la sua parte di valore e Daniela, pur
evidenziando la difficoltà di Giovanna, le si è offerta di starle
vicino.
 

Mila
ha raccontato le sue sensazioni
su ognuna di noi poi, ognuna, ha fatto
un bilancio anche rispetto al rapporto con le altre e a quello che ci
siamo vissute in questi giorni. Tutte siamo state d’accordo sul fatto di
sentirci effettivamente sopra un veliero e di come il vento (spirito)
ci ha trasportato in questo giorni, con il mare calmo ma soprattutto
quando il mare era in una tempesta che ci ha travolto ad una ad una ma
che ci ha anche permesso di sostenerci a vicenda. Nel bilancio abbiamo
cercato di capire quanto ognuna di noi si è fatta trasportare e di
quanto ognuna di noi si è affidata al gruppo. Siamo salite tutte sul
veliero con delle aspettative che si sono rivelate alcune sorprendenti,
alcune un po’ meno, ma sicuramente ci porteremo dietro un fardello di
emozioni
che ci aiuterà a continuare a navigare, se sapremo farne
tesoro.
 
La
giornata si è conclusa con un rito per Giovanna che aveva espresso le
sue difficoltà con il corpo e che si è concessa di farsi coccolare da
tutte noi.
 

Abbiamo cenato ed abbiamo festeggiato con i cantucci che Donatella aveva preparato con maestria.
 
Mirella e Stefania

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